Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Ostuni

Indirizzo linguistico, no della Provincia: pressing del Calamo sulla Regione

E' sempre più stretta la coperta per la scuola italiana, e la programmazione a livello regionale deve tenere conto di ciò e cercare di razionalizzare le gestioni senza pregiudicare la qualità e l'accessibilità della formazione

OSTUNI – E’ sempre più stretta la coperta per la scuola italiana, e la programmazione a livello regionale deve tenere conto di ciò e cercare di razionalizzare le gestioni senza pregiudicare la qualità e l’accessibilità della formazione. Il piano di dimensionamento della rete scolastica e l’offerta formativa sono perciò anche la centro del pressing che viene dalla istanze di base, gli istituti del territorio che formulano i propri bisogni, i propri progetti e ovviamente le proprie aspirazioni. In questo quadro si inserisce anche la questione sollevata con un documento firmato “i docenti, i genitori e gli alunni del Liceo classico Calamo di Ostuni”, con cui si chiede per il secondo anno consecutivo l’istituzione dell’indirizzo linguistico, con le dovute motivazioni.

Ma questa istanza ha già incassato il parere negativo della Provincia di Brindisi, che il 5 dicembre con decreto ha rigettato la proposta perché si configurerebbe “una duplicazione di indirizzo già esistente nel territorio limitrofo”. Il cenno è al Liceo polivalente Punzi di Cisternino, che a dieci chilometri di distanza offre un indirizzo linguistico alla popolazione scolastica dell’area collinare del Brindisino. Un altro Liceo con indirizzo linguistico è da molti anni quello di Brindisi (ex Magistrale). Da qui la decisione di sollevare pubblicamente il caso, per coinvolgere anche l’opinione pubblica a sostegno della richiesta, ora indirizzata direttamente alla Regione Puglia dal comitato pro-indirizzo linguistico al Calamo di Ostuni.

Il comitato, a proposito del no arrivato da Palazzo De Leo, “ritiene poco convincente la succitata motivazione in quanto il principio della non duplicazione di indirizzi nello stesso ambito non ha mai trovato applicazione, come dimostra l’istituzione a posteriori dell’indirizzo Scienze Applicate presso un polivalente che, tra l’altro, non si configura quale Liceo scientifico, unico – se vogliamo rispettare le linee guida espresse a livello nazionale – autorizzato ad attivare il secondo filone del liceo scientifico. E si potrebbero elencare molti altri esempi”. Insomma, per i sostenitori dell’indirizzo linguistico anche al Calamo di Ostuni la decisione della Provincia non ha basi solide ed ineccepibili.

Al contrario, la proposta invece trova risconti positivi da parte “dell’amministrazione comunale di Ostuni, degli operatori culturali, delle associazioni che, sul territorio, promuovono cultura, in risposta ai bisogni di un centro a fortissima vocazione turistico-culturale cui può dare risposta esclusivamente una formazione che coniughi cultura classica e padronanza delle lingue”. Ci deve essere perciò qualche volontà di segno opposto, una “volontà politica” che spinge a trascurare una tradizione come quella del Calamo, e quindi il progetto di estendere la sua offerta formativa. “Vi è dunque l'auspicio che la Giunta regionale, nell'assumere le decisioni che le competono, con lungimiranza e senza condizionamenti, dia solidità alle aspirazioni di una intera comunità, offrendo nei fatti un fattivo contributo alla crescita, morale, culturale ed economica di essa”, si legge nella nota del comitato.

E sarà appunto la Regione a decidere se nella provincia di Brindisi siano sufficienti due poli pubblici di istruzione per le lingue, o se la vocazione particolare per l’economia turistica dell’area compresa tra la Valle d’Itria ed il mare possa giustificare un terzo indirizzo linguistico, indipendentemente dalla distanza tra Ostuni e Cisternino. Infatti una scelta di tal genere non potrebbe che sottolineare l’intenzione di spostare decisamente verso questo tipo di formazione la scelta di numerosi studenti. Quindi si tratterebbe di una scelta di indirizzo anche economico oltre che scolastico.

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