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Game Over davvero, tranne che per tre: per gli altri, pena definitiva

Il blitz scattò il 18 novembre 2013. Chiuso lo stralcio abbreviato

Annullamento con rinvio alla Corte d’Appello solo per tre imputati: Saverio Palma, Cristian Rocco Cappilli e Lucia Grassi. Per tutti gli altri rigetto e conferma pertanto delle pene ricevute in secondo grado. Si è pronunciata così ieri sera la Corte di Cassazione, sezione quinta, sulla posizione dei 37 imputati dell’Operazione Game Over, tra i quali Raffaele Renna, detto Puffo, che avevano scelto il rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare, piuttosto che il rito ordinario, la cui discussione riprenderà in tribunale a Brindisi invece il 27 ottobre prossimo, con le arringhe dei difensori. Palma, (difeso da Mario Guagliani), Cappilli e la Grassi dovranno riaffrontare il processo di appello.

Le condanne in Appello, impugnate poi in Cassazione con l’esito poc’anzi riferito, risalgono al 24 settembre del 2016. Il processo in secondo grado si concluse così: assoluzione per Pietro Saponaro; pene rideterminate per Jonni Serra, da 18 anni a dieci e per Maurizio Trenta, da 12 anni a sette e quattro mesi, Antonio Bonetti, pena rideterminata in sei anni, nove mesi e dieci giorni a fronte dei nove anni di reclusione inflitti in primo grado, Davide Bonetti, undici anni e 10 mesi di reclusione,  Cristian Rocco Cappilli, pena rideterminata in otto anni e due mesi, a fronte della sentenza del gup con condanna a 10 anni e 4 mesi di reclusione.

L’elenco prosegue con Ester Carlà, pena rideterminata in quattro anni e sei mesi più ventimila euro di multa a fronte dei 5 anni di reclusione e 20mila euro di multa in primo grado, Roberto Colagiorgio, pena rideterminata in due anni e duemila euro di multa a fronte della condanna in primo grado a 3 anni di reclusione e 3mila euro di multa, Simone Contaldo, pena rideterminata in otto anni a fronte dei nove anni di reclusione in primo grado, Andrea Conte, pena rideterminata in sette anni a fronte dei 9 anni e 4 mesi.

Seguivano Mario Conte, pena rideterminata in 14 anni e due mesi di reclusione a fronte dei 18 anni e 8 mesi in primo grado, Maria Soria Cuna, pena rideterminata in cinque anni e sei mesi più ventimila euro di multa, a fronte di 6 anni e 4 mesi di reclusione e multa da 30mila euro in primo grado, Donato Claudio Lanzilotti, pena rideterminata in sette anni di reclusione a fronte di 11 anni e 4 mesi di reclusione in primo grado, Giuseppe Maggio, pena rideterminata previa esclusione dell’aggravante mafiosa, sette anni, a fronte dei  9 anni e 4 mesi di reclusione, Stefano Nuzzaci,  8 mesi di reclusione e 2mila euro di multa (richiesta 1 anno), con riconoscimento del beneficio della non menzione della condanna.

L’elenco delle condanne di secondo grado proseguiva con Antonio Orofalo, pena rideterminata in sette anni e quattro mesi, previa esclusione dell’aumento per la recidiva contestata a fronte di 9 anni di reclusione, Silvestro Orofalo, pena rideterminata in sei anni, nove mesi e venti giorni, previa esclusione dell’aumento per la recidiva contestata, a fronte di  11 anni e 4 mesi di reclusione, Saverio Palma, 3 anni e 4 mesi di reclusione e 3mila euro di multa, Massimiliano Perrone, un anno e 3mila euro di multa, Antonio Protopapa, pena rideterminata in sei mesi, previo riconoscimento della continuazione con i reati oggetto di sentenza irrevocabile  della Corte d’Appello di Lecce del 2012, a fronte di un anno e 6 medi di reclusione e 4mila euro di multa inflitti in primo grado.

Pena di primo grado modificata anche per Antonio Saponaro, rideterminata in sette anni e due mesi, a fronte di  8 anni e 6 mesi di reclusione in primo grado, Ivan Spedicati, pena rideterminata in otto anni e sei mesi a fronte di 9 anni di reclusione, Cosimo Talò, pena rideterminata in 15 anni e sei mesi a fronte di 16 anni e 6 mesi di reclusione, Tonio Tauro, pena rideterminata in sette anni e otto mesi, previo riconoscimento della continuazione con sentenza della Corte d’Appello di Lecce del 2015, a fronte di 7 anni di reclusione in primo grado.

Le pene furono confermate in Appello  per Raffaele Renna, (detto Puffo), a 16 anni e 8 mesi di reclusione (richiesta 16 anni), Pierluigi Andriani, otto anni di reclusione, Simona De Pascalis,  due anni di reclusione e 6mila euro di multa, con sospensione della pena, Alfredo Epifani, sei anni di reclusione, Cosimo Fina (detto Lu Biondu), 8 anni e 4 mesi di reclusione, Lucia Grassi, 2 anni e 8 mesi di reclusione, Filippo Griner, 14 anni e 10 mesi di reclusione, Roberto Napoletano, 4 anni e 4 mesi di reclusione, Saverio Palma, 3 anni e 4 mesi di reclusione e 3mila euro di multa, Ottavio Saponaro, un anno di reclusione e 2mila euro di multa, Salvatore Sergio, 8 anni di reclusione, Alessandro Spedicati, 7 anni di reclusione, Debora Valzano, 7 anni di reclusione (richiesta 8 anni), Giuseppe Vitale, un anno e 8 mesi di reclusione e mille euro di multa.

L’Operazione Game Over scattò all’alba del 18 novembre 2013 e fu condotta su indagini dei carabinieri della compagnia e del  comando provinciale di Brindisi: l’ordinanza di custodia cautelare fu notificata dai militari a 45 indagati (34 dei quali erano liberi). I fatti contestati risalgono agli anni 2009, 2010, 2011. Si tratta del seguito delle due operazioni Fire e New Fire. Tra i difensori, Ladislao Massari, Giuseppe Guastella, Francesco Cascione, Manuela Greco,  Giacomo Serio, Antonio Degli Atti, Donata Perrone, Elvia Belmonte, Raffaele Missere, Mario Guagliani, Antonio Savoia. 

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