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"Persone provate e impaurite dalle minacce del giudice Galiano"

Alcuni aspetti dell'inchiesta che ha scosso il tribunale di Brindisi illustrati dal procuratore capo di Potenza, Francesco Curcio

BRINDISI – “Il dottor Galiano venne trasferito in altra sezione del tribunale. Questo dà l'idea di una magistratura brindisina che non era complice di questo soggetto, anche se nella prima fase notiamo come l’attività di sorveglianza non sia stata adeguata”. Il procuratore capo di Potenza, Francesco Curcio, ha incontrato stamattina (venerdì 29 gennaio) la stampa per spiegare come è nata e come si è articolata l’inchiesta che ha scosso il tribunale di Brindisi, sfociando nell’arresto del giudice Gianmarco Galiano, ritenuto figura centrale di un presunto sistema corruttivo che avrebbe coinvolto diversi professionisti della provincia di Brindisi e altri due magistrati (indagati a piede libero).

La conferenza stampa si è svolta presso il tribunale di Potenza, in presenza anche del comandante provinciale della Guardia di finanza di Brindisi, il colonnello Nicola Bia, e del comandante del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Brindisi, tenente colonnello Gabriele Gargano. Gli arresti, come noto, sono stati eseguiti ieri mattina, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale lucano, competente per giurisdizione sui magistrati del tribunale di Brindisi. Oltre a Gianmarco Galiano, prima in servizio presso la sezione distaccata di Francavilla Fontana del tribunale di Brindisi e successivamente presso la sezione fallimenti ed esecuzioni del tribunale del capoluogo, dalla quale è stato poi trasferito, altre due persone sono state condotte in carcere: Oreste Pepe Milizia, commercialista di Francavilla Fontana, e Massimo Bianco, amministratore della ditta Soavegel, con sede a Francavilla Fontana, operante nel settore della produzione e vendita all’ingrosso di prodotti alimentari. Sono stati arrestati in regime di domiciliari, invece, Annalisa Formosi, di Francavilla Fontana presidente dell’Ordine degli ingegneri di Brindisi; l’avvocato Francesco Bianco, di Francavilla Fontana; l’avvocato Federica Spina, di Francavilla Fontana. Sei, dunque, le persone arrestate, a fronte di 12 richeste di custodia cautelare (5 in carcere, 7 ai domiciliari) avanzate dalla procura.  Altre 15 sono indagate a piede libero.

La corruzione e le richieste estorsive

Il procuratore Rescio ha spiegato che l’inchiesta si è sviluppata in due filoni: quello su corruzione e richieste estorsive e quello sugli incarichi in ambito di procedimenti giudiziari elargiti ad amici che rientravano nella cerchia di Galiano. Rientrano nel primo filone due episodi particolarmente drammatici che riguardano una coppia di genitori la cui figlia era deceduta nel 2017 in un incidente stradale e altri due genitori di un figlio con gravi disabilità permanenti, a causa di traumi riportati alla nascita per colpa medica. In entrambi i casi Galiano, da quanto appurato dagli inquirenti, avrebbe intascato una parte dei risarcimenti danni ottenuti dalle famiglie (300mila euro su un risarcimento complessivo di 1,1 milioni di euro nel primo; 150mila euro su un risarcimento di 2 milioni di euro nel secondo), al culmine di contenziosi aperti contro le compagnie assicurative. Il procuratore ha parlato di “accanimento contro due genitori che vedono il figlio ridotto a uno stato vegetale” da parte di Galiano, che si recò presso l’abitazione dei coniugi insieme all’ex moglie, l’avvocato Federica Spina, asserendo di conoscere delle persone che avrebbero potuto sottrarre ai genitori la patria potestà, per il sol fatto che vivevano in un’abitazione modesta. Nel secondo caso di corruzione, oltre ad incamerare la somma di 300mila euro, Galiano sarebbe riuscito a far nominare la stessa Spina quale erede testamentaria. 

La questione dell'incompatibilità

Emerge inoltre, nel 2013, “una evidente incompatibilità di Galiano – afferma il procuratore – a svolgere le funzioni nella stessa sede (la sezione distaccata di Francavilla Fontana del tribunale di Brindisi, ndr) dove vi era la moglie avvocato. Non è una situazione che appare trasparente: che possa indurre fiducia nella giustizia. Il giudice - sostiene il procuratore - non può avere rapporti con le parti in causa. E’ grave che non ci si renda conto di questo”. Inizialmente, come spiegato dal procuratore, tale situazione di incompatibilità viene alla luce ma “non porta alle conseguenze necessarie”. I controlli effettuati fra il 2017 e il 2018, invece, “hanno svolto funzione di rilievo poiché è stata accertata l’incompatibilità, con trasferimento di Galiano in un’altra sezione”. In questo modo gli illeciti sono stati arginati. Nell’ambito del secondo filone, dunque, emerge “una cerchia di professionisti – afferma Curcio - con cui Galiano faceva viaggi insieme”. Si tratta delle stesse persone a cui avrebbe garantito incarichi importanti in procedure giudiziari. “Poi abbiamo verificato - spiega il procuratore – che, a fronte di questi incarichi, queste persone si prestavano a simulare prestazioni d’opera”. 

Le sentenze scritte dal commercialista

Le indagini sono partite nel 2017, da una perquisizione fatta nei confronti di Pepe Milizia, “nome ricorrente - spiega il procuratore - fra i curatori fallimentari del tribunale di Brindisi”, già “attenzionato dai procuratori di Brindisi per le modalità con cui svolgeva questo compito”. I finanzieri, durante la perquisizione, “trovano un mucchio di sentenze del giudice Galiano”. Stando al teorema accusatorio, queste sentenze, scritte da una persona estranea alla giustizia, integrerebbero il reato di falso ideologico, “perché la sentenza era apparentemente scritta dal giudice Galiano – afferma Curcio – ma era in realtà scritta da Pepe Milia”. A detta del gip, però, “nel momento in cui il giudice Galiano le firma, è come se quelle sentenze le avesse fatte lui”. 

I finanzieri si sono avvalsi di numerose testimonianze. Preziosissima, in particolare, quella dei genitori del bambino disabile. Ma il Procuratore rimarca che “non saremmo arrivati ai testimoni, se non ci fosse stato il lavoro della polizia giudiziaria che ha consentito di individuarli. Noi siamo arrivati ai soggetti attraverso le indagini fatte. Quando ci siamo fatti un quadro su questo, siamo andati a sentire le persone interessate. Non ci aspettavamo nemmeno che si potesse arrivare a minacce come quelle descritte". Minacce ai danni di "persone provate, psicologicamente impaurite”: 

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