Cronaca

Xylella, esperto di fitofarmaci: "Scorretto uso di un diserbante indebolisce gli ulivi"

Una lettera dell’11 giugno 2015 al governatore della Puglia, Michele Emiliano, inviata da un commerciante di fitofarmaci di San Vito dei Normanni, Pino Pennella, chiama in causa l’uso non corretto di un diserbante (e non lo stesso prodotto), il Glifosate, nell’indebolimento degli ulivi esponendoli così a maggiore rischio di infestazione da Xylella

SAN VITO DEI NORMANNI - Una lettera dell’11 giugno 2015 al governatore della Puglia, Michele Emiliano, inviata da un commerciante di fitofarmaci di San Vito dei Normanni, Pino Pennella, chiama in causa l’uso non corretto di un diserbante (e non lo stesso prodotto), il Glifosate, nell’indebolimento degli ulivi esponendoli così a maggiore rischio di infestazione da Xylella. Pennella introdusse, con quella nota, un nuovo elemento di valutazione sulla situazione di grave pericolo in cui versano gli uliveti salentini e brindisini, parlandone in un convegno a Carovigno.

E ponendo una domanda: perché, fino ad oggi si sostiene che le uniche soluzioni dell’essiccamento degli ulivi stanno solo nelle mani degli scienziati, e non si è mai cercato il confronto con i diretti operatori  del settore agricolo ed i rivenditori di fitofarmaci che per una totale mancanza di uffici di consulenza  agronomica, in tutti i comuni del territorio salentino, sono i reali referenti  per le fitopatologie?. La pubblichiamo integralmente, dato che Pennella attende ancora un riscontro.

Va aggiunto che il Glisofate è stato messo all'indice dalla Provincia autonoma di Bolzano. Leggi questo articolo in proposito.

Signor presidente della Regione Puglia, sono uno dei reali referenti delle problematiche agricole del nostro territorio, in quanto ulivicoltore ed esperto in fitofarmaci perché da più di 30 anni collaboratore dell’azienda di famiglia specializzata nella vendita di fertilizzanti e fitofarmaci.

Le espongo prima il mio parere sul caso Xylella, poi le descrivo la realtà dei fatti con dati,tempi,operazioni eseguite e certificazioni in merito. Usando terminologie, a Lei più comuni, dico che alla fine del 2013 di fronte alla strage degli ulivi , evidenziata con il rapido essiccamento, scienziati ed esperti hanno trovato nella Xylella e negli insetti vettori la causa e gli autori della strage degli ulivi e su questi hanno impostato tutto il sistema di cure e prevenzioni , che hanno creato un vero disastro per le colture e l’immagine del territorio.

Se gli investigatori (tecnici) avessero indagato sulle pratiche agronomiche, si sarebbero accorti,per forza, che Xylella e company sono solo complici nella strage e che l’autore è un altro, che ha un nome e cognome ed è tuttora libero a reiterare la strage. E’ il Glifosate, diserbante ormonico sistemico, usato dagli agricoltori, a cominciare dal 2008, nelle comuni pratiche di diserbo negli uliveti, con mezzi e attrezzi impropri  e quindi dannosi e pericolosi per gli alberi.

Come prima accennato Le descrivo, in forma veramente sintetica, i fatti: 7-8 anni fa in sostituzione dei diserbanti a base di Paraquat e Diquat vietati all’uso dalle autorità sanitarie per l’alta tossicità sull’uomo, gli agricoltori nel continuare le loro comuni pratiche di diserbo, hanno usato il Glifosate, utilizzando, quasi tutti, le stesse attrezzature che usavano col precedente diserbante.

Essendo gli effetti dissecanti completamente differenti tra i due diserbanti (Paraquat-Glifosate), nessuno dei preposti all’informazione ed alla formazione degli agricoltori si è preoccupato di questa  significativa differenza per intervenire e quindi gli agricoltori, inconsapevolmente, hanno continuato e continuano a usare  attrezzature improprie per il Glifosate, come trattori muniti di grossi serbatoi con pompe ad alta pressione (20-30 bar) e irroratori rotanti a lungo getto, che creano nubi di vapore di notevoli dimensioni (8-9mt) che seguono il mezzo per tutto il suo percorso, contaminando inesorabilmente tutte le piantagioni ricadenti nelle aree diserbate.

Ulivo colpito dalla Xylella fastidiosa-2L’etichettatura del Glifosate impone di usare attrezzature a basso volume , bassa pressione (1-2 bar) ed ugelli schermati per evitare evaporazioni, raccomanda di  rimuovere i polloni dai tronchi e le parti verdi basse degli alberi per evitare assorbimenti accidentali di prodotto. Noti prontuari di fitofarmaci, le stesse note tecniche del prodotto certificano quanto sia devastante l’effetto del Glifosate assorbito dai vegetali superiori (allego certificazioni), tanto quanto certificato dagli scienziati per la Xylella.

