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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Straniero residente a Brindisi condannato: la Francia torna a reclamare l'estradizione

Nuovo capitolo di un tortuoso iter giudiziario che da anni coinvolge un afghano, titolare di un'attività commerciale. La Corte d'Appello, per il momento, lo lascia libero, dopo la condanna per ricettazione

BRINDISI – La Francia continua a “reclamare” un commerciante originario dell’Afghanistan, residente a Brindisi. Si tratta di un 34enne che da anni è al centro di un tortuoso iter giudiziario segnato da un’inchiesta sul furto e la ricettazione di telefonini, richieste di estradizione e pronunciamenti sia della corte d’appello che della Cassazione. Il migrante è assistito in questa odissea giudiziaria dall’avvocato Daniela D’Amuri.

L’ultimo round del contenzioso con i transalpini era stato vinto dal 34enne, che lo scorso 7 dicembre aveva ottenuto il rigetto, da parte della Corte d’appello di Lecce, di un mandato di arresto europeo richiesto dalla magistratura francese. Ma per lo straniero non è ancora finita. Nei giorni scorsi è stato infatti emesso un nuovo mandato di arresto, accompagnato da una condanna a sei anni di reclusione per il reato di ricettazione. Nella giornata di ieri (martedì 21 maggio) il presidente della Corte d’appello di Lecce, come giudice unico, ha convalidato l’arresto ma contestualmente ha messo in libertà il 34enne, rinviando il giudizio davanti alla Corte d’appello collegiale, che si esprimerà il prossimo 4 giugno.

L’uomo è coinvolto in una vicenda riguardante il furto di alcuni telefonini, commesso in Francia. Il reato è stato contestato ad alcune persone originare della Romania. Uno dei telefonini rubati è stato rintracciato a Brindisi, proprio presso il negozio del 34enne. Il 24 maggio 2022, l’afghano viene condotto in carcere con l'accusa di partecipazione a una associazione dedita alla ricettazione di telefoni. Due giorni dopo, a seguito dell’interrogatorio di garanzia, ottiene gli arresti domiciliari.

Da quel momento inizia una lunga sequela di udienze. Il procedimento approda fino alla Corte Europea di Lussemburgo, che si pronuncia in favore del 34enne. I giudici stabiliscono che le norme che regolano la materia (la legge 69 del 2005) e in particolar modo i principi in esso affermati (della residenza, radicamento e del buon reinserimento sociale), esplicitamente indicati per i cittadini della comunità europea, in assenza di un esplicito riferimento, debbano ritenersi applicabili anche ai cittadini extracomunitari e quindi in questo caso a un cittadino afghano.

Poi è arrivata la decisione della Corte d’appello di Lecce, che lo scorso dicembre ha stoppato l’istanza di estradizione. Adesso la palla torna alla corte salentina, che il 4 giugno dovrà esprimersi sulla nuova richiesta di estradizione. 

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