Cronaca

Comune, 740mila euro nel fondo dei dirigenti 2015 . Ed è guerra

Cgil e Uil decidono subito lo strappo: “Relazioni sindacali interrotte. Solo i dipendenti pagano le conseguenze dello sforamento del patto di stabilità del 2014”. No anche della Cisl al riconoscimento di 15 posizioni organizzative

Il municipio di Brindisi

BRINDISI – Rottura delle relazioni sindacali al Comune di Brindisi, complice il fondo costituito per i dirigenti pari a 741.842 euro, ammontare definito per il 2015 ma che sarà liquidato nel nuovo anno: Cgil e Uil hanno disertato il tavolo dopo aver denunciato il taglio di circa mezzo milione di euro per la parte riservata ai dipendenti, per effetto dello sforamento del patto di stabilità nell’anno 2014.

“Per quello che ci risulta, sono solo gli impiegati a pagare – nei fatti – le conseguenze dell’ormai noto sbilanciamento nei conti del Comune di Brindisi, legato al ripiano delle perdite della Multiservizi”, lamentano alcuni degli iscritti alle due sigle sindacali che già nei mesi scorsi avevano sottolineato lo stato di insofferenza del personale, arrivando alla decisione di sospendere qualsiasi forma di dialogo con l’Amministrazione comunale.

“Tra le sanzioni applicate al Comune c’è il taglio dei progetti finanziati con fondi del bilancio dell’Ente e, quindi, i dipendenti sono rimasti a corto di una somma pari a 500mila euro, mentre nessun taglio è previsto per i dirigenti”.

Oggi la contestazione si fa più forte perché nei giorni scorsi c’è stata la riunione della delegazione trattante del personale della separata area della dirigenza che ha portato alla costituzione del fondo da cui il Comune potrà attingere per il riconoscimento e il successivo pagamento delle indennità ai dirigenti in servizio tra Palazzo Nervegna e il vecchio Palazzo di Città.

Motivo per il quale tanto i rappresentanti della Uil che quelli della Cgil hanno deciso di non essere presenti in segno di protesta, come si legge nel verbale dell’incontro a cui hanno preso parte il segretario generale Paola Giacovazzo, in qualità di presidente, Costantino Del Citerna e Mirella Destino come componenti, Angelo Roma dirigente del settore Risorse Umane, Michela Fortunato. Per la parte sindacale, c’erano Raffaele Atzori in veste di esponente della Cisl e Giovanni Rossetti della Csa.

La capienza del fondo è il risultato di una serie di “decurtazioni” legate sostanzialmente alla riduzione del personale dirigenziale andato in pensione: “L’ammontare complessivo – si legge nel verbale – risulta così di 645.068,41 euro, con la puntualizzazione che l’indennità di risultato di 65.820,93 euro derivante dal semplice calcolo matematico, in base alle disposizioni di legge contrattuali vigenti, viene rider minata in 96.774, 13 euro, compresi i risultati da interim a risultato”.

Nel contratto è previsto che “al finanziamento della retribuzione di risultato è destinata una quota delle risorse complessive in misura non inferiore al 15 per cento”. Il totale, quindi, supera l’asticella dei 700mila euro: 741.842 euro. Per completare l’iter manca il parere dei revisori dei conti.

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