Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca San Pietro Vernotico

"Comportamento antisindacale", condannato il Comune di S.Pietro

Il Comune di San Pietro Vernotico è stato condannato per condotta antisindacale, con contestuale condanna al pagamento delle spese (circa mille euro oltre Iva) e competenze di lite da parte del giudice del lavoro di Brindisi e la cessazione del comportamento illegittimo con la rimozione degli effetti lesivi

SAN PIETRO VERNOTICO – Il Comune di San Pietro Vernotico è stato condannato per condotta antisindacale, con contestuale condanna al pagamento delle spese (circa mille euro oltre Iva) e competenze di lite da parte del giudice del lavoro di Brindisi e la cessazione del comportamento illegittimo con la rimozione degli effetti lesivi. E’ quanto emerge da un decreto emesso il 21 dicembre scorso e reso noto nei giorni scorsi dal consigliere di minoranza, l’avvocato Pasquale Rizzo, nonché ex sindaco di San Pietro Vernotico, sempre vigile sulla gestione della cosa pubblica da parte dell’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Maurizio Renna.

Il decreto in questione, sembrerebbe scoperto per caso durante l’analisi del bilancio (il pagamento delle spese sarebbe stato inserito Pasquale Rizzoneidebiti fuori bilancio), si riferisce a una condotta “tenuta dal Comune di San Pietro Vernotico, tradottasi nell’azione della disposizione di servizio prot.n.18 dell’11 giugno 2015 (con la quale si era disposto che il dipendente comunale A.D., operatore categoria A, assegnato all’area 6, eserciterà la funzione di custode presso il cimitero comunale, articolando l’orario di servizio su 36 ore settimanali dal lunedì alla domenica con un turno di riposo infrasettimanale), in assenza di informazione preventiva ai soggetti sindacali e di convocazione della delegazione trattante a seguito di plurime richieste di fissazione di incontri finalizzati all’analisi della situazione degli uffici e dei servizi prima dell’adozione di ulteriori atti riguardanti il personale”. Il ricorso è stato presentato da Cisl Fp segreteria Taranto Brindisi rappresentata e difesa dall’avvocato Aversa il 15 febbraio 2015. “Il Comune non si è costituito nonostante la rituale notifica del ricorso”.

In sostanza un dipendente comunale fu trasferito al cimitero comunale in qualità di custode attraverso una “disposizione di servizio", senza coinvolgere i sindacati.  “Ricordate il fatto denunciato più volte dall’opposizione riguardante la disposizione di servizio dell’11.6.2015 voluta dal sindaco Renna e ratificato dal segretario del tempo, con cui il dipendente A. D. era stato trasferito senza seguire le procedure di legge ma con semplice ordine di servizio presso il cimitero di San Pietro Vernotico per svolgere le mansioni di custode? Fu allontanato senza motivo e giustificazione. In realtà il sindaco, in risposta ad una interrogazione, riferì di aver personalmente voluto lo spostamento perché aveva notizia di furti presso il cimitero causando un danno erariale visto che abbiamo pagato a lungo due custodi: uno posto a disposizione della ditta affidataria del servizio, l’altro inviato in “missione” dal sindaco per combattere i furti”.

Il cimitero di S.Pietro VernoticoChe il Comune di San Pietro Vernotico non si sia comportato secondo quanto dispone la legge in materia lo dimostra il decreto emesso dal giudice del lavoro Maria Cristina Mattei il 21.12.2015. Sono stati violati gli articoli 5 e 6 del decreto legislativo n°165/2001 e relative modifiche nonché e norme contrattuali in particolare l’art. 7 del Ccnl del Comparto regioni e Autonomie locali dell’1.4.1999. “Alla luce delle disposizione normative e contrattuali richiamate deve ritenersi che il sindacato sia titolare di un diritto di informazione preventiva nella materia della gestione del rapporto di lavoro, cui si affianca il diritto di esame congiunto in materia di articolazione dell’orario di servizio; quanto alla organizzazione degli uffici, stante il tenore delle norme richiamate, ritiene il giudice che debba essere oggetto di informazione e di esame congiunto laddove implichi l’adozione di misure concernenti i rapporti  di lavoro e, specificatamente, l’articolazione dell’orario di servizio. Pertanto alla luce del quadro normativo e contrattuale esposto, deve ritenersi antisindacale la condotta dell’amministrazione comunale, consistita nella adozione della disposizione di servizio prot n°18 del 11.06.2015, recante misura di gestione del rapporto di lavoro incidente anche sull’articolazione dell’orario di servizio, in assenza di informazione preventiva al sindacato e di esame congiunto con lo stesso”.

Rizzo chiama in causa anche l’assessore Valentina Carella con delega al personale “Ora giustifichi ai cittadini ed ai dipendenti la condanna subita per condotta antisindacale, spieghi come mai da quanto ha cessato l’amministrazione Rizzo e lei ha il compito di programmare le scelte sul personale dell’Ente non c’è più un vigile anche a tempo determinato, non si comprende chi ed in che modo saranno sostituite le tre o quattro unità lavorative che si pensioneranno, si sono persi spazi importanti con Area vasta per il personale in esubero dalle Province, manca a tutt’oggi il responsabile dei lavori pubblici”.

Secondo Rizzo, inoltre, dovrebbe pagare chi ha sbagliato. “Intanto l’assessore Carella e/o il sindaco e/o il segretario del tempo paghino le spese e competenze legali; ritengo che non sia giusto che il paese paghi per le “azioni punitive” poste in essere. Senza pensare che la sentenza apre un varco enorme per una eventuale azione risarcitoria da parte del dipendente vessato”.  

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