Cronaca

Chiusa nuovamente la piscina Icos di Francavilla, stavolta dal sindaco

Dopo il sequestro diposto dal pm Savina Toscani ed eseguito dalla Guardia di Finanza il 12 novembre scorso, e dopo il dissequestro del 28 novembre disposto dallo stesso magistrato inquirente all'esito dei nuovi campionamenti, arriva stamani un provvedimento di chiusura della piscina Icos di Francavilla Fontana da parte del sindaco Maurizio Bruno

Maurizio Bruno

FRANCAVILLA FONTANA - Dopo il sequestro diposto dal pm Savina Toscani ed eseguito dalla Guardia di Finanza il 12 novembre scorso, e dopo il dissequestro del 28 novembre disposto dallo stesso magistrato inquirente all'esito dei nuovi campionamenti, arriva stamani un provvedimento di chiusura della piscina Icos di Francavilla Fontana da parte del sindaco Maurizio Bruno. "Dato  l’esito dei controlli igienico sanitari eseguiti presso la piscina della struttura Icos in via Beato de Balaguer, il sindaco di Francavilla Fontana Maurizio Bruno ha disposto questa mattina con un’ordinanza sindacale la chiusura immediata della stessa attività di piscina, a garanzia di tutti gli utenti e del pubblico interesse", fa sapere un comunivcato dell'amministrazione comunale.

"I controlli effettuati dal servizio di Igiene e Sanità pubblica, dal personale della Guardia di Finanza della compagnia di Francavilla Fontana e dell’Arpa Puglia - si afferma nella nota - hanno rilevato 'il superamento dei parametri chimici e microbiologici delle acque utilizzate nelle vasche della piscina e negli impianti tecnologici della piscina medesima' (nota del 4 dicembre inviata dal comando della Guardia di Finanza di Francavilla Fontana al servizio di Igiene e Sanità pubblica)".

Quindi sono state le "fiamme gialle" ad effettuare un nuovo controllo dopo il dissequestro di fine novembre. Quindi il sindaco ha adottato lo strumento dell'ordinanza di chiusura dopo aver ricevuto dal dirigente del servizio Igiene e Sanità pubblica la richiesta di emissione di un “provvedimento contingibile ed urgente a scopo cautelativo volto alla chiusura dell’impianto natatorio fino a quando non saranno ripristinati i corretti valori delle acque utilizzate all’interno delle vasche natatorie, nonché la predisposizione degli interventi tecnici necessari alla rimozione degli inconvenienti igienico sanitari riscontrati nel corso dell’ispezione”.

L'altra volta la società Icos, attraverso l'avvocato Daniele Miccoli, chiese ed ottenne il dissequestro dimostrando che la situazione igienico-sanitaria dell'impianto erano nella norma. Ora il discorso si riapre alla luce dei nuovi accertamenti condotti da ben tre enti (Comune, Arpa e Guardia di Finanza).

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