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Comune, revoca staff di supporto: i due dirigenti in Tribunale

Ricorso di Angelo Roma e Costantino del Citerna dopo l’ordinanza della sindaca Carluccio con cui è stata cancellata la delibera di Antonino risalente al 2001: “Decisione illegittima, si è arrogata il potere di modificare il rapporto tra organo politico e struttura”. La prima cittadina: “Speso un milione di euro, ora risparmio di 50mila l’anno”

BRINDISI – Finisce in Tribunale, davanti al giudice del lavoro, la revoca dello staff di supporto del Comune di Brindisi costituito nel 2001 dall’ex sindaco Giovanni Antonino e rimosso dall’attuale prima cittadina Angela Carluccio: i due ex componenti, Angelo Roma e Costantino del Citerna, hanno impugnato l’ordinanza chiedendo la condanna dell’Ente, anche alle spese legali.

Angelo ROMACostantino Del Citerna-2I dirigenti, entrambi a tempo indeterminato dopo aver vinto il concorso, hanno presentato ricorso contro il provvedimento firmato da Angela Carluccio il 27 giugno scorso, subito dopo la proclamazione, con il quale è stata rivista l’organizzazione interna del Palazzo andando anche a redistribuire la direzione dei settori. Il legale che rappresenta entrambi, il cassazionista Angelo Roma di Ostuni (omonimo del dirigente), sostiene che a Del Citerna sia stato “sottratto il ruolo di vice segretario generale, limitandolo all’incarico di dirigente del servizio Affari generali da cui però sono state sottratte alcune funzioni, come Gare e contratti” e che all’altro sia stato “sottratto quello di dirigente del settore Gabinetto-Programmazione economica” destinandolo alla direzione del settore Ufficio del Consiglio comunale e dei servizi Turismo, Teatro, Cultura e Beni monumentali.

L’atto è stato notificato nei giorni scorsi al Comune di Brindisi che potrà costituirsi nel giudizio per “resistere” di fronte alle richieste dei due dirigenti, secondo i quali “la sindaca si è arrogata il potere di modificare il rapporto tra organo politico e dirigenza di ruolo”.  Per questo l’ordinanza è stata ritenuta “illegittima” spiegando anche che non è possibile vincolare la durata degli incarichi a quella del mandato politico del sindaco, come sottolineato dalla recente giurisprudenza e dalla dottrina.

In particolare, l’avvocato ha sottolineato che c’è stata una “modifica in maniera apodittica e del tutto a-procedimentale della struttura organizzativa” con la cancellazione dello staff di supporto, tenuto a battesimo da Antonino sindaco 15 anni addietro e sopravvissuto nel tempo”. Anche perché “hanno continuato a svolgere le funzioni ad oggi, dopo la soppressione”, essendo stati “convocati a partecipare a riunioni per fornire ausilio tecnico su temi come, ad esempio, la mobilità urbana, i rifiuti e diverse urgenze urbanistiche che esulano del tutto dalle competenze specifiche riguardanti i settori di rispettiva competenza”. In via istruttoria, il legale ha chiesto di “ammettere come prova testimoniale” l’ascolto dell’ex segretario generale Paola Giacovazzo e Mirella Destino dirigente del settore Servizi finanziari.

Dal Comune, al momento, resta valido il contenuto del comunicato spedito all’epoca dal portavoce della sindaca: “Lo staff, rimasto attivo ininterrottamente per 15 anni prevedeva un ulteriore compenso annuale di 25mila euro per ognuno dei due dirigenti nominati e ha comportato all’Amministrazione comunale l’esborso complessivo di poco meno di un milione di euro, dal 2001 a oggi”, è stato scritto nella nota.  “La decisione è stata presa in linea con la politica di risparmio delle risorse pubbliche decisa dalla sindaca Angela Carluccio e nel quadro del mutato assetto dirigenziale determinato con il provvedimento sindacale del 27 giugno scorso.”

“La progressiva diminuzione del numero dei dirigenti a tempo indeterminato- si legge ancora nella nota- con l’attribuzione di incarichi di direzione e gestione di più settori, rende non più necessaria la funzione di impulso e ausilio attribuita a un ristretto gruppo d’azione individuato nei due dirigenti che hanno costituito il team sin dalla sua creazione. La struttura di Staff di Supporto non è dunque più rispondente all’organizzazione e all’assetto dirigenziale del Comune di Brindisi che in questo modo risparmierà 50mila euro all’anno”. Adesso la parola passa al Tribunale di Brindisi

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