Cronaca

"Pronto soccorso al collasso, eppure le soluzioni ci sarebbero"

Le proposte avanzate dal sindacato NurSind per ridurre i disagi nei pronto soccorso degli ospedali della provincia di Brindisi

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del segretario territoriale del sindacato NurSind (sindacato delle professioni infermieristiche) sui disagi che si vivono quotidianamente nei pronto soccorso della provincia di Brindisi. 

La vicenda di Nola è un perfetto esempio delle inefficienze in sanità le cui conseguenze si scaricano su tutti, pazienti ed operatori sanitari, tranne che su chi é il vero responsabile, ovvero chi pianifica e quindi attua politiche di tagli senza una reale progettualità.
I nostri pronto soccorso sono definiti dai nostri concittadini nei più svariati modi, da eterni gironi danteschi, a lazzaretti, dove spesso si genera violenza verso gli operatori che si ritrovano ad operare in condizioni disumane.

Basti pensare alle condizioni in cui versano i pronto soccorso della provincia a cominciare dal sovraffollamento del “Perrino” e alla mancata attivazione del triage in quel di Francavilla Fontana. Basti pensare anche alla situazione, più volte segnalata, in termini di sicurezza
personale, in particolare nei turni di notte.

Ospedali a corto di posti letto ed una rete territoriale inesistente sono i motivi principali del sovraffollamento; eppure le soluzioni ci sarebbero, così come suggeriscono molte società scientifiche fra cui la Società italiana di Medicina di Emergenza e di Urgenza(Simeu). Tra le
soluzioni proposte, una di queste, contenuta nel “Piano di gestione del sovraffollamento dei Pronto soccorso” è l’istituzione del “bed management”, una figura incaricata di gestire al meglio i posti letto disponibili in ospedale, oppure la “discharge room”, una stanza per far
sostare i malati che vengono dimessi in giornata, in modo da liberare letti per chi attende in barella, oppure l’istituzione dell’infermiere di famiglia che può avere un ruolo fondamentale lungo tutto l'iter assistenziale dalla promozione della salute, alla prevenzione della malattia, alla riabilitazione, all'assistenza dei malati terminali.

Le soluzioni ci sono, eppure non vengono messe in atto. Gli infermieri sono solidali con i cittadini/utenti se il sistema scarica sui pronto soccorso molti problemi sanitari e sociali che dovrebbero essere presi in carico altrove. Gli infermieri sono solidali con i cittadini/utenti se devono essere trattenuti in barella per ore o giorni, in particolare con i più anziani e fragili, in pronto soccorso sovraffollati dove non è
possibile garantire al meglio sicurezza, tempestività, equità e rispetto della dignità personale. Gli infermieri sono solidali con i cittadini/utenti se gli spazi fisici sono carenti e la tecnologia di supporto spesso mal funzionante.

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