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Giuseppe Capozza

Giuseppe Capozza

Coca in barattolo, ma non da bere

BRINDISI – Chino lungo il bordo dei campi, intento a frugare nell’erba alta: si sarebbe potuto scambiare per un cercatore di cicorie selvatiche, invece era uno spacciatore di droga che controllava i nascondigli dove aveva riposto alcuni vasetti di vetro pieni di sacchetti di cocaina. La Sezione antidroga della Squadra mobile sapeva invece benissimo cosa stesse facendo il brindisino Giuseppe Capozza, di 45 anni, e cercava solo la prova concreta per arrestarlo. I poliziotti lo avevano seguito sino allo svincolo di Restinco della superstrada Brindisi-Taranto, e lo avevano osservato da lontano per localizzare almeno uno dei punti in cui Capozza nascondeva la droga. Quando l’uomo è ripartito, lo hanno fermato e sono tornati indietro con lui sino alla zona di campagna localizzata pochi minuti prima. E a quel punto sono cominciati i guai per lo spacciatore.

BRINDISI - Chino lungo il bordo dei campi, intento a frugare nell'erba alta: si sarebbe potuto scambiare per un cercatore di cicorie selvatiche, invece era uno spacciatore di droga che controllava i nascondigli dove aveva riposto alcuni vasetti di vetro pieni di sacchetti di cocaina. La Sezione antidroga della Squadra mobile sapeva invece benissimo cosa stesse facendo il brindisino Giuseppe Capozza, di 45 anni, e cercava solo la prova concreta per arrestarlo. I poliziotti lo avevano seguito sino allo svincolo di Restinco della superstrada Brindisi-Taranto, e lo avevano osservato da lontano per localizzare almeno uno dei punti in cui Capozza nascondeva la droga. Quando l'uomo è ripartito, lo hanno fermato e sono tornati indietro con lui sino alla zona di campagna localizzata pochi minuti prima. E a quel punto sono cominciati i guai per lo spacciatore.

Intanto va detto che si è rivelata subito positiva la perquisizione personale del soggetto: in un calzino Capozza nascondeva due sacchetti di polietilene sigillati con nastro adesivo nero, contenenti entrambi coca. Li aveva prelevati per l'attività serale di spaccio, quanto bastava per soddisfare le richieste dei soliti clienti. Probabilmente lo spacciatore faceva spesso la spola con il nascondiglio nelle campagne di Restinco. In casa invece non teneva neppure un millesimo di grammo di sostanza stupefacente, ma solo il bilancino elettronico e il materiale per confezionare le dosi, lavoro che si sarebbe apprestato a compiere anche ieri sera se non fosse stato arrestato in flagranza di reato.

Positiva anche la prima ricerca del piccolo deposito di cocaina: nel punto esatto dove la polizia aveva visto Giuseppe Capozza armeggiare, chino tra l'erba, c'erano tre vasetti di vetro con altri sacchetti di cocaina. Per trovare il resto, è stato necessario fare ricorso alle unita cinofile della Polizia di Frontiera, e sempre lungo il bordo dei campi coltivati sono stati trovati ancora barattoli tra cui Capozza distribuiva la sua scorta di cocaina. Tra i 15 grammi che aveva nei calzini, e quella custodita nei vasetti, a Capozza sono stati sequestrati in tutto 70 grammi di sostanza stupefacente, più che sufficiente per arrestarlo e trasferirlo al carcere di via Appia a disposizione del pm Milto De Nozza.

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