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Il falso bond della Federal Reserve Usa sequestrato

Il falso bond della Federal Reserve Usa sequestrato

Col bond non c'entravano: archiviazione

Escono definitivamente dall’Operazione Revolution, una indagine della procura di Reggio Calabria e del Gico della Guardia di Finanza su un traffico di cocaina tra Colombia, Calabria e varie diramazioni tra le quali una rappresentata da un gruppo capeggiato dagli ostunesi Antonio Flore e Vincenzo Zurlo.

Escono definitivamente dall'Operazione Revolution, una indagine della procura di Reggio Calabria e del Gico della Guardia di Finanza su un traffico di cocaina tra Colombia, Calabria e varie diramazioni tra le quali una rappresentata da un gruppo capeggiato dagli ostunesi Vincenzo Zurlo e Antonio Flore, sei persone indagate solo per il presunto coinvolgimento nel riciclaggio di un bond falso della Federal Reserve Usa, dell'importo di 500 milioni di dollari. Ne escono per archiviazione richiesta dai difensori e dal pm, e disposta dal gip, ma lo vengono a sapere sei mesi dopo per iniziativa dei loro avvocati.

Insomma, il brindisino Leonardo Brescia di 43 anni, Alessandro Molinari avvocato genovese di 48 anni, Cosimo Ribezzi, 54 anni, di Mesagne, poliziotto, Giancarlo Sorrone (Genova) di 48 anni, Mario Spagnolo, 51 anni, San Vito dei Normanni, promotore finanziario come Brescia, e Cataldo Tanzarella Tanzarella di Ostuni, 65 anni, operatore turistico, avrebbero potuto tirare un sospiro di sollievo già il 12 giugno quando il gip Maurizio Saso firmò il decreto di archiviazione condividendo i contenuti della richiesta del pm Marco D'Agostino, che porta la data del 22 aprile scorso. Invece la notizia è giunta loro solo nei giorni scorsi e neppure per notifica dell'ufficio, ma per bocca dei rispettivi difensori.

Mario Spagnolo, che dal giorno del blitz del 18 ottobre 2012 è stato un mese circa agli arresti domiciliari, poi scarcerato su ricorso al Tribunale del Riesame come altri coindagati per insufficienza degli indizi probatori (e le tesi dei giudici di garanzia sono condivise anche dal pm brindisino che ha ereditato questa parte dell'indagine per stralcio dal filone principale vista l'incompetenza nel merito dei magistrati calabresi, il quale lo scrive nella richiesta di archiviazione), ha già dato mandato al proprio legale Andrea D'Agostino di predisporre e presentare istanza risarcitoria per ingiusta detenzione.

Di quel bond falso recante l'iperbolica cifra di mezzo miliardo di dollari, e della sua gestione, dovrebbe rispondere ora solo Antonio Flore, il quale è coinvolto nel procedimento, tuttavia, per reati ben più gravi anche se in prima istanza assieme ad altri personaggi finiti nell'Operazione Revolution contro la ndrina di Africo che faceva da terminal principale ai fornitori appartenenti ad un cartello colombiano, ha negato ogni connessione con la distribuzione della cocaina calabrese.

 

 

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