menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

“Compensi Aro: dirigente sempre assente, assessore disconosce il verbale”

Il segretario generale del Comune: "Liquidazioni lecite, lavoro fuori orario e senza violare il principio dell'onnicomprensività". Sulla sindaca: "Da lei nessun contributo alla serenità". Carluccio aveva chiesto la restituzione delle somme, ma non c'è stato ancora alcun atto ufficiale comunicato

BRINDISI – Difficile da sciogliere il nodo dei compensi Aro per quasi 200mila euro, diventato oggetto di attenzione della Digos con una prima informativa trasmessa in Procura. A maggior ragione ora che si apprende che “l’assessore Mary Romanelli, presente per il Comune di Brindisi all’assemblea del 3 febbraio, ha disconosciuto il verbale” e che il “dirigente del settore Economico-finanziario non ha mai inteso prendere parte ai lavori dell’ufficio”.

giuseppe-alemanno-segretario-noci-750x410-2Emergono anche questi due aspetti della vicenda dalla relazione scritta dal segretario generale Giuseppe Salvatore Alemanno, al quale la sindaca Angela Carluccio ha chiesto chiarimenti per ricostruire le procedure di pagamento. Così come si evince che  i rapporti tra i due non sono idilliaci.

Sembra essere sceso il gelo perché se Angela Carluccio continua a chiedere la restituzione delle somme, Giuseppe Salvatore Alemanno non solo ribadisce la “liceità della liquidazione” avvenuta dopo le sue dimissioni, ma rimprovera alla prima cittadina di non aver dato alcun “contributo alla serena e legittima chiarezza”. Nel frattempo non si registrano ulteriori comunicazioni ufficiali sulla richiesta di restituzione degli importi che pure era stato anticipato dalla sindaca per chiudere il caso.

Il capitolo, al contrario, resta aperto dopo la relazione di Alemanno datata 6 marzo, chiesta dalla stessa Carluccio, e acquisita dagli agenti della Digos, assieme alla determina di liquidazione che risale al 25 gennaio, vale a dire al giorno successivo a quelle che sarebbero state le (non) dimissioni della prima cittadina. La sindaca, ormai è storia politica contemporanea, le ha ritirate prima della scadenza dei venti giorni e nel periodo in cui non poteva più indossare la fascia tricolore, è stata sostituita dall’assessore Mary Romanelli, anche lei avvocato, chiamata nella versione numero tre della Giunta per rispettare le quote rosa, dopo il richiamo del prefetto su segnalazione dei Cinque Stelle. 

Angela Carluccio, Mary Romanelli, Maria Greco e Francesca Scatigno-2Alemanno scrive che “il 27 febbraio, con mail delle 16,53, giunge una comunicazione dell’assessore Romanelli presente all’assemblea Aro del 3 dello stesso mese nella quale lei stessa afferma, sostanzialmente, di disconoscere il verbale”. E ancora: “Questa affermazione non solo lascia perplessi, ma oggettivamente appare priva di fondamento e rispondenza alcuna”. 

Quanto alla sindaca, Alemanno scrive: “Evidenzio che, essendo in corso una verifica da parte dello scrivente, sarebbe stato opportuno attenderne gli esiti, ma sono costretto a rilevare che, viste le sue iniziative e le numerose di stampa, alle quali larga eco ha inteso imprimere la signoria vostra (sempre Angela Carluccio, ndr), nessun contributo alla serene e legittima chiarezza sul procedimento si è intesa riconoscere”. Fine del feeling che sembra esserci all’arrivo di Alemanno, chiamato dalla sindaca a coprire la casella rimasta scoperta dalla fine del rapporto con Paola Giacovazzo.

Sui compensi liquidati, pari complessivamente a 188.469 euro, Alemanno da un lato non indica – nella sua relazione – né i nomi dei beneficiari, né i singoli importi riconosciuti, dall’altro evidenzia che si tratta di pagamenti “legittimi e leciti” e che, “come verificato per gli altri Aro, il personale è impiegato e viene regolarmente retribuito con specifici compensi”.

“Per i pagamenti, il dirigente del settore economico-finanziario” ha qualificato “correttamente gli stessi come emolumenti stabili e regolari da corrispondere mensilmente al personale interessato” e ha “proceduto con l’invio di una mail al gestore stipendi trasmessa attraverso la piattaforma operativa dell’ente”. Scrive ancora Alemanno: “Considero che nel merito risulti oggettivamente chiaro che l’organizzazione di un ufficio unico, a natura terza, di nuova configurazione, con competenze eccezionali rispetto  quelle ordinarie, peraltro imposto con legge regionale e quindi deputato a progettare e appaltare un servizio per più amministrazioni locali, non possa prescindere dal corrispettivo economico, naturalmente idoneo a soddisfare il peso delle prestazioni richieste”.

“Ne deriva che la prestazione di tali attività esula dal principio della onnicomprensività delle spettanze economiche in virtù del principio per il quale sono tutte le funzioni rientranti nei compiti di istituto, come conferite dal datore di lavoro, a dover essere remunerate con la sola retribuzione ordinaria e devono, come appare chiaro, essere svolte obbligatoriamente”, ha scritto ancora il segretario generale. Ricordando, inoltre, che l’ufficio Aro è “terzo rispetto a tutti i comuni aderenti” e che “non vi è obbligo alcuno del personale di aderire ed esercitare attività di competenza”, è lo stesso segretario che aggiunge: “tanto è vero che il dirigente del settore economico-finanziario del Comune di Brindisi, nominata all’interno della struttura Aro, non hai mai inteso prendere parte ai lavori come risulta dagli atti e per sua stessa dichiarazione”. Cosa succederà adesso?

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento