Droga, rapine, armi: chiesto giudizio anche per 5 brindisini

Fissata per il 5 novembre l'udienza preliminare, su richiesta della Dda di Lecce per casi del 2015. Il ruolo di Luciano Pagano

Le indagini riguardavano un giro di spaccio nel Nord Salento, ma i carabinieri nel dare la caccia ai pusher, avrebbero trovato anche i responsabili di un furto, di due rapine, una delle quali in una gioielleria da 200mila euro, e armi. L’inchiesta, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Lecce, è ora giunta a un punto di svolta con la richiesta di rinvio a giudizio formulata nei riguardi di 23 delle 27 persone alle quali nei mesi scorsi era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini.

Si tratta di: Oliviero Bruno, detto “Alfredo”, 64 anni, di Surbo, arrestato proprio qualche giorno fa proprio per detenzione ai fini di spaccio; Antonio Caramuscio, 46 anni, di Surbo, 27,  fratello del boss Salvatore (deceduto); Pantaleo Carratta, 32, di Lecce; Riccardo Cozzella, 33, e Vincenzo Cozzella, di 36, originari di Campi Salentina ma residenti a Trepuzzi; Azeddine Abida, marocchino di 53 anni residente a Lecce; Denis Ahmetovic, il 25enne di Lecce che proprio lo scorso ottobre ha rimediato una condanna a otto anni di reclusione nel processo abbreviato in cui era accusato di aver trasportato in Italia armi e munizioni dal paese di cui è originario, il Montenegro; Senad Ahmetovic, 27, di Lecce.

L'elenco prosegue con Gianluca Colucci, 44, di Brindisi; Fabio De Luca, 37, di Brindisi; Alessandro De Giorgi, 29, di Brindisi; Giovanni De Mitri, 70, di Lecce; Ferdinando Donadeo, 68, di Lecce; Abbes Larroubi, marocchino di 39 anni residente a Galatina; Cosimo Lavino, 65, di Brindisi; Saverio Levanto, 43, di Galatina; Luigi Mangia, 57, di Galatina; Giovanni Manzari, 59, di Lecce; Luciano Pagano, 45, di Brindisi; Francesco Palmieri, 51 anni, di Casamassima (comune in provincia di Bari); Giancarlo Sileno, detto “Carlo”, 62 anni, di Merine (frazione di Lizzanello); Antonio Villirillo, 52, residente a Crotone; Francesca De Dominicis, 51, di Lizzanello, già coinvolta nell’operazione “Federico II”, in questo procedimento risponde (in concorso con Sileno) di simulazione di reato, per aver denunciato falsamente un furto d’auto.

Tutti, il 5 novembre, dovranno presentarsi come imputati nell’udienza preliminare al termine della quale il giudice Giulia Proto deciderà se mandarli a processo, così come richiesto dal pubblico ministero Carmen Ruggiero, titolare del fascicolo, e su eventuali istanze di rito alternativo (abbreviato o patteggiamento).

Sono numerose le cessioni di droga (cocaina, hashish e marijuana), avvenute nel 2015, accertate dai carabinieri della compagnia di Lecce, in alcuni casi, di ingenti quantità, come i 60 chili che Pagano avrebbe detenuto e trasportato per la successiva vendita. Quest’ultimo risponde inoltre di due violente rapine: la prima, il 30 giugno del 2012, nella gioielleria “Mauro’s” a Castri di Lecce, dove avrebbe puntato una pistola al collo del marito della titolare, che fu inoltre colpito con un pugno al volto, e sarebbe riuscito ad appropriarsi di monili in oro e pietre preziose; la seconda, il 5 novembre 2011, nella gioielleria “Arte Orafa”, a Nardò, dove dopo aver minacciato con una pistola la commessa e avuto una colluttazione col proprietario, legò i polsi dei malcapitati con delle fascette, assicurandosi la fuga con un bottino di 200mila euro. 

Al 45enne di Brindisi è attribuita anche la detenzione illegale di quattro armi (una calibro 9x21, una calibro 9, una 7,65 e una calibro 38), mentre è imprecisato il numero di pistole 7.65 (alcune proposte in vendita allo stesso Pagano), che sarebbe stato nella disponibilità di Azeddine Abida. Secondo le indagini, inoltre, a rubare un autocarro Iveco Daily, a Melpignano, il 28 settembre 2015, sarebbe stato Laaroubi.

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