Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Puccini, dall'insuccesso alla fama: incontro prima della Butterfly

Il percorso che portò l'opera del compositore lucchese Giacomo Puccini (Lucca 1858-Bruxelles 1924), dall'insuccesso scaligero al trionfo mondiale è stato ripercorso ieri con una conferenza svoltasi mercoledì scorso presso Palazzo Nervegna. La conferenza, intitolata "Madama Butterfly: dall'insuccesso alla fama perenne", una guida all'ascolto dell'opera pucciniana che a Brindisi andrà in scena nel Nuovo Teatro Verdi il 27 aprile 2015, è stata organizzata dall'associazione musicale- culturale Coro San Leucio

BRINDISI - Il percorso che portò l’opera del compositore lucchese Giacomo Puccini (Lucca 1858-Bruxelles 1924), dall’insuccesso scaligero al trionfo mondiale è stato ripercorso ieri con una conferenza svoltasi mercoledì scorso presso Palazzo Nervegna. La conferenza, intitolata “Madama Butterfly: dall’insuccesso alla fama perenne”, una guida all’ascolto dell’opera pucciniana che a Brindisi andrà in scena nel Nuovo Teatro Verdi il 27 aprile 2015, è stata organizzata dall’associazione musicale- culturale Coro San Leucio, presieduta da Antonia Di Totero, la quale ha introdotto l’incontro cui hanno preso parte, come relatori,  il docente di pianoforte presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce, Corrado De Bernart, e il nuovo direttore del Coro arcivescovile San Leucio, il maestro Simonetta De Vincentis.

“Quest’anno nel nostro programma aldilà delle iniziative prettamente musicali abbiamo voluto affrontare delle iniziative di carattere prettamente culturale”, afferma la presidente dell’associazione Coro San Leucio, che ha ricordato il precedente appuntamento svoltosi alla fine di marzo e organizzato per illustrare il Nabucco di Verdi. “All’interno della nostra associazione”- conclude Antonia Di Totero - “abbiamo delle competenze di un certo livello per cui vogliamo anche metterle al servizio di tutti quanti, della città”.

Antonia Di Totero-2Dopo l’introduzione della presidente, il docente di pianoforte Corrado De Bernart, ha quindi esordito con l’analisi degli anni di Madama Butterfly, ossia gli anni tra il 1900 e il 1904. “In questi quattro anni si colloca il momento creativo di questo compositore”, spiega De Bernart, che ha ricordato le precedenti opere di Puccini che gli avevano già procurato la notorietà (Le Villi, Edgar, Manon Lescaut, La Bohème e Tosca) e le diverse città  in Italia e nel resto del mondo in cui andarono in scena i suoi lavori operistici.

De Bernart si è soffermato quindi sulla formazione da operista di Puccini che, provenendo da una famiglia relativamente povera, nei primi anni dell’adolescenza fece l’organista in alcune chiese e suonò il pianoforte nelle osterie e nelle taverne. Puccini riuscì però ad entrare con il massimo dei voti al Conservatorio di Milano con una borsa di studio. Quindi la prima rappresentazione operistica, Le Villi nel 1884 e il primo contratto offertogli da Giulio Ricordi, editore, talent-scout, che darà al compositore un po’ di tranquillità economica.

Il docente ha quindi ricordato il secondo prodotto operistico dell’autore lucchese, Edgar, che però si rivelò un insuccesso e Manon Lescaut, che invece procurerà al compositore un’ incredibile notorietà e ricchezza e dopo la quale arrivarono gli altri due grandi capolavori: la Bohème e Tosca. De Bernart quindi ha ricordato la cosiddetta “triplice alleanza” (la collaborazione, definita ironicamente così da avversari ed amici,  una collaborazione nata tra Puccini, Giuseppe Giacosa e Luigi Illica e dalla quale nacquero i tre grandi capolavori:  Bohème, Tosca e Madama Butterfly) e la metodologia di lavoro del compositore lucchese che, come ricordato dal docente, “continuamente correggeva, chiedeva di cambiare, cambiava completamente, chiedeva di cancellare parti, aggiungere parti, modificare”.

Di seguito De Bernart ha ricordato quelli che furono gli altri due personaggi – chiave della Madama Butterfly: Giulio Ricordi e Giulio Gatti Casazza (soprintendente del Teatro Alla Scala di Milano che riportò il teatro ai vertici dopo un periodo di grave crisi economica) che incoraggiarono la realizzazione di Madama Butterfly, che andò in scena il 17 febbraio 1904 alla Scala con un cast eccezionale formato dal soprano Rosina Storchio e da Giovanni Zenatello, che interpretava il ruolo del tenente Pinkerton. De Bernart ha inoltre ricordato altri tre personaggi legati alla Butterfly, (Cleofonte Campanini, che prese il posto di Toscanini alla Scala di Milano, Adolfo Hohenstein, pittore e incisore che realizzò il bellissimo manifesto della Madama Butterfly, e il regista Tito II Ricordi).

Il docente ha quindi ricordato  l’insuccesso della Scala tra “grugniti, boati e muggiti…” come scrisse Giulio Ricordi nella sua cronaca sulla rivista Musica e Musicisti del 15 marzo 1904  e lo strano momento di soddisfazione collettiva tra il pubblico che lasciò il teatro “contento come una Pasqua e mai si videro tanti visi allegri, gioiosamente soddisfatti come di un trionfo collettivo”.  De Bernart spiega quindi le ragioni di quell’insuccesso: la suddivisione dell’opera ( che nella prima stesura durava circa due ore e mezza)  in due atti (il primo atto di circa 45-50 minuti e il secondo tutto il resto del tempo, questo perché il primo atto si svolgeva secondo tempi occidentali  mentre il secondo su tempi orientali), i richiami naturalisti presenti nell’opera e la rivalità tra Giulio Ricordi ed Edoardo Sonzogno. De Bernart ha concluso la sua relazione mostrando alcuni momenti del film di Frédéric Mitterrand, ministro della Cultura francese sino al 2012, intitolato “Madame Butterfly” del 1995.

Corrado De Bernart e Simonetta De Vincentis-2Il nuovo direttore del Coro San Leucio, il maestro Simonetta De Vincentis,  ha invece proposto un’analisi prettamente musicale dell’opera, partendo dal primo ingresso in scena del coro formato dalle fanciulle che accompagnano Cio-Cio-San all’incontro con lo sposo e che, come spiegato dal Maestro, celebra anche la nazione stessa perché nel “testo affidato al coro risuonerà la bellezza del paesaggio nipponico” al coro a bocca chiusa dell’Atto secondo. La conferenza è terminata con l’annuncio da parte del presidente dell’associazione Coro San Leucio riguardante il prossimo appuntamento previsto per il 23 aprile presso l’ex convento Santa Chiara e nel quale sarà ospite il giornalista Fabio Zavattaro che presenterà il suo libro “Stile Bergoglio, effetto Francesco”.

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