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Chiuso negozio di cinesi: aveva aperto senza autorizzazione

Dai controlli dei finanzieri di San Pietro Vernotico è emerso che l'attività commerciale era stata aperta senza i relativi permessi

SAN PIETRO VERNOTICO – "Ordinanza di chiusura esercizio commerciale non autorizzato" per uno dei sette negozi gestiti da cinesi presenti a San Pietro Vernotico. Si tratta di quello sito in via Cellino. Il provvedimento è stato emesso dal Comune di San Pietro Vernotico alla luce degli accertamenti svolti dai militari della Guardia di finanza di San Pietro Vernotico guidata dal luogotenente Alfredo Proto.

Il 13 ottobre scorso a pochi giorni dall’apertura dello store di casalinghi e abbigliamento, nato su un’area di 620,70 mq dove un tempo c’era Il luogotenente Alfredo Protoun supermercato, i finanzieri hanno accertato un illecito amministrativo che contestava “l’esercizio di vendita al pubblico di articoli di abbigliamento e casalinghi di una media struttura di vendita, nei locali siti in via Cellino n°170, in assenza dell’autorizzazione prevista dall’art.17 c3 della Lr n°24 del 16/4/2015 “Codice del commercio”, rilasciata dal comune di San Pietro Vernotico.

Secondo quanto accertato dai finanzieri sampietrani, la cui tenente ha competenze anche su Torchiarolo, Cellino San Marco, San Donaci e San Pancrazio Salentino, il titolare, 33 anni, l’11 ottobre scorso “ha inoltrato al Suap comunale l’istanza di autorizzazione per l’apertura di esercizio di commercio in media struttura di vendita tipologia M2” ma alla data del controllo (13 ottobre) l’autorizzazione richiesta non era ancora stata rilasciata e non era ancora trascorso il termine di 90 giorni, dalla data dell’istanza, “a seguito del quale, in assenza del rilascio dell’autorizzazione, scatta il regime amministrativo del silenzio-assenzo, ai sensi del decreto legislativo 24/4/2016 n°222 (decreto Scia 2) al quale gli enti comunali hanno avuto l’obbligo di adeguarsi dal 1/7/2017”. Di conseguenza "ci sono tutti i presupposti per procedere alla chiusura immediata dell’esercizio commerciale".

“Tale provvedimento è necessario al fine di evitare che il trasgressore possa ottenere vantaggi dall’esercizio di una attvità che altera la concorrenza ed il mercato”, si legge ancora nel provvedimento. Contro il provvedimento può essere presentato ricorso entro 60 giorni dalla notifica. 

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