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Concorso per due dirigenti al Comune, rischio ricorsi dei non ammessi

L’ordine degli Architetti chiede riapertura termini: “Bando solo per esami, esclusi i titoli, e requisiti poco chiari”

BRINDISI – Rischio di ricorsi dopo il bando indetto dal Comune di Brindisi allo scopo assumere due dirigenti dell’area tecnica, a tempo pieno e indeterminato. Perché l’ordine degli Architetti ha chiesto la riapertura dei termini dopo aver posto due eccezioni: una legata all’esclusione di professionisti con esperienza in ambito privato e non pubblica e l’altra relativa alla mancata valutazione dei titoli, non previsti nell’avviso, la cui graduatoria sarà stilata  unicamente tenuto conto del voto delle prove d’esame.

Le domande e le eccezioni

lo stemma del Comune di BrindisiI dubbi, sotto forma di interrogativi, sono stati consegnati a Palazzo di città lo scorso 14 maggio, nella nota firmata dal presidente Serena Chiarelli e dal segretario Pietro Calabrese, dopo aver sentito il consiglio dell’ordine  degli architetti, paesaggisti e conservatori della provincia di Brindisi. O meglio, sono stati sollevati per la seconda volta al Comune, all’attenzione del dirigente del settore Politiche per personale, perché agli atti dell’Ente risulta una prima lettera datata 13 febbraio scorso.

I cinque anni

In questo caso era stato chiesto se fossero ammesse o meno “domande di partecipazione da parte di professionisti che avessero prestato servizio come dipendenti di enti privati, per almeno cinque anni, in una posizione funzionale per l’accesso alla quale è richiesto il diploma di laurea”. A distanza di sette giorni, la risposta del Comune, secondo cui il bando era (e resta) aperto “solo ai soggetti che avessero maturato cinque anni di servizio, in qualità di dipendente di ruolo presso Pubbliche Amministrazioni”. Di fatto, quindi, sono stati esclusi “non solo coloro i quali hanno maturato i cinque anni in enti privati” ma anche quanti hanno maturato in enti pubblici meno di cinque anni.

L’ordine degli Architetti continua a sostenere che “anche i dipendenti a tempo determinato, in possesso dei requisiti del quinquennio e del titolo di studio”, possano partecipare al concorso, stando al testo della determinazione adottata il 18 aprile dal dirigente delle Politiche per il personale del Comune di Brindisi. “E’ immediato pensare come tale circostanza possa aver determinato un vulmus per coloro che, a tempo determinato, non hanno conseguentemente presentato domanda di partecipazione”.

L’esclusione dei titoli

L’Ordine, quindi, è tornato a sollevare il dubbio “per spirito di collaborazione” anche perché è ritenuto quanto mai concreto il rischio di “azioni di carattere giudiziario”, sotto forma di ricorsi in Tribunali: “Possono finire con l’inficiare il prosieguo del concorso e la definizione auspicata degli assetti funzionali e amministrativi del Comune”. Presidente e segretario si sono detti comunque “certi che l’Ente saprà trovare le più idonee soluzioni, ivi comprese la riapertura dei termini di presentazione delle domande di partecipazione”.

In tal modo, stando a quanto si legge nella nota dell’Ordine, sarà possibile consentire “una più ampia partecipazione che è segno di efficienza e trasparenza”, il tutto a “dimostrazione di una esigenza di competenze professionali e culturali, se il concorso avesse visto una valutazione dei soggetti ammessi per titoli e per esami”. Ecco, quindi, il secondo dubbio sollevato. In altri termini, per quale motivo, non c’è stato alcun riferimento ai titoli, a differenza di quanto avviene solitamente nei casi in cui ci sono concorsi indetti da Pubbliche amministrazioni?

Le prove scritte

Da Palazzo di città, intanto, è stato reso noto che “il plico contenente gli elaborati della prima prova scritta che sarà sigillato al termine della prova prevista per il prossimo 24 maggio 2018, verrà dissigillato in seduta pubblica  venerdì 25 maggio, al termine della seconda prova scritta, sempre al Comune in piazza Matteotti, onde procedere alla correzione dei relativi elaborati”. La selezione, quindi, procede ma resta il punto interrogativo legato a possibili ricorsi.

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