Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

In discarica anche le feci dei cani: indagati imprenditori e dirigente comunale

Violazione del diritto di privativa nel rilascio di autorizzazioni per la raccolta, il trattamento, il trasporto e lo stoccaggio che la legge pone in capo ai Comuni e i consorzi pubblici di gestione. E ancora, falso materiale nella compilazione dei codici Cer di accompagnamento, trasporto non autorizzato di rifiuti pericolosi e attività non autorizzata di gestione dei rifiuti, e maltrattamento di animali. Coinvolte 12 persone per le responsabilità penali, e tre società per la responsabilità amministrativa. Tra gli indagati, il dirigente comunale del servizio protempore, Fabio Lacinio; l'imprenditore Rosario Mazzarella, anche presidente della Sezione ambiente di Confindustria Brindisi; il gestore della discarica di bacino di Autigno, Luca Screti; il gestore di fatto del Dog's Village che si trova sulla ex statale 16 Brindisi-San Vito dei Normanni, Antonio Regoli

BRINDISI – Violazione del diritto di privativa nel rilascio di autorizzazioni per la raccolta, il trattamento, il trasporto e lo stoccaggio che la legge pone in capo ai Comuni e i consorzi pubblici di gestione. E ancora, falso materiale nella compilazione dei codici Cer di accompagnamento, trasporto non autorizzato di rifiuti pericolosi e attività non autorizzata di gestione dei rifiuti, e maltrattamento di animali. Coinvolte 12 persone per le responsabilità penali, e tre società per la responsabilità amministrativa. Tra gli indagati, il dirigente comunale del servizio protempore, Fabio Lacinio; l’imprenditore Rosario Mazzarella, anche presidente della Sezione ambiente di Confindustria Brindisi; il gestore della discarica di bacino di Autigno, Luca Screti; il gestore di fatto del Dog’s Village che si trova sulla ex statale 16 Brindisi-San Vito dei Normanni, Antonio Regoli.

Cacca di cane spacciata per scarti di ristorazione - E’ il nuovo capitolo che si aggiunge alla saga del business dei rifiuti a Brindisi, scritto dalla sezione informativa della Digos di Brindisi, che lavora da anni sul settore, dal Noe di Lecce e dal pm Valeria Farina Valaori, che ha ripescato e chiuso in breve tempo un caso nato con una relazione del dicembre 2012 della polizia giudiziaria, ed assegnato al sostituto procuratore Marco D’Agostino, ora non più in servizio alla procura di Brindisi. Un caso che parte dallo smaltimento abusivo nella discarica comunale di Autigno, riservata ai soli rifiuti solidi urbani, di poco meno di una tonnellata di deiezioni canine provenienti dal Dog’s Village, effettuato da una delle tre società indagate, la Secom di Rosario Mazzarella, carichi accompagnati da Cer che riportavano codici identificativi infedeli e attestazioni che li identificavano come rifiuti di cucina o comunque tipologie accettabili per legge dalla discarica affidata dal Comune alla Nubile Srl (un’altra delle tre società finite sotto inchiesta).

Il pm Valeria Farina ValaoriTra le pezze di appoggio c’era infatti anche un certificato di analisi svolte dal laboratorio Sca di Mesagne, la terza delle società individuate dal pm Valeria Farina Valaori come responsabile amministrativa. Oltre alle quattro persone già citate, nell’indagine sono coinvolti autotrasportatori, dipendenti del Dog’s Village, la sua legale rappresentante, un dipendente del laboratorio:  Arjana Markisic, formalmente amministratrice del canile, 41 anni, di Podgorica (Montenegro); Guglielmo Granafei, 59 anni, di Mesagne, perito della Sca; Salvatore Tondo e Carlo Scardia, entrambi di 47 anni e di Torchiarolo; Giovanni Monaco di Brindisi, 52 anni; Luigi Donno, 58 anni, di Brindisi; Rocco Giannini, 52 anni, di Brindisi; Francesco Baccari, 58 anni, di San Vito dei Normanni.

