Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Ostuni

Ristorante e centro sportivo alimentati con energia elettrica rubata

Condannato a 8 mesi di reclusione, pena patteggiata, il gestore di un ristorante con annessi impianti sportivi di contrada Chianchizzo, a Ostuni, arrestato dai poliziotti del commissariato locale dopo un sopralluogo condotto assieme ai tecnici dell'Enel

OSTUNI - Condannato a 8 mesi di reclusione, pena patteggiata, il gestore di un ristorante con annessi impianti sportivi di contrada Chianchizzo, a Ostuni, arrestato dai poliziotti del commissariato locale dopo un sopralluogo condotto assieme ai tecnici dell'Enel sulla base di accertamenti condotti attraverso il sofware di rilevamento delle utenze utilizzato dalla società elettrica. Le verifiche avevano indicato una evidentissima anomalia. Infatti, da anni, la struttura veniva alimentata di energia attraverso un allaccio alla rete pubblica che bypassava il contatore, andato in tilt proprio per gli effetti collaterali dei collegamenti realizzati e occultati per frodare Enel.

FOTO 1 CAVO DISCENDENTE DAL TRALICCIO ED INTERRATO-2

I tecnici della società elettrica accompagnati dalla polizia constatavano la presenza di un collegamento alla linea pubblica a monte del contatore,  che che utilizzava una derivazione costituita da quattro cavi bipolari, collegati direttamente su di un interruttore magnetotermico. Il tutto (come mostrano le foto, era stato interrato e ricoperto da uno strato di cemento. Grazie a questo impianto illegale, l'energia elettrica veniva distribuita all'intero centro sportivo e al ristorante-pizzeria, illuminazione esterna compresa.

FOTO 4 CASSETTA INTERRATA CON MAGNETOTERMICO-2

Intanto al gestore pervenivano bollette che al commissariato di Ostuni definiscono "irrisorie", con importi pari ai costi fissi. In cinque anni, secondo le prime stime, il 38enne M.B.Z. avrebbe determinato un danno di 200mila euro circa ad Enel. Processato per direttissima per furto aggravato, e patteggiata la pena, dopo la condanna l'imputato è stato rimesso in libertà ma gli resta un bel conto da saldare con la società elettrica. Ovviamente nel frattempo, come si dice, gli è stata staccata la luce.

La pena applicata è pari a otto mesi, con i benefici della sospensione non menzione, come chiesto dal difensore Francesco Sabatelli, tenuto conto dello status di incensurato. L'attività ha riaperto regolarmente.

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