Spaccio di cocaina a domicilio: condannato a un anno e 8 mesi

E’ stato condannato ad un anno e otto mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena (di cui aveva già beneficiato in passato per altri fatti), e inoltre a 8mila euro di multa e al pagamento delle spese processuali

La cocaina sequestrata a Cavallone nel febbraio scorso

SAN PANCRAZIO SALENTINO – E’ stato condannato ad un anno e otto mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena (di cui aveva già beneficiato in passato per altri fatti), e inoltre a 8mila euro di multa e al pagamento delle spese processuali, l’operaio 39enne Filippo Cavallone, di San Pancrazio Salentino, che il 19 febbraio scorso era stato arrestato in flagranza del reato di spaccio dai carabinieri della stazione del suo paese, che lo avevo pedinato sino a Torre Lapillo, sospettando proprio che svolgesse attività di cessione di sostanze stupefacenti.

Il pm di udienza aveva chiesto una condanna a due anni e a 3mila euro di multa; il difensore di Cavallone, l’avvocato Pasquale Morleo, del Foro di Brindisi, ne aveva invece chiesto l’assoluzione, e in subordine l’applicazione dell’articolo 131 del codice penale (tenuità dell’importanza del fatto), e il minimo della pena. Il processo si è svolto con rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare di Lecce, Alcide Maritati. Nel calcolo della pena è stata applicato il previsto sconto di un terzo.

Cavallone era stato trovato in possesso di otto cipollotti di cocaina, uno dei quali fu sequestrato al cliente rifornito a domicilio dall’imputato, in una villetta di Torre Lapillo. La successiva perquisizione dell’auto di Cavallone condusse al ritrovamento di altri sette cipollotti, per complessivi 4 grammi di coca, ma con un grado di purezza – stabilì la perizia – del 96 per cento, quindi se ne sarebbero potute ricavare almeno 23 dosi dopo il taglio.

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I carabinieri, che si erano appostati non appena Cavallone si era fermato con l’auto davanti alla casa dove doveva consegnare la droga, intervennero subito dopo lo scambio cocaina-denaro. Cavallone non cercò di negare che la droga fosse sua. A casa fu rinvenuto materiale per il confezionamento delle dosi assolutamente compatibile con gli involucri sequestrati nel servizio dei carabinieri a Torre Lapillo.

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