Entra in scena Mazzarella - A tutti gli indagati nella giornata di mercoledì sono stati notificati avvisi di conclusione delle indagini, affidati alla Digos e al Noe dei carabinieri. Nella seconda metà del 2012, nel corso del sopralluogo al Dog’s Village, la polizia rilevò anche le precarie condizioni in cui erano tenuti i cani ospiti della struttura. Quella parte della relazione ha convinto il sostituto procuratore Valeria Farina Valaori a contestare anche il reato di maltrattamento di animali, le cui deiezioni era state trasformate in occasione di guadagno da Mazzarella, il quale era subentrato ad un'altra società che si curava dello smaltimento dei rifiuti organici del canile, invece, con Cer regolari e presso discarica autorizzata per ricevere rifiuti speciali.

Ma la Secom dell’imprenditore residente a San Pietro Vernotico, titolare anche dell’impresa di pulizie industriali i cui dipendenti qualche tempo fa  si arrampicarono per protesta sul nastro trasportatore della centrale Edipower, pare avesse garantito ad Antonio Regoli che sarebbero state ugualmente applicate alla lettera le disposizioni di legge. Insomma, il gestore del Dog’s Village sarebbe stato all’oscuro della falsificazione dei Cer che invece accompagnavano i carichi di escrementi canini. Tutto da ribadire in udienza preliminare, ed eventualmente al processo. E data la debolezza dei tempi di prescrizione dei reati ambientali, il magistrato che ha ripreso le redini dell’indagine non può che augurarsi uno svolgimento celere del procedimento. Intanto si attendono le eventuali controdeduzioni della difesa.

I controlli del marzo 2012 al canile Dog's Village-2Il diritto di privativa violato - Il coinvolgimento del dirigente del Comune di Brindisi, di Mazzarella, Screti e Regoli nell’ipotesi di violazione del diritto di privativa della pubblica amministrazione nel rilascio delle autorizzazioni per chi opera nel settore dei rifiuti, condensato nella contestazione di concorso in abuso di ufficio, apre poi una finestra sul panorama sconcertante dell’organizzazione della raccolta nel territorio del capoluogo, dove il contratto di appalto per la raccolta e il trasporto dei rifiuti bandito dall’amministrazione civica (sino a quando non sarà pronto il bando per il gestore unico da parte dell’Aro), copre solo l’area urbana, la costa e le campagne. Ne sono escluse sorprendentemente la estesa zona industriale e l’area commerciale sulla statale 7, che pure per anni hanno conferito privatamente alla stessa discarica di Autigno, sino a quanto un aggiornamento della legge non ha spostato in capo ai gestori dell’impianto la responsabilità delle tipologie di rifiuti accettate.

I sacchi di deiezioni canine scoperti durante i controlli di polizia giudiziaria-2Da quel momento, cioè da quando la Nubile chiuse le porte ai camion proventi dalla zona industriale, tutte quelle aziende servite da società private pagano l’onere  ben più pesante di smaltimento presso impianti privati di altra provincia. La Secom di Mazzarella che titoli aveva per svolgere attività di raccolta e smaltimento di rifiuti? E che titoli hanno tutte le altre imprese che svolgono la stessa attività? Il Testo unico sull’ambiente che applicazione trova in questa “zona grigia” brindisina dove tuttavia il business gira, eccome? . Gli avvocati difensori nel frattempo sono già all'opera: Massimo Manfreda, che difende Mazzarella, e Stefano Palmisano, difensore di Regoli, attendono di parlare con i propri clienti prima di pronunciarsi sulla vicenda. L'avvocato Vincenzo Farina, legale di fiducia di Luca Screti, conferma la notizia e ha già sentito il suo assistito, e ritiene che la posizione di Screti sia "marginale" rispetto ai fatti ipotizzati nell'informazione di garanzia.

