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Condannato dopo incidente mortale, assolto in Appello

Sotto processo un autista di mezzi pesanti: in primo grado, pena di un anno di reclusione e sospensione della patente

BRINDISI - Un autista di mezzi pesanti è stato assolto in Appello dall'accusa di omicidio colposo, mossa dalla Procura di Brindisi dopo l'incidente stradale nel quale persero la vita marito e moglie e rimase ferita la figlia: la Corte di Lecce ha concluso che il "fatto non sussiste", ribaltando la sentenza pronunciata, in abbreviato, dal gup che aveva affermato la responsabilità penale dell'imputato e lo aveva condannato alla pena di un anno di reclusione, con sospensione della patente e pagamento dei danni alle parti civili.

La sentenza riconosce l'estraneità ai fatti di Pasquale Suma, difeso dall'avvocato Aldo Gianfreda del foro di Brindisi, rispetto alla tragedia della strada avvenuta il 15 dicembre 2009, quando persero la vita i coniugi T.A. e D.C. e rimase ferita la figlia della coppia. Il giudice del Tribunale di Brindisi, pervenne alla condanna dell'imputato dopo tre consulenze tecniche, di cui una collegiale. La Corte di Appello di Lecce, sezione unica, ha recepito i motivi posti a base dell'impugnazione depositata e discussa dal penalista.

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