Cittadella da oggi senza portierato: "A rischio la sicurezza di siti sensibili"

I lavoratori licenziati dopo che la Provincia ha rinunciato al servizio si sono ritrovati all'ingresso della struttura, in segno di protesta

BRINDISI – Da oggi non c’è più alcuna forma di controllo all’ingresso della Cittadella della Ricerca. Le sbarre accanto al gabbiotto della guardiania sono sollevate. Chiunque può entrare e uscire, senza dover dare conto a nessuno. Tre persone sono rimaste senza lavoro dopo che la Provincia ha deciso di rinunciare a un servizio essenziale come quello di portierato.

VIDEOINTERVISTA: "HO 61 ANNI, DOVE VADO ADESSO?"

Si tratta di Gianfranco Ribezzi, 61 anni, Antonio Catalano, 46 anni, e Giampiero Francioso, 25 anni. I primi due lavorano alla cittadella da oltre un decennio. Il terzo è stato assunto in epoca più recente. Insieme a loro, stamani, all’ingresso della Cittadella, c’era il segretario provinciale della Cisl Fisascat, Antonio Baldassarre. Antonio Catalano, nella video intervista a corredo dell’articolo, racconta il dramma di un padre di famiglia che a 61 anni, con un figlio disabile a carico, si ritrova senza un lavoro.

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Antonio Catalano spiega l’importanza che il servizio di guardiania ricopriva per la sicurezza di un area in cui si trovano centri di ricerca con tecnologie all’avanguardia, di enorme valore economica. “Fino all’altro giorno – spiegano gli ormai ex guardiani della cittadella – c’era un controllo degli accessi dalle 6 del mattino a mezzanotte. Adesso l’ingresso è libero”.

Non è poi così remoto, a detta dei lavoratori, il rischio che possa riprendere un fenomeno, quello dei furti d’auto, che attanagliava la Cittadella negli anni ’90, prima dell’istituzione del servizio di portierato. Nei prossimi giorni la vertenza approderà al mercato provinciale del lavoro, dove è previsto un incontro fra i lavoratori, la Provincia e la ditta per la quale i tre lavoravano, dopo l’esternalizzazione dell’appalto.

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Antonio Baldassarre, sempre nella video intervista realizzata da Salvatore Barbarossa, dichiara: “La rinuncia da parte della Provincia a questo servizio è una cosa gravissima; nel giro di un’ora ho visto passare in questa struttura centinaia di veicoli senza che nessuno li controllasse. C’è già un problema di sicurezza interna. Qui ci sono siti sensibili che possono essere da un momento all’altro visitati da persone esterne”. 

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