Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Scandalo rifiuti, ormai ci può salvare solo il dio della giustizia

Vorremmo sapere quando Brindisi, città martire della pessima gestione del servizio di igiene urbana e oppressa da una Tari spropositata proprio in virtù del malgoverno del settore, il dio della giustizia giungerà a liberare i cittadini

Vorremmo sapere quando Brindisi, città martire della pessima gestione del servizio di igiene urbana e oppressa da una Tari spropositata proprio in virtù del malgoverno del settore, il dio della giustizia giungerà a liberare i cittadini definitivamente dalla mortificazione di vivere in un ambiente urbano degradato e sottomesso agli  affari ed affarucci dei piccoli, ridicoli ma dannosi potentati locali, visto che quello della politica qui da tempo ha problemi di salute.

L’impossibilità di condurre in porto per l’Aro di Brindisi la gara per la gestione decennale del servizio, i ripetuti intoppi, il devastante impatto della litigiosità legale-amministrativa sul settore hanno cacciato all’ultimo posto della lista l’argomento “diritto dei cittadini”. E’ evidentemente fallito anche l’intervento di questa amministrazione regionale di determinare un interregno affidandolo alla municipalizzata Amiu, e spaventa il fatto che anche questo sindaco, dopo il suo predecessore, annunci ordinanze contingibili e urgenti.

Chi volete che investa capitali e risorse in un appalto semestrale per tenere in condizioni dignitose una città capoluogo (ancora per poco) di quasi 90mila abitanti, ma anche città portuale e industriale? Chi sarebbe pronto a buttarsi in questa fornace? Guardate che passo indietro ha fatto il servizio di igiene urbana da quando Monteco è andata via: spiagge sporche, centro storico da vergona, marciapiedi lerci, periferie sempre più nel degrado.

Ecologica Pugliese, che non può diventare il capro espiatorio (sarebbe troppo comodo) si difende dimostrando che da parte sua ogni sforzo è stato fatto, e questo può metterlo al limite in discussione solo il Comune non certo noi, ma parlano i risultati, e questi sono incontestabili, al netto dell’inciviltà di una parte purtroppo non secondaria della popolazione che potrà essere vinta solo nel lungo tempo e solo con una vera, buona ma severa amministrazione del settore e della cosa pubblica, non condizionata da indulgenze elettorali. Ciò che dovrebbe costituire l’ordinaria amministrazione qui viene presentato come sforzo straordinario, e questo è il sintomo dei fallimenti degli ultimi anni. Fallimenti senza se e senza ma.

Vorremmo sapere a quanto ammonta in queste settimane la percentuale di assenteismo sia tra il personale dell’azienda di igiene urbana – che varie volte ha detto di esserne condizionata – e della Brindisi Multiservizi che è diventata l’ombelico del mondo di ogni sforzo e promessa elettorale, visto che abbiamo parchi urbani scarsamente curati (quello nuovo di Punta del Serrone è solo in attesa di un  incendio, invaso com’è dalle erbacce) e vigilati, e che all’accumulazione di affidamenti e di risorse pubbliche non corrisponde una impennata nella qualità e quantità dei servizi.

Vogliamo dire invece che tutto va bene, che la città è pulita e che tutto funziona come dovrebbe? Noi non ci stiamo, e ricordiamo che è stata chiusa da molto tempo, ormai, una lunga indagine della Digos di Brindisi sul sistema-rifiuti nel territorio di Brindisi, sulle violazioni del diritto di privativa del Comune individuate nel fatto che il bando per la gestione della raccolta riguarda solo il centro abitato, e non la zona industriale e quella dei centri commerciali.

C’era, e c’è un business parallelo alle sofferenze del servizio di raccolta in città avvolto da un velo grigio su cui la polizia ha lavorato a lungo. E noi paghiamo per gli appalti bloccati o rallentati da errori nei bandi o dai ricorsi,  ma anche perché si offre e si consente – nelle gare – uno spezzatino di incarichi e sub incarichi dove si concentrano interessi molteplici mentre interi settori della raccolta nel territorio vengono esclusi.

Intanto abbiamo capito che la gestione degli impianti di recapito finale era, secondo la magistratura e gli investigatori, viziata da altri interessi impresa-politica e da violazioni del testo unico sull’ambiente. Ma il resto? Siamo certi che tutto verrà a galla, prima o poi. Intanto siamo, in spiaggia e in città, in una situazione, come ci dice una lettrice in un suo commento, che fa vergogna anche vista dall’aereo.

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