Cuccioli al Dog's Village, durante i controlli del 2012-2Contratti in violazione di regolamento - Ma stamani il dirigente della Digos di Brindisi, Vincenzo Zingaro, in una nota stampa ha illustrato soprattutto il passaggio che vede indagati Lacinio quale dirigente del Settore ambiente protempore del Comune di Brindisi, e Rosario Mazzarella, per il reato di concorso continuato in abuso di ufficio, Lacinio per aver procurato a Mazzarella un ingiusto profitto. Ciò attraverso la stipula in violazione di legge di vari contratti (del 16 novembre 2010 e del 9 novembre 2011), concedendo alla Secom l’uso della discarica di Autigno, uso “finalizzato al solo smaltimento di rifiuti solidi urbani ed assimilati prodotti all’interno del Bacino Br/1 e di provenienza desunta dai formulari di trasporto” (tra i quali quelli prodotti dalla Dog's Village Srl responsabile del canile – rifugio sito in Brindisi), in mancata applicazione del regolamento previsto dall'articolo 198 Dlgs152/06, e in violazione della procedura ad evidenza pubblica, in contrasto con il capitolato speciale d’appalto dell’ottobre 2009 relativo all’affidamento a Brindisi del servizio di  raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani e assimilabili.

Questo capitolato esclude incomprensibilmente, come già detto in principio, aree urbane dalla raccolta dei rifiuti solidi urbani, con riguardo all’intera zona industriale. Ma non prevede tuttavia per le aree escluse la gestione della raccolta in regime di convenzione privata con i trasportatori dei rifiuti solidi urbani e assimilati, tanto meno sulla base di una mera manifestazione di interesse in questo caso della Secom. Si può quindi operare solo previa procedura di evidenza pubblica bandita da Comune o Aro. Infatti il pm Valeria Farina Valaori prefigura anche un danno ingiusto arrecato al Comune di Brindisi - sia in termini "di mancato conseguimento dei tributi gravanti sui produttori e non calcolati o calcolati in violazione dell’art. 195 Dlgs 152/06, che in termini di mancato conseguimento degli obiettivi previsti dagli articolo 177 e successivi della stessa normativa, recepiti dal già citato capitolato con conseguente aumento dell’ecotassa", e un danno arrecato alla società di igiene urbana dell'epoca, la Monteco Srl, aggiudicatrice dell’appalto pubblico per la raccolta di Rsu ed Rsa prevista dal regolamento che i Comuni sono obbligati a stilare ed applicare, "che si vedeva sottratta un’intera area urbana dal territorio in cui doveva espletare il servizio oggetto dell’appalto".

La posizione della Nubile Srl - Riceviamo dalla Nubile Srl una nota in cui la società ribadisce ciò che ha anche sostenuto davanti alla polizia giudiziaria. Pubblichiamo la nota per dare spazio anche alla versione di uno dei soggetti indagati.

"Con riferimento alla notizia apparsa sulla stampa in ordine al coinvolgimento della Nubile Srl nel Procedimento Penale relativo alla presunta gestione di rifiuti speciali non autorizzati (feci di cani) presso la discarica comunale di Contrada Autigno, manifestando la piena fiducia nell’operato della Magistratura e confidando di poter dimostrare la completa estraneità alla vicenda, è necessario precisare che all’epoca dei fatti contestati la Nubile S.r.l. non era il gestore della discarica, ma svolgeva il mero supporto (fornitura di uomini e mezzi) al titolare dell’A.I.A. e gestore della discarica, dietro pagamento di un canone fisso indipendentemente dalle quantità lavorate; anzi maggiori erano le quantità di rifiuti conferiti in discarica, minore era l’utile aziendale. Nessun rapporto commerciale è mai stato intrattenuto con i privati che conferivano in discarica. Ogni riferimento a circostanze e fatti differenti rispetto a tale realtà rappresenta una notizia infondata e non veritiera. Nubile Srl è divenuta gestore della discarica nel novembre 2012, mentre i fatti posti all’attenzione della Magistratura Penale risalgono al periodo tra il novembre 2009 ed il marzo 2012. Tanto si doveva per verità di cronaca".

 

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