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Il sindaco Mimmo Consales: assediato

Il sindaco Mimmo Consales: assediato

Comune: manca il diciassettesimo per lo sgambetto a Consales

Pronti alle dimissioni Colella, Pagliara e Di Noi: tira & molla con il sindaco. Altra nottata di riflessioni, domani aggiornamento. Antonica: “Resto alla finestra a guardare”. E intanto stamattina ha incontrato i tre. D’Attis, Oggiano e Rossi: “Situazione opaca, farebbero bene a chiarire cosa vogliono fare: Brindisi ha bisogno di tornare alle elezioni”

BRINDISI – Ore al cardiopalma oggi tra Palazzo di città e Palazzo Nervegna, dove sui tavoli paralleli delle opposizioni e della maggioranza di centrosinistra si è arrivati a quota sedici: mancherebbero il nome e la firma del consigliere comunale numero 17, numero che vuole dire scacco matto al sindaco Mimmo Consales, caduta dell’amministrazione a cui il Pd riconosce solo un appoggio esterno e ritorno alle urne in primavera.

A giocare la partita non sono solo i contestatori per definizione politica, ossia i consiglieri di Fi Mauro D’Attis, Cosimo Elmo, Pietro Guadalupi, vice presidente del Consiglio, Pietro Santoro; di Futuro e Libertà Antonio Pisanelli, di Brindisi Avanti Veloce Ilario Pennetta, della Regione Salento Mpa Giampiero Pennetta, de La Puglia prima di tutto Massimiliano Oggiano, di Sviluppo e Lavoro Giovanni Brigante, di Sì Democrazia Roberto Fusco e di Brindisi Bene Comune Riccardo Rossi. Sono undici e sono compatti nel chiedere il ritorno al voto. Non da oggi, né da ieri.

Possono contare sulle contestazioni di chi si è dichiarato indipendente dal centrosinistra negli ultimi mesi, come Francesco Cannalire di Api, Francesco Renna, ex Pri ora Brindisi di Tutti, e ancora Antonio Elefante ex segretario cittadino del Pd. Sarebbero pronti a firmare. E si arriva a 14.

La vera novità è rappresentata dal fatto che ci sono tre consiglieri vicini al sindaco che starebbero pensando alle dimissioni:  in questa direzione sembrano andare Maurizio Colella, capogruppo della lista Progettiamo Brindisi, nata per sostenere la candidatura di Consales, ormai rimasto da solo perché Rino Giannace si è proclamato indipendente nell’ultima seduta; Massimo Pagliara del Centro Democratico, dichiaratori di recente scettico di fronte alle ipotesi che il sindaco, in coppia con Marcello Rollo, presideinte dell’Asi, voleva proporre al governo sotto forma di contratto per lo sviluppo d Brindisi e infine Ferruccio Di Noi, ex Sviluppo e Lavoro, approdato nella lista Brindisi di Tutti con Francesco Renna, molto vicino all’assessore al Bilancio, Carmela Lo Martire, tanto da sostenerla alle ultime regionali nella lista di Michele Emiliano.

Con i tre si arriva al numero fatidico di 17. Ma dai tre la conferma sperata non è arrivata e difficilmente arriverà in serata. Si dice che le dimissioni siano legate a motivi personali più che politici e che comunque nessuno dei tre voglia avere sulla coscienza la dichiarazione di morte dell’amministrazione. E allora? Si prende tempo. Sarà una notte come quella dell’Innominato di manzoniana memoria?  E’ tutto work in progress, lavori in corso che nessuno sa quando e come finiranno.

Il sindaco oggi ha dato dimostrazione di resistenza di fronte alla turbolenza che inizialmente, per lo meno tra la tarda serata di ieri e le prime ore della mattinata odierna, secondo alcuni sembrava prossima al naufragio. In effetti la nave è ancora a rischio e Consales è costretto a fare i conti  con una sorta di ammutinamento in atto.

Tutti e tre gli ipotetici dimissionari, stamattina hanno incontrato il commissario cittadino del Pd, Sandra Antonica, sicuramente interessata alle sorti del Comune visto che proprio lei ha dichiarato più volte che il Partito democratico (che rappresenta) si limita a un appoggio esterno all’amministrazione, da quando le segreterie regionali e provinciali hanno chiesto al primo cittadino l’azzeramento della giunta, passando dalle dimissioni dei due assessori espressione del partito, vale a dire Pasquale Luperti all’Urbanistica e Antonio Monetti all’Ambiente. Il motivo, come si ricorderà, è la scarsa incisività dell’azione amministrativa in due settori importanti per la vita della città.

Cosa è emerso dall’incontro? “Intanto va chiarito che sono stata io a chiedere un confronto con i tre”, specifica Antonica che ad onor del vero non menziona i consiglieri. “Ho saputo che c’era in atto questa iniziativa delle opposizioni che hanno fatto il loro dovere e ho saputo anche che c’erano alcune persone elette nelle liste di maggioranza, pronte a dimettersi: volevo avere certezze e soprattutto capirne le motivazioni”. Ma a quanto pare i perché del cambio di rotta dei tre, non sarebbero ancora chiari: “Non posso dire nulla, la decisione è solo loro, come Pd non posso fare altro che restare alla finestra a guardare l’evolversi della situazione”.

Faranno lo stesso Michele Emiliano e Maurizio Bruno così come tutti i big dei partiti di centrodestra ai quali Consales resta un sindaco indigesto e per i quali non è del tutto chiaro quello che sta accadendo nei rapporti fra i tre consiglieri e il sindaco che questa mattina ha comunque portato avanti gli appuntamenti istituzionali in agenda: “Sembra tutto opaco”, dice Mauro D’Attis, di Fi, leader dell’opposizione essendo stato in competizione diretta con Consales alle elezioni di maggio 2012, quando si presentò come vice sindaco uscente dopo le dimissioni per motivi di salute di Domenico Mennitti.

“Ci sono consiglieri che si dicono pronti alle dimissioni, ma poi non assumono decisioni e prendono una posizione netta, a differenza di quello che abbiamo sempre fatto noi”, dice. “Per noi non ci sono le condizioni per andare avanti, l’unica via d’uscita è il ritorno alle elezioni. Più trasparenti di così, non possiamo essere”.

“La situazione è nebulosa”, conferma Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune. “Il problema è arrivare insieme al risultato, noi con le firme e loro con le dimissioni. Ma sbaglia chi parla di regia della minoranza che per definizione non ha i numeri per mandare a casa nessuno. La differenza la stanno facendo quelli del centrosinistra: bisogna vedere fino a che punto avranno il coraggio delle loro azioni”.

In effetti se le dimissioni di Colella, Pagliara e Di Noi dovessero arrivare, è necessario che arrivino assieme alla raccolta firme dell’opposizione. Non prima e neppure dopo. Lalegge parla di contestualità. E allora punto e a capo.

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