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Uno dei locali sequestrati a Fago

Uno dei locali sequestrati a Fago

Congelati i patrimoni a imprenditore

SAN PIETRO VERNOTICO – Beni del valore complessivo di un milione e centomila euro sono stati sequestrati dalla compagnia della Guardia di Finanza di Lecce, in collaborazione con lo Scico di Roma, a un imprenditore di San Pietro Vernotico, Alessandro Fago.

SAN PIETRO VERNOTICO - Beni del valore complessivo di oltre un milione e centomila euro sono stati sequestrati dai militari della compagnia della Guardia di Finanza di Lecce, in collaborazione con lo Scico di Roma (Servizio Centrale di Investigazione sulla criminalità organizzata) a un imprenditore di San Pietro Vernotico, Alessandro Fago, 42 anni, già condannato per associazione mafiosa, difeso, per tutte le sue vicissitudini, dall'avvocato Ladislao Massari.

Nel dettaglio, le Fiamme Gialle, all'esito di complesse ed articolate indagini volte al contrasto della criminalità organizzata, all'alba di oggi hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro anticipato, emesso dal Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Lecce, di tutti i beni riconducibili al noto imprenditore sanpietrano.

I sigilli sono stati posti a due ditte individuali, una con sede a Lecce, operante nel settore del commercio al dettaglio di abbigliamento (dato alle fiamme il 23 agosto del 2010 e intestata alla compagna) l'altra, un'enoteca, con sede a San Pietro Vernotico, al capitale sociale e all'intero compendio aziendale di una società (Sas), nonché al ramo di azienda di una ditta individuale, entrambe con sede a San Pietro Vernotico (Br) ed entrambe operanti nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, a una quota di partecipazione al capitale sociale di una società edile di San Pietro Vernotico e a due immobili ubicati nello stesso comune.

Sigilli anticipati anche a cinque autoveicoli e ai saldi attivi dei rapporti bancari e postali. Nel corso dei minuziosi accertamenti economico-patrimoniali sviluppati a carico del 42enne sanpietrano, i finanzieri hanno rilevato l'esistenza di una netta sproporzione del suo patrimonio rispetto al reddito o all'attività esercitata, dal momento che egli disponeva, direttamente o per interposta persona, di beni che non trovavano giustificazione nello stesso reddito dichiarato. Il provvedimento è stato esteso anche ad altri 5 familiari, ritenuti essere suoi prestanome.

 

 

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