Cronaca Fasano

Compravendita di un bimbo sventata dall'Arma: un fasanese fra i fermati

C'è una persona originaria di Fasano ma residente da tempo in Romania fra gli otto fermati dalla Dda di Messina nell'ambito di un'operazione condotta dai carabinieri che ha sventato la compravendita di un bimbo rumeno di 7 anni, "valutato" 30mila euro. Si tratta del 43enne Vito Calianno. Il suo ruolo, da quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato quello dell'intermediario

MESSINESE - C’è una persona originaria di Fasano ma residente da tempo in Romania fra gli otto fermati dalla Dda di Messina nell’ambito di un’operazione condotta dai carabinieri che ha sventato la compravendita di un bimbo rumeno di 7 anni, “valutato” 30mila euro. Si tratta del 43enne Vito Calianno. Il suo ruolo, da quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato quello di aver messo in contatto la coppia di coniugi interessata al minorenne (originaria di Castell’Umberto, in provincia di Messina, ma trasferitasi da tempo in Svizzera) con la famiglia del bimbo “in vendita”.

Otre alla coppia, in stato di fermo ci sono anche la madre e il fratello maggiore del bimbo rumeno, oltre a tre messinesi: Vincenzo Nibali, 47 anni, di calianno-vito-classe-1972_cr-2-2Castell’Umberto; Franco Galati Rando e Aldo Galati Rando, rispettivamente di 46 e 54 anni, entrambi di Tortorici.

L'eta' del piccolo non e' casuale e si ricollega all'escamotage tentato dai due coniugi per riuscire ad avere un figlio ad ogni costo. Nel 2008 la coppia, originaria del messinese, aveva denunciato la nascita di un bambino mai esistito. Si sarebbe poi attivata per attribuire le generalità di questo figlio "fantasma" ad un bimbo individuato in Romania attraverso alcuni intermediari. I due coniugi si sarebbero accordati con i familiari del bambino per una cifra di 30mila euro (nella foto a destra, Vito Calianno). 

La consegna del denaro sarebbe avvenuto il 17 gennaio scorso in una zona di campagna nei Nebrodi. Una settimana dopo i due coniugi, con la madre rumena ed il fratello maggiorenne del bambino venduto, partono alla volta di Messina. Ma i carabinieri, che stavano gia' monitorando la vicenda, intervengono prima della consegna del bimbo ai futuri genitori. Il piccolo e' stato adesso affidato ad una comunità per minori di Messina e potraà essere adottato regolarmente.

Nelle intercettazioni telefoniche ascoltate dai carabinieri, il piccolo veniva chiamato  "pacchetto" o "cosetto" . Al telefono erano i fratelli Aldo e Franco Galati Rando, con diversi precedenti per altri reati e il loro contatto brindisino in Romania, Vito Calianno appunto. Proprio quest'ultimo ha contattato la famiglia romena che era in gravi condizioni economiche e ha accettato di vendere il piccolo.

La coppia gestiva attività alberghiere e night in Svizzera. Aveva già un figlio grande ma, non riuscendo ad avere un altro figlio e non volendo perdere tempo con l'adozione, si sarebbero rivolti ai Galati. I militari dell'Arma sono risaliti a loro ascoltando i Galati Rando per un'altra indagine su auto rubate. Quando hanno capito che il "pacchetto" non era un'auto rubata ma un bambino, i militari hanno seguito i loro movimenti e li hanno bloccati allo sbarco della nave a Messina.

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