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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Flash/ Confermata la condanna all'ergastolo per lo stragista della scuola "Morvillo"

La Corte d'Assise d'Appello di Lecce ha confermato la sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Brindisi, che aveva condannato all'ergastolo e all'isolamento diurno per 18 mesi Giovanni Vantaggiato, reo confesso dell'attentato di Brindisi del 19 maggio 2012. La Corte ha ritenuto sussistente anche l'aggravante della finalità terroristica

LECCE - La Corte d'Assise d'Appello di Lecce ha confermato la sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Brindisi, che aveva condannato all'ergastolo e all'isolamento diurno per 18 mesi Giovanni Vantaggiato, reo confesso dell'attentato di Brindisi del 19 maggio 2012. La Corte ha ritenuto sussistente anche l'aggravante della finalità terroristica. La sentenza di secondo grado è stata letta attorno alle 15,15 di oggi.

Al momento della lettura della sentenza era presente anche il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Lecce, Giuseppe Vignola, accanto del pg Antonio Maruccia che ha sostenuto l’accusa, chiedendo la conferma della sentenza di primo grado, con particolare riferimento all’aggravante della finalità terroristica.Il presidente della Corte, Rodolfo Boselli, ha letto il dispositivo telegrafico nella parte che riguarda la conferma di quanto già stabilito dalla Corte d’Assise d’Appello di Brindisi il 18 giugno 2013.

Melissa sempre nel cuorePiù complessa la parte del dispositivo sul riepilogo dei risarcimenti che spettano alle parti civili, tra cui figurano anche il ministero dell’Istruzione, la scuola Morvillo Falcone, la Regione Puglia, la Provincia di Brindisi e il Comune di Brindisi, oltre a tutte le persone rimaste ferite nell’attentato. L’imputato, Giovanni Vantaggiato, che aveva rinunciato a presenziare all’udienza, non era presente neanche al momento della lettura del dispositivo. Il termine fissato per il deposito delle motivazioni è di 90 giorni.

Rita e Massimo Bassi, i genitori di Melissa, vittima sedicenne dell'attentato, hanno ascoltato la sentenza tenendosi per mano. “Giustizia è fatta, ma non basta. Nessuno ci ridarà mai più nostra figlia”. “Non avevamo dubbi” ha ribadito la mamma della ragazza deceduta pochi minuti dopo il ricovero in ospedale, che aveva già commentato in questo modo, il 5 maggio scorso, la decisione della Corte che con ordinanza aveva rigettato la richiesta di perizia psichiatrica avanzata da Franco Orlando, il difensore di Giovanni Vantaggiato. “Tutta l’Italia ci è stata vicina in questi due anni, non ci ha mai abbandonato. Hanno dimostrato tutti di avere un gran cuore”, ha detto Massimo Bassi ai giornalisti prima di lasciare l’aula.

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