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Giovanni Vantaggiato

Giovanni Vantaggiato

Cominciato l'interrogatorio dello stragista

BRINDISI - Giunge ad un punto cruciale l'istruttoria dibattimentale del processo per l'attentato davanti all'Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi, avvenuto il 19 maggio 2012. La Corte d'Assise è passata all'esame dell'unico imputato di strage aggravata dalle finalità terroristiche, Giovanni Vantaggiato.

BRINDISI - Giunge ad un punto cruciale l'istruttoria dibattimentale del processo per l'attentato davanti all'Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi, avvenuto il 19 maggio 2012. La Corte d'Assise, decidendo sulla richiesta del pm Guglielmo Cataldi, ha ritenuto superfluo l'ascolto del teste (e parte civile) Cosimo Parato, assente per sette udienze di fila, stabilendo che è prevalente la speditezza del processo stesso, e passando all'esame dell'unico imputato di strage aggravata dalle finalità terroristiche, il commerciante di carburanti di Copertino, Giovanni Vantaggiato.

L'ostacolo dell'ascolto di Parato, sino ad oggi ritenuto da lacune parti processuali necessario e preliminare a quello dell'imputato, è stato dunque rimosso. Il pm Cataldi stamani aveva chiesto l'accompagnamento coatto del teste, ma la Corte probabilmente ha ritenuto che anche in questo modo sarebbe risultato difficilmente superabile un eventuale ulteriore impedimento di natura clinica (Parato, nell'esplosione provocata da Vantaggiato il 24 febbraio 2008 a Torre S.Susanna ha riportato lesioni gravissime all'intestino).

Nell'esame cominciato poco fa, condotto dal pm, intanto Vantaggiato ha affermato di aver fatto "tutto da solo". Vantaggiato ha deciso di rispondere alle domande. E' seduto al banco dei testimoni, di fronte a lui ci sono i genitori di Melissa Bassi, l'unica vittima della strage del 19 maggio 2012 davanti alla Morvillo Falcone.

"Verso l'una e mezza l'ho collocata vicino alla scuola", ha spiegato ai giudici togati e popolari parlando della bomba. Lo interrogano i pm Cataldo Motta e Guglielmo Cataldi. "Non perché volevo fare del male, ma per dare la dimostrazione. Ho visto che si sono messi tranquilli a entrare nella scuola, non mi sono accorto che c'erano le ragazze, avrei potuto farlo quando c'era quel signore che ha aperto il cofano" (alludendo al cassonetto che un bidello aveva ispezionato, ma senza notare l'ordigno celato sotto sfalci di potatura).

Vantaggiato ha ripetuto di aver confezionato la bomba "con miscela di nitrato di potassio e carbone". "Chi le ha insegnato a fare queste cose?" Ha chiesto il pm: "Tramite l'enciclopedia, alla voce N, nitrati, a pagina 72". Gli hanno chiesto anche di spiegare perché negli interrogatori resi in fase di indagine parlasse al plurale: "Può darsi, è il mio modo di parlare, ma non c'è niente".

In realtà appare difficile che Vantaggiato abbia appreso come fabbricare gli ordigni su un'enciclopedia. A parte le sue conoscenze di elettronica, c'è anche la pipe-bomb collocata in una bicicletta, comandata a distanza come l'ordigno della Morvillo, con cui il 24 febbraio del 2008 tentò di uccidere Cosimo Parato.

"Volevo mettere questa bomba al tribunale" ha detto ancora Vantaggiato che ha aggiunto: "Non era possibile c'erano troppe telecamere. "Che c'entra la scuola con il tribunale?" ha chiesto Cataldi. "Non è che la scuola - ha aggiunto - è che non c'era modo di farlo al tribunale". "Perché non l'ha messa a casa sua" ha domandato ancora il pm alludendo a Parato: "Non volevo fare del male" ha affermato l'imputato. "Se lei non avesse voluto fare del male avrebbe fatto esplodere la bomba di notte" ha quindi sottolineato l'accusa. "Volevo farlo di giorno in senso dimostrativo", ha risposto l'imprenditore reo confesso. "Non volevo fare del male alle persone".

Sono presenti in aula tre delle ragazze ferite nell'attentato, Selena Greco, Azzurra Camarda e Anna Canoci, che scuotono il capo. "Di notte - ha ribadito Vantaggiato - non c'era nessuno. Avrei potuto farlo quando c'era quel signore che apriva il cofano. Ma mi sono fermato". Vantaggiato ha detto di aver acquistato quattro telecomandi, due dei quali andati in corto circuito, uno usato per una prova in campagna, l'altro per la strage di Brindisi.

"Ma lei sapeva bene, aveva fatto le prove in campagna, sapeva bene se avesse funzionato cosa sarebbe accaduto?" ha chiesto il procuratore capo della Dda allo stragista di Copertino. "Se lei non avesse voluto fare del male, lo avrebbe fatto di notte" ha incalzato Motta. "Quando c'era quel signore e quelle ragazze, per istinto mi sono bloccato", ha risposto Vantaggiato.

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