Comincia con 600 in corteo il movimento per la legalità a Francavilla Fontana

FRANCAVILLA FONTANA - La sensazione è che Francavilla abbia perso un’occasione. L’appello alla legalità non ha arrestato la frenesia dello shopping in saldo. Chi non portava la sporta al braccio è rimasto sul ciglio della strada a guardare, ingrossando le fila dei curiosi, la folla senza volto, sempre identica a se stessa. Tre morti ammazzati, Vincenzo Della Corte, 44 anni, Fabio Parisi, 28 anni, e un ragazzino di 18 anni appena ucciso per errore mentre andava a guadagnarsi la giornata alle prime luci dell’alba, Francesco Ligorio, non sono bastati a mobilitare la città tutta intera. Nemmeno stavolta.

La fiaccolata nel centro storico (ph Francesca Speranza)

FRANCAVILLA FONTANA - La sensazione è che Francavilla abbia perso un’occasione. L’appello alla legalità non ha arrestato la frenesia dello shopping in saldo. Chi non portava la sporta al braccio è rimasto sul ciglio della strada a guardare, ingrossando le fila dei curiosi, la folla senza volto, sempre identica a se stessa. Tre morti ammazzati, Vincenzo Della Corte, 44 anni, Fabio Parisi, 28 anni, e un ragazzino di 18 anni appena ucciso per errore mentre andava a guadagnarsi la giornata alle prime luci dell’alba, Francesco Ligorio, non sono bastati a mobilitare la città tutta intera. Nemmeno stavolta.

Alla chiamata in nome della legalità, dei 38mila abitanti che la opulenta Francavilla Fontana conta, città dalle tredici banche e altrettante chiese, la città con una delle  zone industriali più ricche di tutto il Brindisino, assediata dalla criminalità in riarmo, hanno risposto in cinquecento, seicento forse, strada facendo. Malgrado l’accorato appello degli organizzatori, l’editore Savino D’Andrea in testa.

Ma un nocciolo di speranza in quel corteo pacifico e silenzioso c’era. E’ stata una prima volta. La prima nella storia di questa terra bella e troppo a lungo indifferente ai suoi propri mali. C’erano i gonfaloni delle città di Francavilla ma anche di Mesagne, con il vicesindaco Cosimo Faggiano, protagonista da sempre della lotta alla Scu, testimone eloquente della battaglia alla legalità che ha sbarrato le porte delle istituzioni mesagnesi ai tentativi della mafia di inquinare consigli e giunte, il presidente del consiglio comunale Fernando Orsini. C’era la Provincia di Brindisi con il presidente Massimo Ferrarese e la Regione con il consigliere Toni Matarrelli e l’assessore alle Opere pubbliche Fabiano Amati.

C’era una nutrita rappresentanza di Ceglie Messapica e Villa Castelli.  Ospiti ma protagonisti, vicini e solidali, venuti da fuori. C’erano tutti i partiti della città francavillese, nessuno escluso, e le associazioni antiracket di tutta la provincia. C’erano le associazioni cattoliche, gli scout, le parrocchie e i parroci, e c’erano le associazioni laiche, Libera, la coop Libera terra e l’Arci, il consorzio Nuvola. E ancora la Cna, le associazioni degli imprenditori. C’erano insomma tutti i marchi possibili, ma senza bandiere nel rispetto dell’appello lanciato dal comitato spontaneo che ha voluto la manifestazione. C’erano soprattutto i bambini, armati di paracadute a spicchi, con tutti i colori dell’iride, i colori della pace, agitato a festa lungo viale Lilla, corso Roma, piazza Umberto e gran finale nella piazza della chiesa Matrice, intorno alle 20 circa. C’erano i ragazzi delle scuole, dai bimbi delle materne agli adolescenti.

Il corteo per la legalità ha sfilato comunque, tenace, deciso, silenzioso. Stringendo un lumino fra le mani, seminando un segnale, una intenzione. Lo ha ribadito il sindaco Vincenzo Della Corte, davanti al piazzale della chiesa: “Siamo in pochi, avremmo potuto e dovuto essere molti di più”, raccogliendo il testimone da D’Andrea che ha chiesto pubblicamente l’istituzione di un osservatorio permanente “contro tutte le mafie, per la legalità”. E’ il primo passo di un popolo in marcia, per un lungo cammino ancora tutto da viaggiare.

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