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Cavi scoperti, il consorzio replica ai consiglieri: "Attacchi palesemente falsi"

Riceviamo e pubblichiamo una nota di risposta al comunicato dei consiglieri comunali di minoranza di Carovigno, sulla questione dei cavi scoperti nell'area della parte attrezzata della spiaggia di Pennagrossa

Riceviamo e pubblichiamo una nota di risposta del consorzio di Torre Guaceto al comunicato dei consiglieri comunali di minoranza di Carovigno, sulla questione dei cavi scoperti nell'area della parte attrezzata della spiaggia di Pennagrossa. 

Apprendiamo da nota stampa a firma dei consiglieri di minoranza in seno al Consiglio comunale di Carovigno (socio del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto) Massimo Lanzillotti, Marzia Bagnulo e Vincenzo Radisi, debitamente rilanciata dal cittadino Elio Lanzillotti, che l’ennesimo atto intimidatorio subito dall’ente sarebbe una macchinazione del Consorzio stesso e l’evidenza di un’incapacità gestionale della Riserva.

Quanto scritto è palesemente falso. I cavi sarebbero esposti fin da aprile, lo urlano i consiglieri attraverso un comunicato stampa e Lanzillotti con post sui social. Ci dispiace che il signore non abbia contenuti più interessanti da pubblicare sulla propria bacheca.

Se fosse vero quanto riportato dai su detti, vorrebbe dire che gli eventi organizzati dall’ente gestore e associazioni ambientaliste da aprile a oggi proprio in quei luoghi si sarebbero svolti a fili esposti e che tutti, in preda a cecità temporanea non avrebbero notato alcunché. Vorrebbe dire che gli uomini delle forze dell’Ordine che assiduamente controllano l’area protetta sono tanto incapaci da non aver mai notato nulla.

Significherebbe che una foto in cui si mostra il pozzetto, punto d’uscita dei famigerati cavi che al momento del posizionamento estivo del bar movibile viene aperto al fine del collegamento della struttura all’energia elettrica, è stato scoperchiato (infatti si nota il materiale lapideo accantonato) per mostrare ciò che non esiste, e dare sfogo a menti affamate di notorietà e che anelano alla distruzione dell’ente che protegge Torre Guaceto.

Per aggiungere assurdo all’assurdo, i consiglieri su citati tentano di misurare il valore della governance della Riserva Naturale dello Stato da alcuni cavi scoperti, circostanza avvenuta a seguito dell’ennesimo atto criminale compiuto ai danni di Torre Guaceto.

Ormai non ci stupiamo più di nulla. Gli attacchi, infondati e che si basano sul falso, che si succedono quotidianamente non sono più tollerati. A oggi è possibile notare a occhio nudo un preciso disegno illecito, con regia ormai nota, che sottende ai vari attacchi ai quali, purtroppo, oltre ai soliti noti, si prestano spesso anche soggetti inconsapevoli di fare il gioco di chi ha interessi illeciti sulla Riserva.  

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