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Comune, l’inchiesta si allarga agli incarichi per Pug, costa e shuttle

Dopo le perquisizioni negli uffici dell'Urbanistica, finanzieri nella sede della Tps di Perugia, società di progettazione di sistemi di trasporto: dirigenti non indagati, ma la Procura ha chiesto copia di atti per lavori svolti per conto dell'Ente. Sequestrati due computer a casa di Luperti e cd sulla bozza del piano urbanistico: materiale da sottoporre a perizia

BRINDISI -  Sembra esserci stata un’accelerazione nella nuova inchiesta della Procura di Brindisi sul Comune di Brindisi con allargamento delle maglie di attenzione: dal settore Urbanistica, con i quattro indagati fra i quali l’ex assessore Pasquale Luperti e il dirigente Fabio Lacinio, a quello dei Lavori Pubblici, per far rientrare tutti gli incarichi di progettazione affidati dall’Ente nel periodo dell’Amministrazione guidata da Mimmo Consales, da quello per Cala Materdomini al Pug, passando per la costa, sino ad arrivare allo shuttle per il quale a metà maggio c’è stata l’aggiudicazione definitiva.

Finanza al Comune - Caso Cala Materdomini 3-2Il 13 maggio scorso c’è stata la conclusione di questo procedimento amministrativo con l’affidamento a un’Ati e ieri i sono state le perquisizioni dei finanzieri che sono state estese a Perugia, nelle sedi della Transport Planning Service (Tps), società di consulenza e progettazione tra le più importanti non solo in Italia, nel settore della mobilità urbana.

Il pm Iolanda Daniela Chimienti ha chiesto l’acquisizione di materiale, su carta e supporti informatici, anche negli uffici della Tps, il cui amministratore unico non è indagato. Né lo sono due progettisti nei cui confronti è stata disposta la visita dei militari del Nucleo di polizia tributaria. Ed è qui che i finanzieri si sono spostati dopo aver chiuso la raccolta a Brindisi, tra il settore Urbanistica e le abitazioni di tre dei quattro indagati.

Al momento sono sotto inchiesta Pasquale Luperti, ex assessore all’Urbanistica (mai sostituito) ora ricandidato nella lista di Impegno sociale; Fabio Lacinio dirigente del settore Urbanistica e assetto del territorio; Luigi Dell’Atti, architetto nativo di Brindisi con studio professionale a San Pietro Vernotico e Teodoro Indini, funzionario dell’Urbanistica.

Luperti e Lacinio-2Per tutti le ipotesi di reato sono due: turbata libertà nella scelta del contraente, per cui “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente  al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032”e falso ideologico. La prima ritenuta una fattispecie di pericolo dalla giurisprudenza e questo spiegherebbe il motivo delle perquisizioni svolte ieri, a ridosso delle elezioni del 5 giugno. Circostanza che sembra avvalorata dal fatto che le contestazioni mosse sarebbero state accertate (non commesse) qualche giorno addietro, non più tardi del 17 maggio. Da qui, l’urgenza di intervenire ora e non prima.

Ma Luperti, Dell’Atti e Lacinio, a quanto si apprende, sarebbero stati già sotto inchiesta a fine 2015, periodo durante il quale l’Amministrazione Consales affrontava una serie di turbolenze al punto che il governatore Michele Emiliano chiese la sostituzione di Luperti e Monetti, ritenendo non adeguata alle esigenze reali della città, gli indirizzi politici per l’Urbanistica e i Rifiuti. C’erano già state le tensioni tra il Comune e il professore Giorgio Goggi sul Pug ed era in atto il contenzioso tra l’Ente a Nubile sull’impianto di Cdr e la discarica Autigno. Ed erano in corso gli accertamenti della Digos che a febbraio avrebbero portato agli arresti Consales e Luca Screti per corruzione.

Una veduta aerea di cala Materdomini-3Nessuno però era al corrente di un’indagine sull’Urbanistica: le  verifiche sarebbero partite su Cala Materdomini, ipotesi suffragata dal fatto che Dell’Atti a fine novembre venne incaricato della progettazione, a fronte di un compenso pari a ventimila euro oltre iva. Di certo c’è che Dell’Atti, Luperti e Lacinio hanno ufficialmente appreso di essere indagati il 15 febbraio scorso perché è in questa data che è stato notificato l’avviso di proroga delle indagini, evidentemente alla fine dei sei mesi iniziali, quando la Giunta e il Consiglio erano caduti come conseguenza diretta delle dimissioni in massa 48 ore dopo l’arresto del sindaco Consales per corruzione nel filone dei rifiuti, con Luca Screti della Nubile a cui era stato affidato l’impianto di Cdr.

Dell’Atti conferisce incarico all’avvocato Massimo Manfreda che lo aveva assistito in passato per vicende legate ad appalti Asl, Lacinio si rivolge all’avvocato Cavalera che lo segue nel procedimento sulla discarica Autigno in cui risulta indagato per l’ipotesi di abuso d’ufficio in concorso con altri funzionari della Provincia e dell’Arpa. Luperti, invece, non procede in tal senso: non nomina un avvocato, non ritiene di farlo neppure quando in Procura ci va per querelare Emiliano per diffamazione. Lo fa solo nella giornata di ieri, quando hanno bussato alla porta della sua abitazione i finanzieri per procedere alla perquisizione.

Solo da ieri, quindi, ha un difensore, l’avvocato Massimo Ciullo. E sempre da ieri è diventato “pubblico” il suo status di indagato, in ogni caso non intende rinunciare alla ricandidatura. Dal suo appartamento sono stati portati via due computer, documenti su carta e qualche cd: lui stesso ha messo a disposizione i file sulla “Bozza del Pug”, questi ultimi già in possesso dei magistrati dopo la denuncia di Goggi a cui fece seguito quella del Comune. Quanto a Indini, il funzionario è finito tra gli indagati in veste di responsabile di alcuni procedimenti dell’Urbanistica.

Il percorso dello shuttle-3Ma la Procura non si sarebbe fermata qui. Non all’assetto del territorio, dal momento che avrebbe iniziato a spostare l’attenzione sui Lavori Pubblici. Anche in questo caso si tratta di ipotesi legate a una considerazione che rimanda alle perquisizioni a Perugia di cui si è appreso solo nella serata di ieri, negli uffici della Tps. Il nome della società è venuto a galla dalla documentazione legata allo shuttle, opera finanziata con fondi Cipe, contestata allora come ora in maniera trasversale, per quale c’è stata l’aggiudicazione della gara.

In una situazione simile, non è escluso che vi siano altre azioni, nuovi avvisi di garanzia.  Il prossimo passo certo sarà il conferimento di un incarico per la perizia allo scopo di raccogliere e leggere i file informatici su computer, tablet e telefonini. Per gli smartphone è stato fatto già ieri il back-up allo scopo di ridurre i tempi di attesa.

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