Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Conferenza Unesco sui fari italiani: noi ne abbiamo tre, tutti malridotti

In occasione dell’Anno Internazionale della Luce e delle Tecnologie basate sulla Luce, proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Club Unesco Brindisi organizzerà martedì 12 maggio, a Palazzo Nervegna, una conferenza su “Una luce dalla costa - I fari italiani”

BRINDISI - In occasione dell’Anno Internazionale della Luce e delle Tecnologie basate sulla Luce, proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Club Unesco Brindisi organizzerà martedì 12 maggio, a Palazzo Nervegna, una conferenza su “Una luce dalla costa - I fari italiani”. Un appuntamento che celebrerà queste costruzioni, simboli di luce, antichi ( il nome deriva dall’isola egiziana di Pharos dove nel III secolo a.C. venne costruita una torre alla cui sommità ardeva un fuoco, guida per i naviganti che si avventuravano nelle acque paludose della zona) e leggendari.

Il faro di Forte a Mare-2Il faro è quella costruzione che più di tutte rimanda alla luce, che maggiormente sintetizza quello che la luce rimanda nel nostro immaginario: un punto di salvezza, un obbiettivo sicuro che fa da guida a chi ha necessità. Parteciperanno all’incontro, oltre alla presidente del Club Unesco Brindisi, Clori Ostilio Palazzo, il professore Giuseppe Amoruso, docente al Politecnico di Milano, Piero Magnabosco, navigatore a vela e responsabile Edizioni Magnamare e Pierino Corbelli, ultimo farista di Brindisi; ad introdurre gli ospiti il presidente dell’Ordine provinciale degli architetti, Maurizio Marinazzo.

“Durante la conferenza parleremo dei fari presenti sul nostro territorio - spiega a BrindisiReport.it l’architetto Marinazzo - Brindisi, città di mare e crocevia, fin dall’antichità, di traffici marittimi, può vantare numerose costruzioni che hanno fatto da guida nelle notti alle più disparate imbarcazioni. Solo nelle più strette vicinanze si possono contare ben tre fari, da quello presente a Forte a Mare al faro delle isole Pedagne, per finire con quello di Punta Riso. Testimonianze di un passato non troppo lontano e censite dall’Università del Salento come esempi di archeologia industriale. Porteremo il caso del faro del castello alfonsino che il Comune è riuscito a salvare da una demolizione annunciata. Il faro, da anni circondato da impalcature, potrà tornare, dopo un’opera di restauro, alla sua funzione originale”.

Il faro di Punta Riso-2Durante la conferenza sarà possibile ammirare diverse pubblicazioni, illustrazioni e disegni raccolti da Edizioni Magnamare, casa editrice vicentina che ha fatto del mare la pietra angolare delle sue pubblicazioni. “Avremo la fortuna di poter ascoltare l’intervento del professor Amoruso, docente  di Disegno e Rilievo presso la Facoltà del Politecnico di Milano, nato a Brindisi e autore di numerose pubblicazioni tra cui “L’Architettura dei Fari Italiani”, scritta a quattro mani con Cristiana Bartolomei e tradotta anche in inglese. Questa collana rappresenta una guida indispensabile per conoscere i 155 fari presenti sul territorio italiano  - continua il presidente dell’Ordine degli architetti - in più sarà presente anche Pierino Corbelli, per anni farista presso il faro del castello alfonsino, uno degli ultimi rappresentanti di una professione che, complice il progresso tecnologico, è destinata a scomparire per sempre”.

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