Cronaca

Rosy Bindi: "Sull'arresto di Consales servono ulteriori approfondimenti"

Ha parlato anche dell’arresto dell’ex sindaco Consales e delle infiltrazioni della malavita nella gestione dei rifiuti la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, nel corso della conferenza stampa conclusiva del tour presso gli immobili confiscati alla malavita

BRINDISI – Ha parlato anche dell’arresto dell’ex sindaco Consales e delle infiltrazioni della malavita nella gestione dei rifiuti la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, nel corso della conferenza stampa conclusiva del tour presso gli immobili confiscati alla malavita effettuato nelle province di Brindisi e Lecce dai componenti della stessa commissione.

La senatrice ha incontrato i giornalisti presso la prefettura del capoluogo salentino. Fra i colpi assestati alla mafia dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Lecce, la Bindi non poteva non citare l’operazione della Squadra Mobile di Brindisi“The Beginners”, che ieri ha assestato un duro colpo al clan degli emergenti della Scu brindisina. Per quanto riguarda Consales, arrestato lo scorso 6 febbraio per corruzione, la Bindi ha affermato che servono “ulteriori approfondimenti”. La senatrice ha parlato della provincia brindisina anche in riferimento alla necessità di maggior coordinamento tra la Dda e le procure circondariali.

"In una realtà piena di interrogativi come questa - ha spiegato - è richiesta la capacità di capire secreati che possono apparire comuni presentano invece indizi di collegamento con le mafie: questo lo si ottiene solo con la piena collaborazione tra chi svolge le indagini. La grande intuizione delle distretturali, di Falcone e Borsellino, non può sollevare dalla collaborazione di tutta la magistratura che deve capire quando passare la mano laddove servono determinate competenze e particolari strumenti: non a caso i reati ambientali sono assegnati alle distrettuali, e presto lo saranno anche quelli legati all'agroalimentare proprio perché ci sono dei reati spia che segnano l'infiltrazione in determinati settori".

La  Bindi si è soffermata sull’organizzazione reticolare del potere criminale: non sembra esserci una struttura verticistica, ma una configurazione reticolare basata sulla spartizione territoriale che garantisce affari e profitti e che solo saltuariamente viene minata da fatti di sangue. 
L'attività principale delle famiglie della Scu resta il traffico di sostanze stupefacenti, ma - è stato chiesto - dove vengono investiti tutti i proventi della droga? In parte nella creazione di un "sistema alternativo allo Stato" fondato su una sorta di welfare: la Sacra Corona Unita cerca il consenso delle persone comuni attraverso forme di assistenza e di sostegno (come già ebbe modo di ammonire in più occasioni il capo della Direzione Distrettuale Antimafia, Cataldo Motta). Questo tentativo di presentarsi come "amica della gente" è certamente un tratto comune alle organizzazioni criminali di stampo tradizionale.

Un'altra questione che rischia di avvicinare progressivamente il Salento ad altre parti del Mezzogiorno riguarda la contiguità tra mafia e istituzioni locali. Rosy Bindi, sul punto, ha richiamato un fenomeno che pare non conoscere sosta: "Alcuni comuni sono stati sciolti, altri sono attenzionati, altri sono oggetto di singoli provvedimenti a dispozione delle prefetture. Nelle varie province ci sono zone più interessate di altre dalla penetrazione nelle amministrazioni pubbliche, ma questi numeri non coincidono con altri preoccupanti, relativi al gran numero di minacce ricevute dagli amministratori: la Puglia è una delle prima regioni per minacce e questo aspetto continua. Ma questo significa che non collaborano, che hanno smesso di collaborare? Noi crediamo che se si arriva a questo punto evidentemente c'è una presenza più massiccia di quella che fino ad adesso è stata portata alla luce".

Un'altra caratteristica della criminalità organizzata salentina è quella di essere ad uno stadio evolutivo tale da non avere ancora la fisionomia di una mafia imprenditrice, ma non c'è da star tranquilli: i settori economici sui quali sono già accesi i riflettori, sebbene ancora non ci siano stati sviluppi giudiziari di una certa rilevanza, sono quelli dell'agroalimentare e del turismo, i fiori all'occhiello del Salento. "C'è solo il controllo dei parcheggi, soltanto la capacità di penetrare nell'economia accessoria?" ha domandato provocatoriamente Rosy Bindi, sollecitando risposte. 

Il senatore Tito Di Maggio ha sottolineato i segnali allarmanti che giungono dal fronte delle sponsorizzazioni sportive della squadre minori e dai giochi d'azzardo. Un altro campanello sinistro viene dalla piaga dell'usura: sono troppo poche le denunce e tutte afferenti al credito bancario. "Questa questione - ha specificato il senatore Enrico Buemi - presenta interrogativi di un certo interesse perché si tratta di capire se c'è un orientamento della direzioni bancarie che tendono a sopravvalutare il tasso di rischio imprenditoriale, oppure se c'è una funzione delle direzioni locali che in una certa misura tendono a favorire un mercato criminale rispetto a quello tradizionale. E' un fenomeno che non si trova in altre parti del territorio italiano dove c'è l'usura criminale, ma non quella bancaria". 

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