Dai dati di acquisto, rilevabili dalle rivendite di fitofarmaci, si può stabilire che sul territorio del Salento si spargono, in media, 400-500 tonnellate di prodotti a base di Glifosate all’anno , quindi dopo 7-8-anni di uso scorretto di questo enorme quantitativo di diserbante  ormonale, come si fa a non  certificare che i danni  evidenziati sui nostri  ulivi, a cominciare dal 2013, siano da attribuire a queste improprie pratiche di diserbo?

E’ incontestabile la certificazione, degli scienziati, della presenza di Xylella nell’essiccamento rapido degli ulivi, come pure la certificazione che gli alberi esaminati erano debilitati ed in grave stato di sofferenza .Per un equilibrio  superiore la natura impone che esseri deboli od in stato di sofferenza devono essere soppressi e  distrutti e quindi predatori, batteri, virus, muffe, insetti ed altro,con perfetto sincronismo partono all’attacco

Le particelle interessate al disseccamento degli ulivi fanno pensare a due ipotesi: che la Xylella abbia consultato le mappe catastali per determinare le particelle da infettare, oppure che in quelle particelle siano state eseguite pratiche agronomiche differenti da quelle contigue. Esaminando i lotti infetti, direttamente o dalle centinaia di foto riportate su internet, si arriva sempre alla stessa conclusione: terreni appiattiti e compatti diserbati per anni con attrezzature improprie  senza particolari attenzioni e cautele

Non mi allungo con molte altre considerazioni, dico che da quando gli agricoltori hanno cominciato ad usare questo Glifosate, ho dovuto verificare decine di danni seri, provocati da contatti indiretti o accidentali del prodotto su diverse colture come ortaggi, vigneti, frutteti ed ulivi, questo  molto prima che si parlasse di Xylella. Correggendo i modi di usare il Glifosate aumentando attenzioni e cautele durante le operazioni, si sono risolte  diverse situazioni, in alcuni casi, invece, i danni sono risultati  irreparabili.

Essendo, la prima volta dal 2008, che si usa questo prodotto nelle comuni pratiche di diserbo e quindi non si possono avere confronti con esperienze precedenti, se si continua a permettere l’uso di attrezzature improprie, c’è da prevedere che molti altri ulivi si debiliteranno e saranno predisposti a sicuri attacchi di Xylella e company con tempi non determinabili. Preoccupa constatare che né prima né dopo l’evento Xylella, ci sia un verbale di qualsiasi ente o autorità che attesti di aver rilevato e controllato mezzi con attrezzature non idonee alle pratiche di diserbo col Glifosate.

Comunque , senza polemizzare su alcuno, se con tanta saggezza e molto buon senso, si recepisce e si relaziona  che quanto accertato  dagli scienziati, Xylella e company, non sono la causa diretta dell’essiccamento rapido degli ulivi ma la conseguenza della debilitazione degli ulivi dovuta a inconsapevoli errori  umani nelle operazioni di diserbo, si avrebbero nuove prospettive per la risoluzione del problema e quindi si sdrammatizzerebbe tutta la situazione   a livello locale ed internazionale(interessante per la imminente visita dei commissari europei).

Sintesi di risoluzioni e prevenzioni:

- Rassicurare l’opinione pubblica che il batterio non è patogeno per gli alberi sani e ben curati.

- Bloccare con qualsiasi norma l’uso di attrezzature improprie nelle operazioni di diserbo col Glifosate.

- Per le aree già infette e quelle necessarie a circoscrivere il fenomeno, imporre: il divieto di diserbi, per almeno 2 anni, drastiche  potature,  arature, opportune concimazioni ed irrorazioni disinfettanti per aiutare gli alberi a riprendersi tutte le loro capacità di autodifesa da qualsiasi agente naturale.

- Prima di ottobre, inizio dell’inerbimento e dei preparativi per la raccolta delle olive, fare corsi di formazione mirati all’uso ed agli effetti del Glifosate, ad operatori agricoli ed ai controllori preposti

Pur avendo altre interessanti considerazioni ed osservazioni da esporre, per ragioni di sintesi, mi  fermo qui e mi auguro, comunque che da parte sua e di altri imparziali responsabili del problema, questa mia descrizione dei fatti venga presa in seria considerazione per una più logica risoluzione del problema dell’essiccamento rapido degli ulivi.

Se con questa occasione si apre un diretto rapporto con i reali referenti del territorio, ci sarebbe da valutare tante altre, serie,  problematiche agricole e soprattutto un grande pericolo che sta  minando la conservazione degli ulivi secolari monumentali. Grazie per l’attenzione. (Pino Pennella)

Tel. 3394894016  - mail:  pinopennella52@gmai.com - altre  relazioni relative all’ essiccamento degli ulivi sono consultabili su Google cliccando Pino Pennella.             

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