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La sede del commissariato di Ostuni

La sede del commissariato di Ostuni

Come svuoto il conto corrente della vicina

OSTUNI – Il vicino, e soprattutto l’amico, che non ti aspetti. Capace di infilarsi in casa tua dal finestrino del pozzo luce, impossessarsi delle tessere Postamat che i tuoi anziani genitori ti hanno affidato, andare ad effettuare i prelievi fraudolenti, poi rientrare.

OSTUNI - Il vicino, e soprattutto l'amico, che non ti aspetti. Capace di infilarsi in casa tua dal finestrino del pozzo luce, impossessarsi delle tessere Postamat che i tuoi anziani genitori ti hanno affidato, andare ad effettuare i prelievi fraudolenti, poi rientrare, infilarsi nuovamente nel tuo appartamento e rimettere a posto le tessere. E ripetere questa operazione almeno per sei volte, tante quante ne hanno accertate sino ad ora i poliziotti del commissariato di Ostuni, che su decisione del pm di turno hanno solo denunciato a piede libero il soggetto, un incensurato di 29 anni, G.M., nei confronti del quale però le indagini non sono ancora chiuse.

Tutto ciò è accaduto nella Città Bianca nelle ultime settimane, e sino all'inizio di agosto, mentre gli accertamenti da parte degli investigatori sono cominciati dopo la denuncia sporta da M.P., una casalinga che accudisce gli anziani genitori ottantenni e ne gestisce anche le magre finanze alimentate da pensioni di 300 e 600 euro, depositate su conti correnti separati, e per tale ragione custode anche della carte Postamat di entrambi. Se si pensa che - secondo le risultanze investigative - G.M. ha rubato circa 3000 mila euro da quei conti, si comprende quale sia stato il danno relativo subito dai due anziani.

Comunque, M.P. si era accorta che i conti correnti dei genitori erano quasi azzerati: il ladro era stato troppo avido ed imprudente. Immediatamente la donna aveva chiesto al personale dell'ufficio postale interessato, quello di via Avvocato Giuseppe Tanzarella, una verifica sulle operazioni registrate: appariva evidente che almeno due prelievi risultavano sospetti. La donna però non riusciva a spiegarsi come ciò fosse avvenuto, ed ha comunque deciso di rivolgersi alla polizia. Infatti anche il Postamat di quell'agenzia postale è dotato di videosorveglianza, ma le immagini dovevano essere valutate dalle forze dell'ordine.

Il dirigente del commissariato, Francesco Angiuli, ha impegnato nelle indagini anche uno specialista della polizia scientifica, e ben presto ci si è resi conto intanto, esaminando i tabulati assieme alla vittima, che i prelievi sospetti erano ben sei, con la seguente cadenza: 18 luglio 2013, somma di euro 500,00; 19 luglio 2013, per 440,00 euro; 2 agosto 2013, per la somma di euro 600,00; prelievo del 2 agosto 2013, per 300,00 euro; e altre due circostanze successive. Seconda scoperta, dai fotogrammi estratti dalle registrazioni alle ore corrispondenti ai prelievi sospetti, è apparsa inconfutabile l'identità del ladro: G.M., cortese e premuroso dirimpettaio della vittima.

G.M., ha appurato la polizia ascoltando la vittima, frequentava l'abitazione della donna proprio per i rapporti di vicinato intercorrenti, ed era riuscito a stabilire che in una borsa M.P. custodiva le carte Postamat degli anziani genitori. Da qui il piano per sfruttare questa occasione: approfittando delle periodiche assenze per lavoro della vittima, dal terrazzo passava in un pozzo luce dove si affacciava un finestrino che la donna lasciava sempre aperto per arieggiare la casa. Infilandosi nell'appartamento, si impossessava della carte Postamat, andava a fare i prelievi, poi tornava e rifacendo lo spesso percorso metteva tutto a posto.

Dopo essere stato scoperto, G.M. incastrato per bene ha dovuto confessare ed ha restituito tutto il denaro di cui si era appropriato. M.P. non ha detto nulla ai genitori per non creare loro agitazione, ed ora sta provvedendo a cambiare le carte Postamat.

 

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