Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Dirigente nominato senza selezione: imputati Consales e Carluccio

Accusati di abuso d’ufficio e falso: “Nessuna evidenza pubblica”. Parte lesa il Comune: “Stipendio passato da 26.364 annui a 52.551,72”. La difesa: “Vicenda legittima”

BRINDISI – Abuso d’ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale sono reati contestati dalla Procura di Brindisi con riferimento alla nomina del dirigente dell’Ufficio di piano, firmata dagli ex sindaci Mimmo Consales e Angela Carluccio, senza passare da una selezione.

L’udienza preliminare

Il giuramento di Angela Carluccio-2Il pubblico ministero Pierpaolo Montinaro ha chiesto il processo per entrambi, riconoscendo il Comune come parte lesa, dopo la denuncia sporta dagli ex consiglieri comunali del movimento CinqueStelle, Stefano Alparone ed Elena Giglio il 25 maggio 2017, integrata il successivo 20 luglio.

La decisione spetta al gup di fronte al quale si svolgerà l’udienza preliminare il prossimo 17 gennaio (inizio previsto alle 10). Secondo il pm l’accusa può essere sostenuta in giudizio essendo stata riscontrata la segnalazione dei grillini, all’indomani della nomina di Maria Rosaria Rubino alla guida dell’ufficio. Nomina che portò un raddoppio dello stipendio in favore della dipendente: da 26.364 euro a 52.551,72 l’anno, essendoci stato un salto di categoria. Rubino è assolutamente estranea all'inchiesta.

La difesa

Consales, primo cittadino eletto a capo di una coalizione di centrosinistra nella primavera del 2012 e rimasto in carica sino all’arresto del 6 febbraio 2016, sarà rappresentato dall’avvocato Massimo Manfreda. “Chiederemo copia degli atti, in modo tale da replicare in sede di udienza preliminare, essendo convinti della bontà della vicenda”, dice il penalista. “L’iter seguito, a nostro avviso, è legittimo”.E’ lo stesso penalista che lo ha difeso nei due processi, ancora pendenti.  Carluccio, il primo sindaco donna di Brindisi, rimase a Palazzo di città  per dieci mesi appena, eletta nel 2016 e sfiduciata fuori dall’Aula consiliare dall’opposizione e da un esponente della maggioranza centrista. L’ex prima cittadina non ha ancora provveduto alla nomina di fiducia e risulta difesa d’ufficio dall’avvocato Alessandro Renna. Seguì la stessa strada del suo predecessore, confermando la nomina di Maria Rosaria Rubino come dirigente.

I capi di imputazione

Secondo il pm, invece, entrambi “in qualità di sindaco pro-tempo del Comune di Brindisi, intenzionalmente procuravano a Rubino, dipendente dell’Ente, un ingiusto vantaggio patrimoniale, rappresentato dalla variazione del profilo di responsabilità”, si legge nel capo di imputazione. Il cambiamento sarebbe avvenuto “mediante la nomina a tempo determinato a dirigente dell’ufficio di Piano dell’Ambito territoriale Brindisi 1”.

La prima nomina risale al 5 novembre 2013, rinnovata sino al 31 marzo 2016 e poi ancora il 17 agosto dello stesso anno. In tal modo, sarebbe stato possibile un “aumento dei compensi stipendiali in violazione del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali, che stabilisce che i dirigenti debbano essere nominati tramite procedura ad evidenza pubblica”, è scritto ancora. “Evidenza pubblica che, nel caso di specie, non veniva effettuata”.

Stefano Alparone ed Elena Giglio-3I due ex amministratori sono anche accusati di falso perché “attestavano che nella delibera di Giunta Maria Rosaria Rubino, dirigente nominata a tempo determinato, era stata già indicata come responsabile dell’ufficio di Piano, circostanza questa non rispondente al vero”. (Nella foto accanto i due ex consiglieri comunali dei Cinquestelle Stefano Alparone ed Elena Giglio, firmatari della denuncia depositata in Procura).

Il Comune parte lesa

In base alle condotte contestate, il pm sostiene che sia stato “indotto in errore l’Ufficio di Piano dell’Ambito territoriale, la cui commissione di coordinamento, procedeva all’adozione del verbale di deliberazione in cui attestava che Rubino, dirigente nominata a tempo determinato, era stata già indicata come responsabile”. Con “conseguente formazione di un atto falso, poiché adottato in presenza di presupposti falsi e comunque inesistenti”. Il Comune, per questo, è stato indicato come parte lesa e potrà costituirsi in udienza preliminare. Le valutazioni spetta alla Giunta di centrosinistra del sindaco Riccardo Rossi, consigliere di opposizione tanto nel periodo dell'Amministrazione Consales che in quello successivo di Carluccio.

Le ultime informative di reato sono state depositate lo scorso 21 giugno dai carabinieri.

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