Cronaca

"Consales e Screti già in contatto durante la campagna elettorale"

Sette incontri al bar tra Mesagne, Brindisi e San Pietro. Nelle buste banconote da 100, 50 e 20 euro. L'ex collaboratore dello staff: "Scippato della mia dignità, usato come uno strumento, non potevo più stare lì"

BRINDISI – Mimmo Consales e Luca Screti sono stati in contatto già prima delle amministrative  di maggio 2012 che hanno portato all’elezione del giornalista di Telenorba a sindaco: dai tabulati telefonici emergono contatti nel periodo compreso fra il 14 febbraio e il 9 maggio 2012.

Erano i mesi della campagna elettorale e i due si sentivano, Consales chiamava Screti e viceversa e quando non erano possibili le conservazioni, c’erano i messaggi. Sms che aumentavano, quanto a numero, in corrispondenza di date ritenute importanti nell’inchiesta, come la firma dell’ordinanza per l’apertura dell’impianto di Cdr, la richiesta di adeguamento dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale e ancor prima, quando il sindaco firma il primo atto che per la Procura ha rilevanza sul piano penale perché  segnerebbe l’inizio del rapporto corruttivo vero e proprio, vale a dire quello del 31 maggio 2012 con cui di fatto si sblocca la situazione che impediva di affidare la gestione del sito di via per Pandi alla società Nubile.

C’era stata, infatti, una informativa Antimafia atipica della prefettura di Milano del 16 marzo 2012, con cui si evidenziavano alcune criticità per la Daneco Impianti srl che era la società a cui Nubile aveva chiesto il cosiddetto avvallimento, ossia le garanzie economico-finanziarie di cui era sprovvista, ma che erano necessarie per partecipare al bando per la gestione dell’impianto di Cdr. Consales, con un atto a suo firma, su carta intestata del settore Affari Generali, non vergata e neppure siglata dal dirigente, sostiene che l’informativa non è determinante. In tal modo avrebbe omesso, secondo i pm, di esercitare il potere di autotutela in ordine all’aggiudicazione definitiva.

Il contratto con Nubile sarà sottoscritto il 20 luglio 2012, tre giorni prima viene decisa la rateizzazione del debito che Consales aveva nei con Equitalia per 315mila euro, da pagare con provviste di denaro messe a disposizione del sindaco da Screti.  Questo era il sospetto.

Una prima conferma all’intuizione investigativa secondo cui il sindaco e l’imprenditore avessero contatti, arriva dopo le perquisizioni del 19 novembre 2013, quando nell’abitazione di Consales, all’epoca residente a Mesagne, viene trovato un elenco di ditte con accanto indicazioni di somme di denaro. Negli uffici della ditta viene trovata una proposta pubblicitaria avanzata alla Nubile dalla vecchia società di comunicazione di Consales, la Mondovideo, risalente al 2010. Spunta anche un progetto di revamping  dell’impianto che coincide con quello che sarà messo nero su bianco su carta intestata dal Comune.

Dopo le perquisizioni, il collaboratore dello staff, Cosimo Saracino decide di dimettersi e matura un’altra scelta, quella di incontrare i magistrati. Un giorno maledetto dirà ai pm perché lui, giornalista pubblicista, mai si era trovato in situazioni simili che lui stesso aveva fatto fatica a intuire, ma troppe volte Consales gli chiedeva di prendere appuntamento con Screti e persino di organizzare incontri lontano dal Comune. In un’occasione anche in un locale nella disponibilità di Saracino, a Mesagne, poi in bar tra Brindisi e San Pietro Vernotico. Ce ne sarebbero stati sette in tutto.

Saracino ammetterà di aver perso la serenità, di non riuscire a lavorare. Impossibile dopo aver visto con i suoi occhi una busta piena di soldi contanti: circa quattromila euro in banconote di 100, 50 e 20 euro, che aveva contato su richiesta di Consales, dopo aver ricevuto il plico da Massimo Vergara che veniva presentato dal sindaco come il suo commercialista. Vergara avrebbe detto che si trattava di documenti. Poi la scoperta del denaro. C’era qualcosa che non quadrava e che non poteva tollerare, lui che proveniva da un’esperienza cattolica, una situazione che di fatto gli strappava la dignità perché diventata una sorta di strumento in un contesto che stava prendendo una brutta piega. Anche perché i colloqui riservati tra Consales e Screti si susseguivano.

Una volta Consales avrebbe chiesto di fotocopiare documenti del Comune di Brindisi, tra cui l’ordinanza di apertura dell’impianto di produzione di Cdr in via per Pandi, firmata dal sindaco il 6 novembre 2013 senza peraltro avere una data di scadenza, e una lettera rivolta alla Regione in cui si diceva che il sito era pronto per essere messo in esercizio.

Perché mai quelle carte servivano a Consales? La risposta che emerge nell’ordinanza di custodia che mantiene ai domiciliari l’ex sindaco è legata al compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio e al suo spendere il ruolo politico e amministrativo a sostegno non già della città, ma della società Nubile.

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