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Spaccio di cocaina: cameriere scarcerato, barista ai domiciliari

Convalidati gli arresti di Filippo Mazzurco e Alfredo Sbano, entrambi di Carovigno: processo per direttissima

CAROVIGNO – Scarcerato il cameriere, domiciliari per il barista entrambi finiti in carcere dopo la scoperta di cocaina: Filippo Mazzurco, 35 anni, è stato rimesso in libertà, mentre Alfredo Sbano, 30, rimarrà ristretto nella sua abitazione in attesa del processo.

La convalida

Gli arresti dei due, entrambi di Carovigno, sono stati convalidati dal giudice Simone Orazio, al quale il pubblico ministero Giovanni Marino ha chiesto anche il processo per direttissima, avendo già tutti gli atti raccolti dai carabinieri del Norm della compagnia di San Vito dei Normanni, diretti dal capitano Antonio Corvino e dal tenente Alberto Bruno.

Il rappresentante della pubblica accusa aveva chiesto la conferma del carcere per entrambi gli imputati.

Per Sbano, la difesa affidata all’avvocato Vincenzo Lanzillotti ha chiesto l’ammissione al processo con rito abbreviato, condizionato alla perizia sulla sostanza stupefacente trovata dai militari, del peso complessivo di 150 grammi. Mazzurco è difeso dall’avvocato Vincenzo Radisi.

Gli arresti

I due sono stati sottoposti a controllo nella serata di giovedì 14 febbraio 2019, in contrada Colacurto. Il 35enne è stato trovato in possesso di 30 dosi di cocaina nascoste all’interno del giubbotto. Il 30enne, invece, è stato trovato in possesso di 350 euro in banconote di vario taglio.

I carabinieri, successivamente, hanno perquisito un immobile rurale adiacente, aprendolo con le chiavi trovate nella tasca di uno degli arrestati. Qui è stata trovata “una confezione in cellophane, racchiusa all’estremità con nastro isolante di colore nero, contenente stupefacente in pietra per un peso complessivo pari a 66 grammi”. C’era anche un bilancino di precisione funzionante, nascosto sotto il cuscino di un divano.

Sopra un mobile in legno, sono stati trovati tre rotoli di nastro isolante di colore nero, un coltello da cucina con manico marrone e lama seghettata e un cucchiaio in acciaio, utilizzati per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente. La perquisizione ha portato anche alla scoperta di  un barattolo contenente una sostanza da taglio, la creatina, per un peso lordo complessivo di circa 295 grammi. All’interno del barattolo, c’era un bicchiere in plastica contenente sostanza stupefacente, che dalle analisi è risultata essere cocaina, pari a circa 84 grammi.


 

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