Cronaca

“Atti sessuali su chierichetti”: don Giampiero condannato a 3 anni e 8 mesi

L'ex parroco della chiesa di Santa Lucia è ai domiciliari in una comunità. La sentenza con rito abbreviato: pena ridotta di un terzo. Parte civile un ragazzino che all'epoca aveva 10 anni. Del prete si occuparono Le Iene di Mediaset

BRINDISI –  Don Giampiero Peschiulli è stato condannato a tre anni e otto mesi con l’accusa di atti sessuali su due chierichetti che all’epoca avevano meno di 14 anni: la sentenza è arrivata nel primo pomeriggio di oggi, 28 gennaio, al termine del rito abbreviato con cui l’ex parroco della chiesa di Santa Lucia è stato giudicato. Rito che gli ha permesso di ottenere lo sconto di un terzo della pena.

Il parroco è stato giudicato dal gup Giuseppe Licci, il quale ha concluso con quattro mesi in più rispetto alla richiesta che era stata invocata dal pubblico ministero Giuseppe De Nozza, pari a tre anni e quattro mesi.

Nel processo uno solo dei due chierichetti si è costituto parte civile chiedendo il risarcimento dei danni che dovranno essere quantificati in sede civile.

L’imputato, in occasione della scorsa udienza, ha respinto le accuse sostenendo di essersi limitato a dimostrare il proprio affetto nei confronti dei ragazzini che all’epoca avevano dieci anni, con abbracci e carezze. Nulla di più. Attualmente è ristretto ai domiciliari in una comunità di recupero che ospita sacerdoti e che si trova al Nord.

Secondo l’accusa avrebbe agito con “violenza e abusando dell’autorità morale e religiosa connessa con l’essere il parroco della Chiesa di Santa Lucia e della Santissima Trinità di Brindisi, costringendo il suo chierichetto a subire per cinque anni plurimi atti sessuali che generalmente venivano imposti o poco prima di servire la messa o poco dopo, nella sacrestia”.

Le testimonianze di entrambi i ragazzi sono state acquisite secondo la formula dell’incidente probatorio e confermano quanto accertato in fase di indagine dai carabinieri del Norm di Brindisi, ai quali il pm ha delegato anche il sequestro del computer in uso al prete. Sul pc sono state trovate foto ritenute utili a descrivere il comportamento del prete, definito dal pm come “deviato, caratterizzato da una inclinazione a cercare approcci sessuali nei minorenni di sesso maschile”.

A dare l’input all’inchiesta fu un servizio realizzato dalla trasmissione Le Iene, in onda su Italia Uno, a firma dell’inviato Giulio Golia che a Brindisi arrivò con alcuni attori per incontrare il sacerdote dopo aver ricevuto una mail tra aprile e maggio 2014, nella quale una “persona residente in città riferiva di essere stata vittima di avance sessuali di Peschiulli”. Le Iene lo chiamarono il prete “pomicione”. Quando tornarono per chiedere spiegazioni lui si chiuse in sacrestia e chiamò il 112, mentre su Facebook si registrò una valanga di commenti. 

Di seguito la nota della Curia di Brindisi sulla condanna di don Gianpiero

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