Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Cinque famiglie lasciate senza acqua per settimane: condannata l'ex Iacp

Cinque famiglie sono rimaste per settimane senza acqua corrente a causa di un errore di calcolo dell'Arca Nord Salento (ex Istituto autonomo case popolari),che per una palazzina situata al rione Perrino aveva chiesto l'installazione di 30 anziché 35 contatori

BRINDISI – Cinque famiglia sono rimaste per settimane senza acqua corrente a causa di un errore di calcolo dell’Arca Nord Salento (ex Istituto autonomo case popolari), che per una palazzina situata al rione Perrino aveva chiesto l’installazione di 30 anziché 35 contatori. Ma grazie a un provvedimento “inaudita altera parte” emesso dal tribunale di Brindisi, su ricorso presentato dagli avvocati dell’Adoc Marco Masi e Marco Elia (foto a destra), il servizio è stato immediatamente ripristinato.

Il giudice Roberto Marra ha stabilito che l’Acquedotto Pugliese, rappresentato dall’avvocata Vita Cavaliere, non aveva alcuna colpa. Le responsabilità dei disagi patiti dai condomini rimasti senza acqua ricadono solo ed esclusivamente sulle spalle dell’ente proprietario degli alloggi popolari, che dovrà pagare i danni non patrimoniali ai ricorrenti e le competenze legali degli avvocati di Aqp e degli stessi ricorrenti.

Questa vicenda ha inizio nel mese di settembre 2015, quando vennero montati 30 contatori a fronte delle 35 abitazioni popolari che avvocati marco masi e marco elia-2necessitavano dell’allaccio alle condutture idriche dell’Acquesotto Pugliese.  Il mese successivo  l’intestatario di uno degli appartamenti rimasti senza contatore si recò presso la sede di Aqp per segnalare che 5 contatori mancavano all’appello. Ma i problemi iniziarono nel dicembre 2015, quando a seguito del distacco del tronco principale, solo le 30 abitazioni munite di contatore poterono beneficiare del servizio idrico.  Nell’immobile dei ricorrente si registrò invece una progressiva riduzione della pressione idrica che perdurò fino alla metà del mese di gennaio. A partire da questo momento, l’erogazione si interruppe del tutto.

Il malcapitato manifestò il malcontento all’Arca Nord Salento, dalla quale ricevette delle rassicurazioni su un celere ripristino del servizio tramite richiesta di altri contatori. Venti giorni dopo, l’ente ammise l’errore nella gestione dei contatori, assicurando una soluzione in tempi brevi. Sempre nel mese di febbraio, un tecnico scattò delle foto ai contatori, constatando che in effetti ne mancavano 5 e assicurando che avrebbe chiesto all’Acquedotto pugliese di montare quelli mancanti.

Ma nonostante i ripetuti reclami del consumatore, di quei cinque “benedetti” contatori non se ne vedeva neanche l’ombra. E così lo scorso marzo lo sfortunato cittadino si rivolse ai legali dell’Adoc, i quali inviarono a mezzo Pec ad Aqp ed ad Arca Nord  una missiva tesa ad ottenere un “immediato allaccio del servizio idrico. Visto che tale lettera cadde non ottenne alcuna risposa, gli avvocati depositarono un ricorso d’urgenza ex art. 700 del codice di procedura civile.

I frutti di questa iniziativa sono arrivati lo scorso aprile, quando il giudice ha ordinato ad Arca Nord Salento ed a Acquedotto Pugliese, ciascuna per le rispettive competenze, “l’immediato ripristino del servizio, ravvisando prima facie, i presupposti del fumus boni iuis del diritto fatto valere dal ricorrente ed il periculum che il decorso del tempo necessario alla definizione del giudizio potesse determinare il perdurare di una situazione altamente pregiudizievole per il ricorrente e per la sua famiglia, privati del godimento di un bene indispensabile al soddisfacimento di esigenze di vita primarie”.

Il giudice inoltre escluse “ogni responsabilità di Acquedotto Pugliese nella verificazione dell’evento e dunque nella produzione dei relativi danni, essendosi essa attivata tempestivamente e nel rispetto dei termini contrattualmente previsti”. Le colpe quindi sono state attribuite solo ad Arca Nord Salento, che non ha comunicato ad Acquedotto Pugliese di istallare il nuovo collettore multiplo per le ulteriori cinque famiglie.

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