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Cronaca Ostuni

Completato il rondò, ma il muretto a secco ancora non risorge

OSTUNI - Illuminazione e vasche di scolo per il deflusso delle acque piovane. Completate anche le ultime opere, attorno al rondò del Cimitero. Viabilità più sicura, dunque. Ma la Provincia resta debitrice nei confronti dei proprietari dei suoli, ancora oggi a secco dopo l’esproprio: “Niente soldi. E soprattutto, niente muretto”. A margine dei lavori che hanno consentito, lungo la strada provinciale Ostuni-Villanova, di eliminare l’incrocio della morte, tornano ad esternare il loro disappunto i coniugi Paola Cardone e Vittorio Santoro, proprietari del suolo sottratto per finalità pubbliche, ossia ridimensionato a seguito del nuovo rondò.

OSTUNI - Illuminazione e vasche di scolo per il deflusso delle acque piovane. Completate anche le ultime opere, attorno al rondò del Cimitero. Viabilità più sicura, dunque. Ma la Provincia resta debitrice nei confronti dei proprietari dei suoli, ancora oggi a secco dopo l'esproprio: "Niente soldi. E soprattutto, niente muretto". A margine dei lavori che hanno consentito, lungo la strada provinciale Ostuni-Villanova, di eliminare l'incrocio della morte, tornano ad esternare il loro disappunto i coniugi Paola Cardone e Vittorio Santoro, proprietari del suolo sottratto per finalità pubbliche, ossia ridimensionato a seguito del nuovo rondò.

Per quella fascia di terra, a suo tempo espropriata, non hanno ancora ricevuto un euro. Ma poco importa. Si tratta di una manciata di metri (circa 500). Non è questo l'aspetto sul quale da un paio di anni stanno puntando i piedi, bensì un altro: il mancato ripristino, come da contratto, del muretto a secco raso al suolo affinché si rendesse possibile l'ampliamento della sede stradale. "E' l'unico tratto, tra quelli interessati dai lavori di ammodernamento della rete viaria a valle del centro storico - spiega la coppia - che non è stato risistemato a dovere, nonostante il piano di esproprio sottoposto all'epoca alla nostra attenzione dai tecnici della Provincia prevedesse, a fronte dell'arretramento del terreno, anche il rifacimento della recinzione in pietra".

Come è logico che fosse, verrebbe da aggiungere. Ed invece? "Ad oggi - raccontano - il nostro terreno è privo del muro di cinta. E nonostante le sollecitazioni non ci sono state fornite garanzie in merito alla sistemazione dell'area". La competenza, è già stato appurato, spetta esclusivamente all'Amministrazione provinciale, che però continua a non offrire garanzie in merito, tenendo in campana i proprietari del terreno, rimasto "spoglio" di recinzione.

Inaugurato nella scorsa primavera, il rondò lungo la strada provinciale Ostuni-Villanova, all'altezza dell'intersezione per il cimitero era una tra le rotatorie più attese e reclamate dalla comunità locale. Teatro in passato di numerosi e gravi incidenti, alcuni dei quali anche mortali, l'incrocio in questione è stato così reso finalmente sicuro. E di recente la rotatoria è stata anche dotata di impianto di illuminazione. La costruzione del rondò è stata resa possibile grazie alla compartecipazione finanziaria del Comune di Ostuni e della Provincia di Brindisi, sulla scorta di un protocollo di intesa approvato dai due enti e sottoscritto nella primavera del 2007.

L'opera è costata 350 mila euro: 100.000 a carico del Comune, 250 mila sulle spalle della Provincia. Soldi che dovevano servire, evidentemente, anche per assolvere ai doveri contrattuali nei confronti dei coniugi Santoro-Cardone, che ancora oggi reclamano ad alta voce, facendo appello al presidente Massimo Ferrarese: "La Provincia assuma un impegno chiaro e preciso in merito alla sistemazione del nostro muretto a secco buttato giù e mai risanato".

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