Sedici chili di droga fra le balle di fieno: condannato un brindisino

Inflitta una pena di due anni e quattro mesi di reclusione al 29enne Donato Mondatore, giudicato con rito abbreviato. La difesa ha fatto cadere l'aggravante dell'ingente quantitativo

BRINDISI – E’ stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, oltre a 10mila euro di multa, un brindisino che nel luglio 2018 fu sorpreso con 16 chili di marijuana nascosti a bordo di un autocarro che trasportava balle da fieno. Il 29enne Donato Mondatore, difeso dagli avvocati Francesco Monopoli e Tommaso Marrazza, è stato giudicato con rito abbreviato. Questo ha comportato la riduzione di un terzo della pena base, pari a tre anni e sei mesi di reclusione.

Mondatore fu fermato intorno alle ore 10.40 del 25 luglio 2018 da una pattuglia della polizia stradale, mentre percorreva la complanare della strada statale 379 che collega Brindisi a Bari. La marijuana, contenente un principio attivo del 10.41 per cento (un quantitativo che sulla base di quanto sostento dalla difesa è al di sotto della soglia prevista da alcune recenti sentenze della Suprema Corte), era confezionata in 42 involucri.

In sede di interrogatorio di convalida dell’arresto il 49enne dichiarò al gip di aver rinvenuto la sostanza stupefacente alcuni giorni prima sul litorale e di averla prelevata e custodita all’interno di un deposito non di sua proprietà. Mondatore inoltre riferì che il giorno dell’arresto doveva restituire al legittimo proprietario le chiavi dell’immobile, ammettendo di aver commesso un errore a prelevare la sostanza stupefacente (nella foto in basso, l'avvocato Francesco Monopoli).

Francesco Monopoli-4

A seguito dell’emissione del decreto di giudizio immediato, la difesa ha formulato istanza di patteggiamento e in subordine di giudizio abbreviato. Nel corso dell’udienza svoltasi il 19 febbraio 2019, il pm ha modificato il capo di imputazione, contestando anche l’aggravante dell’ingente quantitativo, prevista dall'articolo 80 co. 2 Dpr 309/90. Tale aggravante prevede un aumento delle pene dalla metà a due terzi. Nel caso in questione, dunque, Mondatore avrebbe rischiato una condanna fino a sei anni di reclusione. Non solo. L’aggravante dell’ingente quantitativo, ricompreso tra i cosiddetti reati ostativi nell'articolo 4 bis dell'Ordinamento Penitenziario, avrebbe precluso al condannato la possibilità di accedere ai benefici alternativi alla detenzione in carcere, quali l’assegnazione al lavoro esterno, i permessi premio, e tutte le misure alternative alla detenzione.

Ma il giudice Vittorio Testi, in totale accoglimento delle richieste della difesa (già oppostasi alla contestata aggravante nel corso della stessa udienza del 19 febbraio), ha escluso la suddetta circostanza aggravante, infliggendo la pena di due anni e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare in carcere. E’ stata inoltre disposta la confisca dell’autocarro. 

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