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Cronaca

Città divisa in due dai binari

BRINDISI - Qualcuno, dall'attesa ai passaggi a livello, ha tratto l'ispirazione per scrivere un libro o dar sfogo addirittura a sceneggiature di film. Un tempo c'erano i casellanti, oggi sostituiti da comode manovelle con telecamere presso gli uffici delle stazioni centrali vicine.

BRINDISI - Qualcuno, dall'attesa ai passaggi a livello, ha tratto l'ispirazione per scrivere un libro o dar sfogo addirittura a sceneggiature di film. Un tempo c'erano i casellanti, oggi sostituiti da comode manovelle con telecamere presso gli uffici delle stazioni centrali vicine.

In una città come Brindisi, dove la normalità incontra immediatamente il suo contrario, può succedere di aspettare dietro alle sbarre del passaggio a livello di Via Osanna con Provinciale per San Vito anche 13 minuti. E' successo oggi, dalle 13.24 alle 13.37 sotto una cappa di calore di ben 32 gradi all'ombra.

Una lunga coda di autovetture in entrambi i sensi, naturalmente con motore acceso per tenere accesa l'aria condizionata vista l'afa, alla faccia delle regole minime per un'aria più respirabile (regole che impongono di spegnere il motore dell'auto quando si è in attesa ai passaggi a livello). Nei paesi con mille abitanti, per esempio in Veneto, è normale attraversare sotto-passi oppure cavalcavia allorquando ci si imbatte nei pressi dei binari delle ferrovie.

In un capoluogo di provincia come Brindisi, invece, con quasi 100 mila abitanti, bisogna aspettare che l'addetto di turno da un ufficio dia il via libera. In pratica si taglia in due un'intera città (senza dimenticare la vergogna del muro di Via Appia), si creano ingorghi e complicazioni al traffico (gli automobilisti, stufi di aspettare, ovviamente danno vita alle più impervie manovre per aggirare il blocco), senza che nessuno muova un dito. Nè per azionare una semplice leva, nè per realizzare attraversamenti.

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