Cittadella, serve seduta straordinaria

BRINDISI – Rinviata la famosa assemblea dei soci di Cittadella della Ricerca che avrebbe dovuto affrontare, tra le altre cose, il “mistero del buco”. Ma soprattutto, operare di conseguenza. Chiunque sappia qualcosa di bilanci (e sappia distinguere tra assemblea dei soci e consiglio di amministrazione), è a conoscenza delle misure che vanno adottate quando le perdite superano un terzo del capitale sociale. Tra queste, c’è la trasformazione in società a responsabilità limitata. Il presidente della Provincia ha optato per questa scelta, socio di maggioranza, il consiglio provinciale con 22 voti e 6 astenuti ha approvato questo atto di indirizzo. L’assemblea dei soci doveva poi decidere se attuare o meno la trasformazione in Srl, ma ci vuole una convocazione in seduta straordinaria, mentre quella programmata era solo l’ennesimo rinvio nei mesi di un’assemblea convocata in seduta ordinaria.

Una veduta di Cittadella della Ricerca

BRINDISI – Rinviata la famosa assemblea dei soci di Cittadella della Ricerca che avrebbe dovuto affrontare, tra le altre cose, il “mistero del buco”. Ma soprattutto, operare di conseguenza. Chiunque sappia qualcosa di bilanci (e sappia distinguere tra assemblea dei soci e consiglio di amministrazione), è a conoscenza delle misure che vanno adottate quando le perdite superano un terzo del capitale sociale. Tra queste, c’è la trasformazione in società a responsabilità limitata. Il presidente della Provincia ha optato per questa scelta, socio di maggioranza, il consiglio provinciale con 22 voti e 6 astenuti ha approvato questo atto di indirizzo. L’assemblea dei soci doveva poi decidere se attuare o meno la trasformazione in Srl, ma ci vuole una convocazione in seduta straordinaria, mentre quella programmata era solo l’ennesimo rinvio nei mesi di un’assemblea convocata in seduta ordinaria.

Tutto molto semplice e lineare, ma non lo sono le notizie che arrivano all’esterno, che continuano più che altro a confondere le idee ai mezzi di informazione. E a quanto pare, neppure i consiglieri provinciali avranno la possibilità in tempi brevi di verificare come siano andate effettivamente le cose, perché non c’è stata sino a ieri alcuna riunione dei capigruppo in vista della prossima seduta del consiglio provinciale, per decidere se iscrivere o meno all’ordine del giorno la richiesta della minoranza di centrodestra della formazione di una commissione d’inchiesta sulla gestione di Cittadella della Ricerca. Sarebbe comunque illuminante chiedere il bilancio 2010 di Cittadella, e leggerne la relazione che riporta ogni passaggio della vicenda, di cui si conoscono sin qui solo le versioni del presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, e del presidente di Cittadella, Antonio Andreucci.

Sul caso ieri è intervenuto anche Angelo Camassa dell’associazione Nova Era, il quale sostiene che “l’accertamento del Collegio dei Revisori sia stato effettuato con cognizione di causa. La possibilità d’istituire una commissione d’inchiesta soprattutto in chiave politico-consigliare ha l’alta probabilità di essere inficiata da valutazioni soggettive e politiche tali da compromettere il risultato finale, cioè l’accertamento dai fatti in chiave esclusivamente oggettiva. Tale ipotesi è confortata dal fatto che nel nostro Paese vi siano state varie commissioni d’inchiesta le quali non sempre sono giunte a certezze inconfutabili”.

Cittadella, prosegue Angelo Camassa, è una delle infrastrutture che questo territorio ha da circa 20 anni, in esso operano varie società ed enti pubblici di ricerca di rilevanza nazionale ed internazionale inoltre, da qualche anno, ospita anche alcune facoltà dell’Università del Salento. Una composizione cosi variegata è stato il frutto del lavoro composito (chi più, chi meno) di tutte le componenti Istituzionali che si sono occupate di sviluppo, ricerca e formazione. Dal Cassa per il Mezzogiorno, al Miur, passando per regione Puglia, Comune, Provincia, eccetera”.

“Questa infrastruttura, in questi anni è stata sorretta, principalmente da finanziamenti pubblici ovvero soldi dell’intera collettività. Questo investimento – conclude Camassa - è stato effettuato non per compiacenza di una parte politica o di uomini ad essa afferenti bensì per dotare il nostro territorio di un strumento operativo al fine di conseguire il Bene comune. Riteniamo quindi che è interesse di tutti gli attori Istituzionali e politici locali e nazionali contribuire al suo rilancio, che non consiste nel solo “cambio” della forma giuridica della società, infatti molto altro c’è da fare. La Cittadella della Ricerca, dunque, è patrimonio di tutti e tutti devono dare il loro contributo scevri da condizionamenti partitici e di schieramento o peggio da rivalse personali”.

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