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Marijuana al gelsomino nei tubolari del gommone: condannati sei brindisini

La pena più alta per Maurizio Lasalvia: sei anni, 5 mesi e 20 giorni. Gli imputati, giudicati in abbreviato, furono arrestati dai carabinieri il 17 novembre 2018. Via Sms ordinavano pollo e prosecco

BRINDISI – Pollo e prosecco ordinati via Sms per l’accusa non sarebbero stati altro che cocaina destinata al mercato di Brindisi e provincia, in aggiunta alla marijuana al gelsomino nascosta nei tubolari del gommone per farla arrivare dall’Albania. L’impostazione della Procura è stata confermata dal Tribunale con condanna dei sei brindisini arrestati il 17 novembre 2018, per spaccio con l’aggravante delle ingenti quantità.

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La sentenza

La pena più alta è arrivata per Maurizio Lasalvia: sei anni, cinque mesi e venti giorni più 24mila euro di multa, a conclusione del processo con rito abbreviato dinanzi al gup Valerio Fracassi. Sei anni di reclusione sono stati inflitti a Cesare Iaia, più 20mila euro di multa. Tre anni e quattro mesi più seimila euro per Maurizio Ferrero; tre anni e sei mesi più 4.400 euro per Cosimo Damiano Laporta.

Condannata a quattro anni e quattro mesi più 20mila euro per Pierpaolo Maiorano e a due anni, cinque mesi e seimila euro per Mattia Pano. A quest’ultimo sono stati riconosciuti i benefici della sospensione della pena e della non menzione.

La difesa

Le motivazioni saranno depositate nel termine di 30 giorni. Gli avvocati difensori hanno già anticipato il ricorso in Appello. Per Ferrero, l’istanza sarà depositata da Vito Epifani; per Laporta da Daniela D’Amuri; per Pano da Tommaso Valente e per tutti gli altri da Ladislao Massari.

Gli imputati, stando al dispositivo, sono stati dichiarati interdetti dai pubblici uffici per cinque anni. Il gup, inoltre, ha disposto l’applicazione della libertà vigilata per un anno.

foto droga gommone gelsomino-4

I diffusori al gelsomino

Le indagini, tenute a battesimo con il nome  Offshore, sono state condotte dai carabinieri della compagnia e del comando provinciale di Brindisi. Le cessioni documentate sono 40, partendo dalla scoperta, il 4 luglio 2018, di 250 chili di marijuana nei tubolari del gommone. Per coprire l’odore e beffare il fiuto dei cani antidroga, erano stati posizionati dei diffusori per ambiente, al gelsomino. La droga, se immessa sul mercato, avrebbe portato a un guadagno di almeno ventimila euro.Il trasbordo della droga dallo scafo proveniente dall'Albania a quello dei brindisini avveniva al largo di Otranto.

Le intercettazioni

Fonti di prova, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, sono state ritenute le intercettazioni telefoniche, per lo più dei messaggi: per l’approvvigionamento di  un chilo di cocaina si parla di “un pollo intero”, mentre per  richiedere le dosi la frase convenzionale utilizzata era “il motore 350 mi serve, ti faccio uno squillo appena parto”.

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