menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Colpi di Kalashnikov e assalto al portavalori, 12 brindisini in abbreviato

Dopo l’inchiesta sulla guerra di mala gli imputati scelgono la strada che garantisce la riduzione di in terzo della pena in caso di condanna

BRINDISI – A conclusione dell’inchiesta sulla guerra di mala fra due gruppi, anche a colpi di Kalashnikov, 12 brindisini hanno scelto tutti la strada processuale che garantisce la riduzione di un terzo della pena, in caso di condanna. Prima udienza fra un mese, dopo i fermi eseguiti dai carabinieri il 7 novembre 2017, gli arresti del 15 marzo scorso, con il blitz Alto Impatto e confermati dal Tribunale del Riesame di Lecce, di recente.

Gli imputati

BORROMEO Antonio, classe 1993-2Sono imputati: Antonio Borromeo, 25 anni (nella foto accanto), e Antonio Lagatta, 23 (nella foto in basso) ritenuti a capo dei gruppi che si sarebbero affrontati anche usando fucili da guerra oltre che incendiando auto, per dimostrare la supremazia sul territorio. Sono entrambi in carcere da novembre. Processo con rito abbreviato anche per: Antimo Libardo, 40 anni,  considerato la mente della fazione riconducibile a Borromeo, della quale – secondo l’accusa – avrebbero fatto parte Lorenzo Russo, 21 anni, e Tiziano Marra, 20. Con Lagatta, invece, sempre in base della ricostruzione del pm, ci sarebbero stati: Michael Maggi, 24 anni; Claudio Rillo, 23; Alessio Giglio, 25; Diego, Pupino, 23, e Damiano Truppi, 23, imputati anche loro. Processo, sempre con rito alternativo al dibattimento, per Vincenzo Vantaggiato, 40 anni, e Annamaria Romano, 39, questi ultimi accusati di aver offerto un nascondiglio per le auto e le armi considerate in uso alla fazione di Lagatta.

Il pubblico ministero titolare del fascicolo, Simona Rizzo, ha già indicato come prove evidenti, le "intercettazioni, ambientali e telefoniche, i tracciati Gps, le immagini registrate da telecamere di sorveglianza" poste in prossimità dei luoghi in cui sono avvenuti gli incendi e le sparatorie. E ancora i "risultati delle consulenze balistiche e le informative del Nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Brindisi, assieme a quelle dei carabinieri della stazione e della questura". Sulla base di questi elementi aveva chiesto il giudizio immediato, saltando cioè l’udienza preliminare.

La difesa

I difensori hanno optato per l’abbreviato. L’istanza di ammissione con indicazione della data di inizio, è stata notificata ieri. Il collegio difensivo è composto dai penalisti: Paoloantonio D'amico, Laura Beltrami, Cinzia Cavallo, Daniela d'Amuri, Cesare Epifani e Andrea D'Agostino.

L’inizio della guerra di mala

LAGATTA Antonio, classe 1995-2Sono 28 i capi di imputazione contestati nel decreto firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, partendo dalla sventagliata di Kalashnikov avvenuta la notte del 13 settembre 2017, in piazza Raffaello, a Brindisi, con risposta a colpi di pistola. Il primo episodio in ordine di tempo, l’inizio la guerra. L’accusa è stata mossa nei confronti di Borromeo. Venne inizialmente presa di mira l’abitazione di Christian Ferrari con “tre bossoli Mk 979, munizionamento per Kalashnikov”: secondo la lettura data dalla Procura, doveva essere una ritorsione nei confronti del brindisino che, qualche giorno prima, aveva ottenuto un permesso premio dopo essere stato condannato per la rapina nella gioielleria Follie d’Oro del centro commerciale Ipercoop di Brindisi, avvenuta nel 2014. Il movente sarebbe riconducibile al fatto che il “giovane non aveva mai reso dichiarazioni utili a scagionare il complice Angelo Sinisi, condannato anche lui”, fratello di Borromeo.

