Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Cimitero, Multiservizi pronta per le attività: il Comune ora dice no

Il 30 dicembre la Giunta, poco prima dell’azzeramento, revoca l’affidamento da mezzo milione l’anno deciso dal dirigente dei Lavori Pubblici tre giorni prima: “Evidenza pubblica per l’affidamento della durata di sei mesi”. Lettera della società: “Il personale ha i titoli abilitativi, due direttori tecnici e otto necrofori"

BRINDISI – Nel cortocircuito delle comunicazioni tra il Comune e la società partecipata Multiservizi, finiscono anche i servizi cimiteriali: l’Amministrazione cittadina, socio unico, ha innestato la retromarcia sull’affidamento dell’attività necrofora, revocandolo tre giorni dopo il via libera, nonostante la dichiarazione disponibilità della srl che può contare su due direttori tecnici e otto necrofori, al termine dei corsi di formazione.

Il Comune di Brindisi ha deciso di assicurare i servizi cimiteriali seguendo la strada della procedura ad evidenza pubblica, la stessa scelta per le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete pluviale con autospurgo, anche queste inizialmente assegnate alla Multiservizi. Se per l’autospurgo, l’attuale amministratore unico della società, Francesco Trane, ha scritto all’Ente sottolineando che la Multiservizi non può svolgere quel tipo di attività perché non è stato aggiornato lo statuto, per i servizi cimiteriali ha spedito un’altra missiva. Il motivo? Ricordare, sempre al Comune di Brindisi, che la società è “pronta ad assumere il servizio”, perché nel frattempo il “personale ha conseguito le attestazioni per i corsi di aggiornamento all’esercizio delle attività necrofore sia nel cimitero di Brindisi che in quello di Tuturano,  come previsto dalla normativa vigente”.

La lettera è del 20 dicembre scorso ed è sulla base di questo testo che il dirigente del settore Lavori Pubblici, Gaetano Padula, il 27 dicembre ha firmato per “l’affidamento della gestione dei servizi cimiteriali”, già stabilito con delibera del commissario Cesare Castelli il 3 giugno dello scorso anno, per 521.508 euro, Iva esclusa, ma non preso in consegna per la mancanza dei titoli per il personale. Tre giorni dopo, la Giunta ha deliberato l’inversione di marcia cancellando quelle attività dagli affidamenti in favore della Multiservizi: di quella lettera non c'è traccia nella relazione di accompagnamento alla delibera. Ma agli atti, c'è con numero di protocollo. Che fine ha fatto? O meglio: per quale motivo l'esecutivo (che non c'è più) sembra non esserne stato a conoscenza?

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