Sesso debole a chi? Ecco perchè le donne sfruttano tutto il loro potenziale

Samantha Cristoforetti, Rita Levi Montalcini, Maria Mozzoni, Anna Magnani, Margherita Hack, Rosaria Capacchione e Oriana Fallaci. L'elenco potrebbe scorrere all'infinito, ma bastano questi sette nomi per intuire come il genio, l'intelligenza e caparbietà siano qualità equamente distribuiti tra i sessi

Samantha Cristoforetti, Rita Levi Montalcini, Maria Mozzoni, Anna Magnani, Margherita Hack, Rosaria Capacchione e Oriana Fallaci. L'elenco potrebbe scorrere all'infinito, ma bastano questi sette nomi per intuire come il genio, l'intelligenza e caparbietà siano qualità equamente distribuiti tra i sessi. Già in un precedente articolo di BrindisiReport (https://www.brindisireport.it/speciale/focus/intelligenza-uomo-donna-luoghi-comuni-e-dati-scientifici.html) erano stati smentiti una serie di luoghi comuni su determinate qualità cognitive generalmente issate a simbolo di una presunta diversità  che differenzierebbe l'intelligenza maschile da quella femminile.

Ebbene, non solo è stato dimostrato una perfetta parità tra i sessi, ma gli ultimi rapporti dell'Osce effettuati su un vasto campione di studenti quindicenni, hanno mostrato una lieve ma costante rivincita del "gentil sesso" nel rendimento scolastico, rispetto ai propri coetanei maschi. Non è possibile affermare in maniera assolutistica che le ragazze siano più brave a scuola e che in futuro soppianteranno gli uomini in tutte le posizioni lavorative più strategiche e di maggior prestigio, ma effettivamente materie importantissime come la matematica, le scienze e la letteratura, alla base di tutto il sapere umano, vengono apprese con più facilità dalle studentesse, rispetto che da studenti maschi.

L'atteggiamento e la propensione all'apprendimento delle ragazze, ha fatto sì che un numero maggiore di maschi conseguisse una meritata insufficienza in queste materie, rispetto alle proprie coetanee. Evidentemente, nei maschietti il richiamo dei videogames e della strada li distrae dall'acquisizione di quelle conoscenze scolastiche che invece le ragazze ricercano in maniera attiva e motivata.  Motivazione, che riesce anche a superare un punto debole, questo sì marcatamente femminile, che consiste nell'emotività davanti a un insuccesso scolastico e nell'ansia da prestazione maggiormente presente nelle materie scientifiche.

Dal momento che il cervello, come abbiamo già visto, è asessuato, a cosa si deve questo differente rendimento che vede una maggiore adattabilità femminile nel contesto scolastico? Dall' Université du Luxembourg arriva una spiegazione da parte del dr. Andreas Hadjar, e prontamente  pubblicata sulla rivista Masculinities & Social Change. L’ipotesi del professore, strutturata su un campione di quasi 900 studenti, enuncia che l'insuccesso scolastico che colpisce molti ragazzi, trae le proprie origini da 2 fattori: l'ideologia di genere di tipo patriarcale; l'alienazione scolastica.

Per ideologia di genere, si fa riferimento alle credenze individuali circa i ruoli tipici di uomo e donna nell’ambiente domestico e lavorativo. Queste credenze traggono la loro genesi dalla trasmissione di valori intergenerazionali all'interno della famiglia, dove  vengono alimentate idee secondo cui vi siano differenze naturali tra uomo e donna, con la superiorità del genere maschile rispetto a quello femminile. L' alienazione scolastica, invece, altro non è che  il basso attaccamento alla scuola, da cui ne consegue il disimpegno scolastico ed il distacco emotivo rispetto ad obiettivi e valori accademici mai conseguiti. Tale atteggiamento può talvolta degenerare in condotte oppositive verso insegnanti e compagni.

Dai risultati dello studio emerge che il predittore principale dell'insuccesso scolastico è l’alienazione scolastica, maggiormente presente negli studenti maschi, rispetto che nelle studentesse. Le opinioni di tipo patriarcale sarebbero invece alla base di condotte devianti, potenzialmente violente che allontanano l'adolescente da un percorso di crescita virtuoso.

 Quindi, la condizione di vantaggio di molte studentesse consisterebbe nell'esser libere da tali "indottrinamenti" incoraggiati nei maschi in alcune sub-culture, riuscendo di conseguenza ad esprimere tutto il potenziale dell'intelletto umano. In effetti, i risultati prodotti dal dr. Hadjar sono compatibili con l'elevato numero di episodi di bullismo e violenza che caratterizzano molte problematiche presenti in numerosi istituti scolastici.

Quindi, anche in questo caso, le differenze di genere trovano la loro nascita solo ed esclusivamente dai contesti culturali che formano e forgiano gli individui inseriti nel loro interno. Contesti che, a partire dal XX secolo, hanno ridotto considerevolmente il gap tra i due sessi con risultati imbarazzanti per i cultori del sesso forte, che rendono la società italiana, europea e americana sempre più propensa a valorizzare l'enorme potenziale di tante donne vogliose di riscatto.

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