I ferimenti

Borromeo è accusato “con persone allo stato non identificate” di aver “costretto sotto la minaccia delle armi Christian Ferri a salire a bordo di un’auto, bendato, per condurlo in una piazzola di sosta lungo la statale Brindisi-Lecce e farlo scendere": avrebbe esploso “numerosi colpi di pistola”. Sei giorni dopo, i carabinieri hanno registrato l’esplosione di colpi di pistola a titolo di “prova” in via Sele, rione Perrino: ci sarebbero stati Lagatta, Rillo e Pupino. Il 13 ottobre i due gruppi sarebbero tornati a scontrarsi – per caso - a ridosso della rotatoria tra via Dalbono e via Leonardo da Vinci. Lagatta alla guida di una Fiat Stilo “mentre stava percorrendo via Lanzellotti avrebbe incrociato per mera coincidenza Borromeo”. Con Lagatta ci sarebbero stati Rillo e Maggi. Borromeo avrebbe mal interpretato una “brusca accelerata della Fiat” e “pertanto, temendo di essere seguito, si sarebbe nascosto dietro la cabina di trasformazione dell’Enel” e da qui avrebbe esploso due colpi di pistola contro l’auto. La scena è stata ripresa dalle telecamere della zona.

Saracinesca box piazza Spadini crivellata di colpi-2-2-4

I colpi di Kalashnikov e l’incendio auto

Il 28 ottobre successivo, Lagatta e Maggi  - secondo l’accusa - avrebbero rapinato un brindisino del borsello “tentando di sottrargli l’auto Jhon Cooper Works”. Avrebbero agito assieme a due persone rimaste senza nome, tutti e quattro con passamontagna. Il primo novembre, si sarebbe fatto sentire Borromeo: “in concorso con un’altra persona, non identificata” avrebbe speronato l’auto a bordo della quale viaggiava Pupino, incrociato in Centro, con due ragazze. Quello stesso giorno Lagatta e un complice (sconosciuto) avrebbero esploso “almeno 19 colpi di Kalashnikov” contro l’abitazione di Libardo, in piazza Spadini, rione Sant’Elia, a scopo intimidatorio. Uno si conficcò nel soggiorno di un condominio che stava guardando la tv. Ma Libardo, ascoltato dai militari, disse di non essersi accorto di niente.

A distanza di 24 ore, Borromeo con un Kalashnikov avrebbe “minacciato Damiano Truppi ed esploso tre colpi ai piedi”. Truppi, interrogato dai carabinieri, avrebbe riferito “circostanze non corrispondenti al vero, aiutando di fatto Borromeo”. Quello stesso giorno Maggi avrebbe appiccato il fuoco alle auto in uso a Libardo: una Fiat Bravo e una Giulietta Alfa Romeo. Azione ripresa dalle telecamere. Libardo, interrogato, disse di non sapere niente anche in questo caso.

Il sequestro di persona e la sparatoria

Sempre il 3 novembre 2017, Borromeo, Maggi, Russo, Libardo e Marra avrebbero “sequestrato Antonio Fontò”, il quale sarebbe stato convocato con un inganno e poi condotto sulla provinciale per Restinco. Qui uno del gruppo avrebbe sparato almeno cinque colpi, uno dei quali ferì Fontò al polpaccio della gamba destra. Anche in questo caso la reazione fu immediata perché, i carabinieri hanno ricostruito il ferimento di Loriano Marrazza, alla coscia sinistra, per mano di Maggi e Lagatta. Marrazza è il fratellastro di Tiziano Marra: venne raggiunto in via don Guanella. Nessuno ha mai denunciato: gli episodi sono stati scoperti ascoltando alcune intercettazioni in auto.

assalto portavalori mc donald's-2

L’assalto al portavalori Cosmopol

Nello stesso fascicolo d’inchiesta è stato ricostruito l’assalto al portavalori Cosmopol,  avvenuto la mattina del 6 novembre 2017, attorno alle 10, a distanza di qualche minuto dal prelievo dell’incasso del Mc Donald’s da parte dei vigilantes: Pupino avrebbe avuto il ruolo di “palo”, a Giglio è contestato il “concorso morale”, mentre Maggi, Rillo e Lagatta sarebbero stati gli “esecutori materiali del colpo” che fruttò la somma di 25mila euro. Il commando raggiunse il centro commerciale BrinPark a bordo di una Giuletta, risultata rubata, la stessa auto trovata nel giardino della villetta in uso a Vincenzo Vantaggiato e Annamaria Romano, in contrada Sbitri. Qui furono trovate anche armi. Vantaggiato avrebbe  “prelevato Rillo e Maggi dall’abitazione di Rillo per portarli da Giglio per nascondersi” dopo l’assalto. In un monolocale di via XX Settembre, zona Centro, furono tratti in arresto dai carabinieri. Alto impatto, prima parte. A distanza quattro mesi, nuovi arresti. A breve il processo.



 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lutto per l'arcivescovo Satriano, è deceduta la mamma Giovanna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento