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Cronaca Francavilla Fontana

Colazione al bar, poi la morte in agguato all'Arco della Croce. I killer forse in motocicletta

FRANCAVILLA FONTANA – Due colpi di fucile quasi a bruciapelo in una via centrale del paese. E siamo al terzo omicidio più un ferito grave in poco più di due mesi. Anche l’ucciso di questa mattina, Fabio Parisi, 28 anni, contadino, praticamente sconosciuto alle forze dell’ordine, dovrebbe rientrare nella guerra tra gruppi criminali che si contendono traffici illeciti e territorio. Non c’è tregua. Sangue chiama sangue. E nonostante a Francavilla siamo stati inviati più uomini per controllare la città in modo che nessun malvivente si possa sentire tranquillo, i killer continua a scorrazzare.

FRANCAVILLA FONTANA - Due colpi di fucile quasi a bruciapelo in una via centrale del paese. E siamo al terzo omicidio più un ferito grave in poco più di due mesi. Anche l'ucciso di questa mattina, Fabio Parisi, 28 anni, contadino, praticamente sconosciuto alle forze dell'ordine, dovrebbe rientrare nella guerra tra gruppi criminali che si contendono traffici illeciti e territorio. Non c'è tregua. Sangue chiama sangue. E nonostante a Francavilla siamo stati inviati più uomini per controllare la città in modo che nessun malvivente si possa sentire tranquillo, i killer continua a scorrazzare.

Il primo francavillese a cadere sotto i colpi dei sicari è stato l'8 ottobre scorso Vincenzo Della Corte, cugino del sindaco, ammazzato in un locale preso in affitto a San Michele Salentino sotto gli occhi di vari testimoni. Il secondo omicidio è avvenuto il 9 novembre sulla statale 7, alla periferia di Francavilla: i colpi di kalashnikov degli assassini ammazzano Francesco Ligorio, 18 anni, e feriscono gravemente Nicola Canovari, 39 anni, il vero obiettivo del gruppo di fuoco. Questa mattina la terza vittima, in pieno centro, in via Regina Elena, a due passi da Porta Croce. Nessuno ha visto niente. Gli assassini (almeno in due) hanno esploso le due fucilate e si sono allontanati, protetti dalla nebbia ma anche e soprattutto dalla paura della gente. Perché è impensabile che anche in questa occasione nessuno abbia visto niente di niente.

Erano le 6,20. Minuto più minuto meno. Parisi era uscito da poco dalla sua abitazione in via Battaglia. La compagna Eleonora Colombo, 29 anni, e il figlio Damiano di poco più di un anno, dormivano. E' salito sulla sua Golf di colore blu scuro, targata BT 643 TH, ed ha raggiunto, percorrendo via Regina Elena, l'arco di Porta Croce. Ha lasciato la vettura in sosta sul lato sinistro della strada ed è andato a fare colazione al Glam House Bar che si trova in via Baracca, ad appena cinquanta metri di distanza. Parisi frequentava quel bar. La vettura la parcheggiava lungo via Regina Elena perché lì era più facile trovare il posto.

Poi il giovane è risalito in auto. Non ha fatto nemmeno in tempo ad avviare il motore. Due scariche di pallettoni, esplose da un fucile calibro 12, probabilmente a canne mozze, lo hanno investito in pieno tronco mandando in frantumi il vetro del lato passeggero dell'auto. La prima scarica lo ha raggiunto nella parte anteriore del torace, la seconda alla schiena, forse mentre il giovane dopo la prima ferita, cercava di uscire dall'auto. La seconda fucilata la scaraventato per terra facendolo finire con la faccia sul marciapiede. Ed è rimasto lì, immobile, sino alle 9,10, quando il cadavere è stato rimosso e trasportato nell'obitorio del cimitero di Francavilla dove domani, nel tardo pomeriggio il medico legale Antonio Carusi effettuerà l'autopsia. Il viso era tutto imbrattato di sangue. Lo stesso Carusi, chiamato dal sostituto procuratore di Turno Raffaele Casto per la ricognizione del cadavere, ho constatato che il volto non era stato raggiunto da pallettoni e che i colpi erano due.

I killer si sono allontanati e come si diceva pare che non ci siano testimoni. Quindi non si sa, almeno per ora, se erano a bordo di una motocicletta o di un'autovettura. Nella zona c'è una telecamera collocata all'ingresso di una gioielleria che dista una cinquantina di metri dal luogo dell'omicidio. E' rivolta in direzione della piazza centrale e, se è a ripresa continua, dovrebbe avere filmato tutti i mezzi che sono transitati da lì, provenienti dalla piazza (via Regina Elena è a senso unico verso Porta Croce). Ma se i killer (non sono degli sprovveduti se sono gli stessi che ammazzarono Della Corte) hanno imboccato via Regina Elena da via Libertà, la telecamera non li ha potuti riprendere.

Chi era Fabio Parisi? Agli investigatori risulta ben poco sul suo conto. Solo un precedente per un reato lieve risalente ad otto o nove anni or sono. Per il resto, almeno in apparenza, una vita normale, di lavoro, con la sua compagna e il figlio assai piccolo, chiamato Damiano, come il padre. Che nulla ha a che vedere con il Damiano Parisi, pastore, pregiudicato di 48 anni, ammazzato a colpi di fucile il 5 luglio del 2008. In un primo momento si era pensato ad un collegamento con quell'omicidio, ritenendolo imparentato con il pastore. Ma via via è venuto fuori che si tratta solo di un caso omonimia. Anche se nulla al momento può escludere che la morte di Damiano Parisi non sia collegata con queste ultime tre e con la guerra tra bande che si è scatenata nel territorio francavillese. Damiano Parisi aveva precedenti per droga e reati contro il patrimonio e la persona. Nicola Canovari, che avrebbe dovuto essere la seconda vittima ed invece è riuscito a scampare alla morte nonostante le gravi ferite, ha pure precedenti per droga, estorsioni e per reati contro la persona. Della Corte era "specializzato" in fallimenti di aziende che metteva su e chiudeva, ma niente a che fare con droga e altro. Praticamente un insospettabile. E così anche quest'ultimo.

I carabinieri hanno cominciato a scavare nella vita dell'ucciso per cercare di capire cosa possa avere scatenato gli assassini ad ammazzare una persona "non attenzionata" dalle forze dell'ordine. Fu la stessa cosa per Della Corte. Indagando i carabinieri accertarono che era legato a Giancarlo Capobianco, un francavillese sospettato dai carabinieri di attività illecite. Sarà la stessa cosa per Fabio Parisi? A meno che gli assassini non abbiano sbagliato ancora una volta, eliminando una persona che ritenevano imparentata con Damiano Parisi e invece non lo era. E' una ipotesi, anche se appare remota, che la vendetta contro Damiano Parisi non si sia conclusa con la sua morte, tanto è vero che il 7 ottobre scorso, persone non identificate incendiarono il fienile della masseria in contrada Mocavero, che attualmente è gestita da Anna Maria Margherito, moglie del pastore-spacciatore.

Solo ipotesi, perché di tutti gli omicidi passati al momento non è emerso alcun responsabile. Ci sono poi delle differenze sostanziali, tralasciando quello di Damiano Parisi, tra gli ultimi tre. O, per meglio dire, Gli omicidi di Della Corte e di Fabio Parisi si può affermare senza rischiare di essere smentiti, che sono stati portati a termine con molta professionalità. Nel senso che i killer non hanno lasciato nulla al caso ed hanno eseguito la loro missione di morte senza errori di sorta. Al contrario dell'agguato a Canovari, dove gli assassini uccisero la persona sbagliata. Inoltre negli omicidi di Della Corte e di Fabio Parisi è stato usato un fucile calibro 12 caricato a pallettoni, mentre nell'agguato a Canovari un kalashnikov.

Intanto i politici tornano a mobilitarsi. Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, arrivato per ben due volte a Francavilla, dopo l'agguato a Canovari, torna a convocare un vertice, questa volta concordato con il sindaco Della Corte. Si terrà nella sede della Compagnia carabinieri il 28 dicembre, nel pomerigio e ci saranno i vertici della Procura di Brindisi e dell'Antimafia di Lecce, i vertici delle forze dell'ordine e Francesco Gratteri, direttore della Direzione centrale anticrimine. Con la speranza che questa volta non colga l'occasione, Mantovano, per venire a dire che la provincia di Brindisi sta meglio di tutte le altre perché ha 105 unità in eccedenza rispetto all'organico previsto, dimenticando di dire che si tratta di finanzieri, impegnati in servizi del tutto diversi da quelli dei poliziotti e dei carabinieri.

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