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Le sciarpe con le griffe false

Le sciarpe con le griffe false

Cinquemila sciarpe con griffe false

BRINDISI – Cinquemila sciarpe perfettamente contraffatte, recanti i marchi delle firme più in voga e più costose (il prezzo delle originali si aggira intorno ai cento euro a capo e anche di più), pronte a essere immesse sulle piazze italiane, sono statesequestrate al porto.

BRINDISI - Cinquemila sciarpe perfettamente contraffatte, recanti i marchi delle firme più in voga e più costose (il prezzo delle originali si aggira intorno ai cento euro a capo e anche di più), pronte a essere immesse sulle piazze italiane, sono state trovate e sequestrate dai militari del comando gruppo di Brindisi della Guardia di Finanza e dai funzionari dello Svad Dogane nell'ambito di un servizio di contrasto del commercio dei prodotti contraffatti e a tutela dell'economia italiana. Denunciato l'autista del Tir, un cittadino greco.

La merce, che poi è stata sequestrata, era nascosta sotto alcuni pannelli isolanti caricati su un camion sbarcato, mercoledì mattina, dalla motonave Catania proveniente da Patrasso, e ufficialmente diretto in provincia di Roma dove avrebbe consegnato il carico ad una società indicata nella documentazione di accompagnamento della merce legale.

Il mezzo è incappato in una serie di controlli "a campione" effettuati dalle fiamme gialle in servizio al porto, dirette dal maggiore Alessandro Giacovelli, previsti anche per i veicoli provenienti dalla Grecia. A insospettire i militari le condizioni "precarie" in cui era ridotto il camion e la disposizione del carico di pannelli isolanti. Agli ormai esperti controllori è subito stato chiaro che in quel camion c'era qualcosa di anomalo.

È così è stato: sotto quelle lastre posizionate senza criterio c'erano numerosi faldoni di sciarpe, marchiate Gucci, Chanel, Fendi, Louis Vuitton ed Hermès. Secondo stime approssimative se fossero state vendute allo stesso prezzo delle originali, avrebbe fruttato un guadagno di oltre 500mila euro. L'accurato esame della documentazione di trasporto esibita dal conducente ha permesso, inoltre, di scoprire, con l'ausilio delle banche dati, che le indicazioni del destinatario della merce, una società della provincia di Roma, erano completamente "false".

 

 

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