Cronaca

“Commerciante morto per l’incidente stradale, nessuna colpa dei medici”

Il pm chiede l’archiviazione per medici e infermieri del 118 che intervennero quella mattina dopo il malore accusato da Francesco Marinelli

BRINDISI – “L’intervento dei medici del 118 dell'ospedale di Ceglie Messapica fu ineccepibile: nessuna condotta omissiva o commissiva è configurabile nei loro confronti al momento della gestione del paziente Francesco Marinelli, commerciante, quando arrivò in ospedale, dopo aver accusato un malore. E’ deceduto per i traumi riportati nell’incidente stradale”.

Il pm Iolanda Daniela ChimientiDopo la perizia del medico legale, il pubblico ministero titolare dell’inchiesta aperta per omicidio colposo, ha chiesto l’archiviazione per i medici e gli infermieri intervenuti a soccorrere il venditore ambulante originario di Pezze Greco, dopo il malore, Poco dopo l’incidente stradale avvenuto il 6 agosto 2016 sulla Gravina di Cisternino. Quella mattina il commerciante si sentì male mentre era al lavoro, al mercato settimanale di Ceglie Messapica, e venne accompagnato in ospedale per poi essere dimesso.

Fece ritorno al mercato e riprese il lavoro. A distanza di qualche ora avvenne l’incidente: Marinelli era alla guida di una Opel Combo, sulla strada che collega Cisternino a Fasano, dalla direzione opposta arrivava una Hyundai i cui occupanti rimasero feriti. Per l’ambulante non ci fu nulla da fare. Morì sul colpo. Nella denuncia, i familiari chiedevano di accertare la causa della morte e se quel malore potesse avere avuto conseguenze ripresentandosi quando Marinelli si rimise al volante.

Secondo quanto ha scritto il medico legale Stefania Concetta Bello dell’Università degli studi di Foggia, nominato dal pubblico ministero Iolanda Daniela Chimienti (nella foto), sono da “escludere reperti cardiaci o di altri organi degni di nota e tali da descrivere una causa di morte differente dal trauma occorso”. Lo si legge nelle conclusioni delle 50 pagine della perizia, depositata nelle settimane scorse.

domenico attanasi-2 “Sulla base della documentazione presente in atti e per quanto di competenza medico legale, si può affermare che la gestione del paziente fu ineccepibile da parte dei medici del 118 di Ceglie Messapica”. Nel registro degli indagati furono iscritti i nomi dei medici e degli infermieri in servizio quella mattina. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Domenico Attanasi e Aldo Gianfreda. I penalisti hanno nominato come consulente tecnico Donato Sardano, il quale era già arrivato alle stesse conclusioni del medico nominato dal pubblico ministero della Procura di Brindisi.

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